
I lavori di messa in sicurezza, probabilmente gestiti frettolosamente, dei canali dell’imperiese stanno mettendo a dura prova la forte presenza dei rospi comuni “Bufo Bufo“. La denuncia è di Maurizio Ferrara, storico ambientalista che vive a Bussana Vecchia, e spiega:
Non sono più solo ormai i veicoli in transito sulle strade di maggior frequentazione a costituire un pericolo esiziale per i caratteristici rospi ma altre minacce ben più serie incombono. Infatti, se fino a qualche tempo fa i rospi nella loro trasmigrazione verso lo stagno natio, dove tornano sempre per deporre le uova, correvano il rischio di venire schiacciati dagli autoveicoli, oggi quello stagno potrebbero proprio non trovarlo più.
La conformazione dei torrenti sta modificando le pozze nelle quali le femmine erano abituate a depositare le uova riducendo la popolazione dei Bufo Bufo. Oltre alle giustificate preoccupazioni degli ambientalisti è ingenuo non rilevare come la diminuita presenza degli anfibi sta alterando l’ecosistema contribuendo alla diffusione di insetti e parassiti che venivano decimati dai rospi, abituati a nutrirsene.
Via | Riviera 24
E’ stata pubblicata dall’International Union for the Conservation of Nature and Natural Resources (IUCN) l’annuale Lista Rossa sulle specie animali ovvero il più ampio database di informazioni sullo stato di conservazione delle specie animali e vegetali di tutto il globo terrestre.
Il rapporto, com’era lecito aspettarsi, non è dei più confortanti. Secondo i dati più di un terzo delle specie di fauna e flora conosciute nel mondo sarebbe minacciata di estinzione. Questi i numeri: 17.291 specie su un totale di 47.677 studiate sarebbe in pericolo; si tratta in sostanza del 36% di tutte quelle monitorate. Nello specifico il 2% (quindi 875 specie) risulta estinto o estinto allo stato selvaggio in natura.
Queste invece le percentuali delle specie che rischiano l’estinzione per le diverse classi vegetali ed animali: il 21% di tutti i mammiferi conosciuti, il 30% di tutti gli anfibi noti, il 12% di tutti gli uccelli, il 28% dei rettili, il 37% dei pesci di acqua dolce, il 35% degli invertebrati, addirittura il 70% delle piante.
La Commissione Europea lancia l’allarme sullo stato di conservazione di oltre 1.150 specie e 200 tipi di habitat, alcuni dei quali protetti dalla legislazione comunitaria, ma in pericolo.
La relazione della Commissione Europea ha analizzato la biodiversità per quanto riguarda habitat, specie e cambiamenti climatici nel periodo 2001-2006, fornendo dati importanti anche per la conservazione e l’evoluzione future.
Gli habitat erbosi, le zone costiere e quelle umide sono gli ambienti sottoposti alle pressioni maggiori, a causa dei cambiamenti climatici, del declino dei modelli agricoli tradizionali e dello sviluppo turistico degli ultimi anni. Gli habitat erbosi sono quelli più a rischio, destinati a scomparire in tutta l’Unione europea, mentre quelli associati alle attività agricole sono in stato di abbandono a causa del passaggio dall’agricoltura tradizionale a quella intensiva.
Per quanto riguarda le diverse specie, gli anfibi risentono dei cambiamenti negli habitat umidi e vivono in condizione di crisi, mentre alcuni esemplari che vivono in aree protette dalla direttiva Ue, come il lupo, il castoro e la lontra, cominciano a mostrare i primi segni di recupero.
via | ansa
Foto | Flickr
Curioso ed allo stesso tempo sconcertante il monito lanciato dall’Università di Adelaide: le rane stanno scomparendo a causa del loro utilizzo in cucina. Sembrerebbe infatti che la popolazione delle rane selvatiche si sia ridotta a seguito di una “caccia” indiscriminata volta all’alimentazione umana. Chiaramente il problema alla base è la riduzione degli habitat degli anfibi, ma le “buone forchette” ci mettono del loro per peggiorare la situazione.
Le stime dicono che nel mondo annualmente vengono consumate 1 miliardo di rane e non solo nei menù dei ristoranti “a cinque stelle”, ma anche in alcune mense scolastiche e, non per ultimo come alimento popolare nella tradizione cinese (ricorderete le immagini dei telegiornali alle olimpiadi). La questione che maggiormente preoccupa è la cecità del mercato delle rane che, come la pesca, sta esaurendo le proprie risorse senza preoccuparsi minimamente del proprio futuro.
L’Indonesia è la maggiore esportatrice di rane e con un consumo interno che varia dalle 2 alle 7 volte la quota di esportazione. Personalmente credo che il problema principale sia la perdita degli habitat, poi chiaramente ogni azione che accentui una situazione critica è estremamente sciocca, specie se consideriamo l’estrema varietà di alimenti che si potrebbe utilizzare. Voi cosa ne dite?
