
Per ridurre le emissioni dell’aria condizionata nelle torride estati spagnole, lo studio di architettura Alberto Alarcón y Asociados ha progettato una casa di campagna interamente ricoperta da un tetto verde. La peculiarità di questa abitazione, ubicata a Léon, è il tetto inclinato che simula un dolce pendio ricoperto di erba.
La casa si compone di tre ampie camere tutte collegate tra loro per garantire il massimo della ventilazione naturale. Le grandi finestre assicurano un’illuminazione naturale ottimale.
Il tetto verde, grazie ad una membrana impermeabile, mantiene l’edificio isolato termicamente garantendo un risparmio energetico elevato sia sul riscaldamento invernale che sul raffreddamento estivo.
Via | Plataforma Arquitectura
Foto | Alarcón y Asociados

E’ stata inaugurata ieri da Re Juan Carlos e dal Principe di Abu Dhabi , Mohammed bin Zayed Al Nahyan la centrale a concentrazione solare Gemasolar a Fuentes de Andalusia, nei pressi di Siviglia in Spagna.
La Spagna si conferma, dunque, sostenitrice dei progetti solari aggiungendo al suo ampio parco Gemasolar, definita dai suoi progettisti, novità mondiale essendo la centrale solare in grado di produrre energia anche senza luce. Ciò avviene grazie al MSES, soluzione di sali fusi, composta per il 60% da nitrato di potassio e dal 40% di nitrato di sodio in grado di trattenere il calore, e accumulata in una torre. Il calore sarà poi rilasciato durante la notte o durante i picchi di fabbisogno di energia. Le previsioni dicono che la centrale produrrà 110 GWH all’anno, ossia per 270 giorni.
Gemasolar centrale solare a concentrazione

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Circa un anno fa su Ecoblog abbiamo riportato notizia della legge approvata dalla Regione Catalogna (in Spagna) che avrebbe messo finalmente la parola fine alle corride in tutto il territorio regionale. Ebbene, due giorni fa (lo scorso 25 settembre), si è arrivati finalmente ai titoli di coda; si è svolta infatti a Barcellona l’ultima delle corride catalane. Ricordiamo non si tratta di una novità assoluta fra le Regioni spagnole, dato che già vent’anni fa il governo delle Isole Canarie aveva messo al bando questo tipo di manifestazioni.
Per la passerella finale, svoltasi a Barcellona in occasione della Fiesta della Mercé, si sono esibiti tre fra i più importanti toreri, fra i quali José Tomas, uno dei più famosi matador. Un pubblico delle grandi occasioni (20.000 spettatori e prezzi dei biglietti alle stelle) ha dato vita ad uno spettacolo che ha assunto i contorni della grande manifestazione. Gran festa fra gli animalisti, da anni in lotta per il raggiungimento di questo storico traguardo.
Eppure, sono un po’ tutti d’accordo, questo divieto è visto dai più come un chiaro segnale di svolta verso la separazione politica e ideologica della Catalogna dalla Spagna; insomma un ritocco di immagine ben accetto da buona parte dei catalani che non vedono di buon occhio il fatto che una Regione, quella Catalana appunto, definita uno dei motori economici dello Stato spagnolo, si debba sobbarcare gli insuccessi legati al Pil delle altre Regioni iberiche.

