I ricercatori contro gli animalisti a Milano chiedono di poter lavorare per il bene di tutti

Nel blitz di sabato scorso gli animalisti hanno liberato circa 200 cavie e 17 conigli, animali usati dai ricercatori del Dipartimento di Farmacologia a Milano per lo studio di varie patologie.

Un gruppo di animalisti, su cui la Digos ha avviato le sue indagini, ha liberato 200 cavie e 17 conigli dallo stabulario del Dipartimento di farmacologia a Milano, dopo aver occuapto i locali per circa 10 ore. Questi animali erano oggetto di studio da parte di ricercatori e studenti perché usati per esperimenti su diverse malattie. Il danno valutato dagli studenti e ricercatori della facoltà di farmacia è enorme e sopratutto manda all'aria anni di ricerche, come ha spiegato Andrea Tosini uno degli studenti sceso in piazza contro gli animalisti:

Queste persone non si rendono conto che liberando topi e conigli usati in laboratorio non solo creano un danno economico all'università, ma danneggiano anche lo stesso animale. Si tratta infatti di esemplari con un sistema immunitario più basso, incapaci di vivere liberamente e forse anche con malattie infettive. E' necessario che si faccia corretta informazione perché il messaggio che viene fatto passare dagli animalisti è che in laboratorio si torturano gli animali e che la ricerca sugli animali non serve a nulla. Non è vero. Inoltre bisogna agire correttamente, e occupare una facoltà e liberare degli animali non lo è.

Insomma ribadiscono i ricercatori all'Università di fa ricerca e non fanno speculazione a danno degli animali. Dal canto loro gli animalisti giustificano il loro gesto attraverso le parole di un comunicato in cui si legge:

Quello della sperimentazione animale è un tema di importanza sociale crescente, ma ciò che accade nei laboratori è sempre coperto dal segreto, come se nessuno dovesse sapere e soprattutto vedere» affermano gli attivisti barricati al quarto piano del Dipartimento di Farmacologia a Milano «Abbattere questo velo di segretezza e far vedere la vita di prigionia di un animale ridotto ad un numero, chiuso in gabbia e ucciso negli esperimenti è uno dei nostri scopi primari. La scienza deve superare metodi cruenti e fare un passo nella direzione etica che ormai l’86% degli italiani auspicano, abbandonando l’uso di animali e abolendo la pratica della vivisezione.

Ora gli animali sono in custodia presso gli animalisti che probabilmente li daranno in adozione.

Via | Il Giornale, Comunicato stampa ControGreenHill, ControGreenHill su Fb
Foto | Comunicato stampa

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