Via | University of Adelaide
Foto | crazyegg95
Tra i tanti animali che rischiano l’estinzione, e di cui parliamo spesso sul nostro Ecoblog, vogliamo ricordare l’axolotl, per la cui difesa è stato fatto un recente appello da scienziati ed ambientalisti. L’axolotl potrebbe infatti estinguersi in 5 anni, a causa di inquinamento e presenza di specie alloctone nel suo habitat.
La sua scomparsa sarebbe particolarmente grave, in quanto questo anfibio è unico al mondo e allo stato libero vive unicamente nel lago Xochimilco, a circa 20 km da Città del Messico. Tra le sue caratteristiche, particolarmente curiose è la sua capacità di rigenerare parti del proprio corpo e di riuscire a decidere se diventare adulto o rimanere girino.
Sebbene si verifichi raramente, l’axolotl può decidere infatti di passare alla maturità e di uscire dall’acqua, trasformandosi in una specie di salamandra. Recentemente viene anche allevato in cattività ed è stato spesso utilizzato per esperimenti scientifici, interessati a studiarne la capacità rigenerative.
Foto | LPEstrela
Importante scoperta per il biologo Bruce Waldman ed i suoi collaboratori (Seth Barribeau e Jandouwe Villinger), ma soprattutto per la popolazione delle rane. Il team di ricercatori ha infatti identificato alcuni geni che renderebbero gli anfibi resistenti a batteri nocivi e malattie, evitandone l’estinzione.
Lo studio è stato effettuato esponendo alcuni girini di rane sudafricane (African clawed frog) a massicce dosi del batterio Aeromonas hydrophila, esaminando così la quantità di girini sopravvissuti e calcolando la loro velocità di crescita. Il riscontro? Alcuni dei girini sopravvissuti hanno evidenziato ritardi nella crescita ma tutti condividevano la stessa particolarità: i tre biologi hanno infatti dimostrato come la presenza in questi girini di geni MHC conferisse loro l’immunità da malattie.
Il team di ricerca ha deciso di effettuare lo studio su questo tipo di rane in quanto il loro sistema immunitario è già ben noto, ma data la similarità di quest’ultimo con quello di molte rane e rospi, la speranza è quella di poter applicare i risultati della ricerca su tutti gli anfibi a rischio.
Via | ScienceDaily.com
L’Australia sta combattendo da diverso tempo con i periodi siccitosi. Strano quindi che alcuni anfibi riescano a produrre danni in quanto specie invasive, tanto più se consideriamo che, tra le specie maggiormente a rischio estinzione, questa classe è una delle più rappresentate proprio a causa della scomparsa dei loro habitat.
Non è tuttavia il caso del Bufo marinus che rappresenta una delle maggiori specie invasive presenti sul territorio australiano soprattutto per la difficoltà di lotta che necessita una specificità elevata per tutelare le rane locali.
Questa specie è stata introdotta dall’America per cercare di contenere alcuni insetti infestanti ma, come spesso accade, la soluzione è stata peggiore del danno stesso ed ha portato alla riduzione di un elevato numero di specie. La causa di tutto è da ricercare nell’elevata prolificità del Bufo marinus e dalla produzione di bufotossina in grado di uccidere i predatori.
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Un terzo di tutte le specie di anfibi che si sono estinte negli ultimi 30 anni è stato cancellato dalla faccia della Terra per colpa di un fungo: il Batrachochytrium dendrobatidis.
Ora dall’Australia arriva la bella notizia che è stata trovata una “cura” ovvero una sostanza in cui immergere gli animali che li rende resistenti agli attacchi di questo fungo.
La sostanza magica è il cloramfenicolo, un antibiotico usato anche nel Terzo Mondo contro il colera e la diarrea. Sugli anfibi può essere usato sia come unguento che in soluzione, in un bagno.
Russell Poulter, dell’università di Otago in Nuova Zelanda, ha ammesso che gli studiosi ancora non si capacitano di come questo antibiotico possa avere effetto sui funghi.

“La Notte dei Rospi” e’ una campagna del museo di Scienze Naturali di Torino che si pone l’obiettivo di richiamare l’attenzione alla salvaguardia e protezione degli anfibi durante le migrazioni primaverili.
I rospi (Bufo bufo) vivono e svernano nei boschi; in primavera convergono verso i luoghi di accoppiamento, generalmente uno stagno e questo li porta a dover attraversare molte strade, dove una buona parte di loro finisce spiaccicata sotto le ruote delle automobili.
Una strana e particolare battaglia si sta volgendo a Lecco e nei comuni limitrofi: quella contro il rospidotto.
Si sta infatti litigando sulla costruzione di un tunnel sotto l’ex statale Lariana, per permettere ai rospi bufo bufo, razza in via di estinzione, di raggiungere il lago. Gli anfibi, infatti, durante la stagione della riproduzione scendono dalla montagna per deporre le uova e rimangono schiacciati sulla strada.
Visti i magri bilanci, questa serie di tunnel è lontana dall’approvazione. I cittadini insistono su altre priorità e si sono rivolti anche alla provincia per bloccare la proposta. Possibile non si riesca ad accontentare entrambi?
Via | Radiolombardia.it