Il terremoto che avrebbe dovuto devastare Roma ieri 11 maggio, com’era prevedibile (questo si!) non c’è stato. La profezia di Raffaele Bendandi, tra l’altro, è stata smentita anche dalla stessa Fondazione, La Bendandiana.
In alto vedete la lista dei terremoti che si sono verificati nella giornata di ieri così come riportati dall’INGV. Nell’elenco anche i terremoti dei giorni precedenti. E’ registrato anche il sisma a Lorca in Spagna, che si è verificato ieri e che ha causato 9 morti, un centinaio di feriti e oltre 30mila sfollati.
Ebbene, secondo, quella lista in alto ogni giorno si verificano numerosi terremoti, tra cui quelli causati dalla ripresa dell’attività vulcanica dell’Etna in Sicilia. Il nostro Pianeta non è tranquillo e sarebbe il caso di tenerne conto quando ci si costruisce qualcosa sopra.
Mentre nel nostro Paese il futuro delle rinnovabili continua a restare fermo al palo, i cugini spagnoli ci danno l’ennesima lezione in questo senso confermandoci, qualora ve ne fosse bisogno, di quanto sia pauroso il nostro ritardo nei loro confronti. L’energia eolica nel mese di marzo ha infatti rappresentato la prima fonte di elettricità in Spagna; questo succede per la prima volta nella storia. I parchi eolici hanno coperto il 21% della domanda e raggiunto un record mensile, il 5% in più rispetto al marzo dello scorso anno.
Ma c’è di più: le energie rinnovabili, di cui la Spagna ricordiamolo è uno dei Paesi leader mondiali, hanno fornito complessivamente il 42,2% della domanda di elettricità. A questo punto la domanda è d’obbligo: ma con l’impegno si può davvero sperare di costruire un mix energetico fatto soltanto di rinnovabili in un futuro non lontanissimo o effettivamente questi record, per via dell’aleatorietà delle fonti pulite, avranno un loro picco massimo difficilmente superabile? Dell’argomento abbiamo più volte discusso su Ecoblog, soprattutto nell’ultimo periodo per via delle vicissitudini legate al nucleare e alla prossima modifica del Conto Energia.
Stando alle parole del presidente dell’associazione delle imprese eoliche spagnole sembrerebbe che questo risultato potrà essere prima o poi raggiunto, dato che, come lui stesso sottolinea, questo trend sin da ora potrebbe coprire il consumo elettrico mensile di un Paese come il Portogallo. C’è comunque chi obietta alla cosa adducendo che il discorso in realtà sia ben più complesso per via della non predicibilità delle rinnovabili, motivo che ha creato non pochi problemi poco tempo fa anche alla rete elettrica spagnola.
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Mentre in Italia giochiamo alla sperimentazione, cincischiamo sulle nuove tecnologie rinnovabili per la produzione di energia elettrica, tanto centrale nucleare ci penserà, in Spagna con il solare termodinamico fanno sul serio e dimostrano che una centrale del genere funziona. E’ stata infatti inaugurata la centrale La Florida da 50 MW di Renovables Samca a Alvarado che consente agli iberici di raggiungere il primato mondiale per potenza installata, portando il totale a 432 MW e superando gli Stati Uniti che ne contano 422 MW.
Leggo sul sito Protermo Solar, l’associazione spagnola per l’industria solare termodinamica:
Questo centro ha sviluppato una nuova tecnologia per SAMCA che ha sistema di stoccaggio termico con sali fusi. E’ una pietra miliare nello sviluppo del settore e grazie alla dimensione del campo solare, di 550.000 m2 di bacino idrografico, diviene la più grande centrale sia in Spagna sia altrove.
Attualmente in Spagna sono attive 10 centrali a concentrazione solare: PS 10 (11 MW), PS 20 (20 MW), Andasol 1 (50 MW), Puertollano (50 MW), Puerto Errado (1,4 MW), La Risca (50 MW), Andasol 2 (50 MW), Solnova 1 (50 MW), Extresol 1 (50 MW), Solnova 3 (50 MW) e La Florida (50 MW).
Via | Chilerenovables, zeroemission.Tv,
Foto | Protermosolar

Il racconto di come da un’idea e da una gallina nasca un’impresa ci giunge dalla segnalazione di un lettore, via ilmediterraneo . Tutto comincia a Pamplona, in Navarra, quando il 35enne Eduardo Otxoa, decide di dar forma alla sua idea con l’aiuto del Politecnico di Madrid: affittare galline.
Sono bastati un capitale di 12 euro ed un sito Internet perché l’idea si trasformasse in 6 mesi in un business creativo e redditizio, mentre in Spagna molte aziende tradizionali fanno i conti con la crisi. Sul sito Alquilaunagallina Eduardo affitta galline a domicilio, a portata di click, con un investimento di 63 euro per il primo mese, che corrisponde al valore di una gallina che viene consegnata a domicilio con la sua gabbia, l’acquaio, la semenza, la garanzia di un uovo fresco al giorno. In più, la gallina è in prova per il primo mese: trascorsi i 30 giorni, l’affittuario può continuare a tenere la gallina in affitto pagando la rata o far valere l’opzione d’acquisto per 186 euro.
Dopo aver provato le galline e aver avuto la possibilità di avere una o più uova fresche al giorno il 90% dei clienti ha deciso di comprare la gallina: in sei mesi Eduardo Otxoa ha venduto 400 galline e ne ha affittate 60. In 6 mesi l’imprenditore ha guadagnato quasi 30.000 euro ed ha creato una rete di distribuzione internazionale. Il prossimo obiettivo è raggiungere mezzo milione di dollari, fatturato di un’impresa simile in Australia. Ci riuscirà? Intanto una cosa è certa: una gallina al giorno, toglie la crisi di torno.
Foto | Flickr
Dopo il recente accordo con Acciona, il gruppo Renault procede la strategia “a tutto elettrico” alleandosi anche con Enel ed Endesa. Teatro del business elettrico è nuovamente la Spagna, che si conferma la nuova Mecca della mobilità elettrica europea.
L’accordo di oggi è molto simile a quello di fine marzo con Acciona: si mira ad una collaborazione finalizzata alla diffusione massiccia di colonnine di ricarica compatibili con i veicoli Renault e Nissan, facilmente identificabili dall’automobilista e facili da usare. Rispetto al precedente accordo, però, quello con Enel-Endesa ha anche due punti nuovi molto interessanti.
Il primo è di tipo tecnico e riguarda lo studio del ciclo completo di vita della batteria, compreso l’eventuale impiego come sistema di accumulo di energia prodotta da fonti rinnovabili nella seconda parte del suo ciclo di vita. Quando le batterie perdono efficienza, quindi, vengono inserite nella filiera delle rinnovabili dove l’efficienza è un parametro meno critico rispetto al mondo automobilistico.

Il gruppo automobilistico franco-nipponico Renault-Nissan ha raggiunto l’accordo con la spagnola Acciona per la diffusione, sul territorio iberico, di colonnine di ricarica adatte alle prossime vetture elettriche che presto immetterà sul mercato. L’accordo è stato firmato da Jean-Pierre Laurent, presidente di Renault Espana, Manuel de la Guardia, numero due di Nissan Iberia e Carmen Becerril, presidente di Acciona Energia.
Le auto che Renault intende immettere sul mercato sono quelle del progetto Zero Emission, totalmente elettriche (e quindi a zero emissioni di co2) e con tempi di ricarica di soli 20 minuti grazie a speciali colonnine. Proprio le colonnine, quindi, decreteranno il successo o il fallimento di Zero Emission e l’accordo con Acciona mira a spargere per il territorio spagnolo un numero di postazioni di ricarica sufficiente a rendere il progetto appetibile per il mercato.
Ancor di più, e nell’accordo è previsto, serviranno colonnine facilmente identificabili e rintracciabili tramite il sistema di navigazione satellitare di serie delle nuove autovetture. Si tratta, quindi, di un accordo di sistema tra giganti dei rispettivi settori che lascia ben sperare. Si parte dalla Spagna, ma se l’esperimento dovesse andare bene è facile ipotizzare una rapida diffusione anche in altri paesi europei.
Via | Renault
È di questi giorni la notizia di come le principali Borse elettriche europee abbiano un piano per mettere su una piattaforma comune entro il prossimo anno. Si tratta in sostanza di un meccanismo coordinato di formazione del prezzo dell’energia nei mercati delle regioni nordiche, centro-occidentali e meridionali dell’Europa che coinvolgerà alcune fra le più importanti città europee: Amsterdam, Bruxelles, Madrid, Oslo, Parigi, Lipsia e anche la nostra Roma.
Il progetto è chiamato “Price Coupling of Region” (PCR), ed è finalizzato a porre le basi per la creazione di un vero mercato europeo dell’energia. L’iniziativa, per quanto sperimentale, a mio modo di vedere nasconde un aspetto interessantissimo in ottica di sviluppo della rete elettrica e quindi di regolamentazione delle fonti rinnovabili.
Attraverso l’attuazione di tale proposta si potrebbero finalmente creare le basi affinché i gestori di rete e gli operatori di mercato possano attuare in tempi rapidi una soluzione comune per il processo di formazione dei prezzi (price coupling) nel mercato del giorno prima in tutta Europa. Di questo modo sarà possibile organizzare un mercato più globale, strumento necessario non solo da un punto di vista economico, quanto, e tengo a sottolinearlo, per dare maggiori possibilità di sviluppo alle fonti rinnovabili e alla loro immissione in rete.