Secondo il rapporto On-Re, stilato da Legambiente in collaborazione con Cresme (Centro Ricerche Economiche Sociali di Mercato per l’Edilizia), sono già più di settecento i comuni che si sono dati da fare per l’edilizia sostenibile. 705 comuni, per la precisione, che hanno un regolamento per raggiungere obiettivi di sostenibilità come il risparmio energetico, la diminuzione delle emissioni di CO2 dal riscaldamento, il recupero delle acque piovane e l’utilizzo dei materiali riciclati nell’edilizia.
506 comuni, ad esempio, prevedono nei loro regolamenti l’isolamento termico degli edifici; 531 comuni hanno un obbligo, o un incentivo, relativo all’installazione di impianti energetici da fonti rinnovabili (dal solare termico ai pannelli fotovoltaici); 353 comuni affrontano il tema, troppo spesso sottovalutato, dell’orientamento degli edifici e della schermatura delle case con gli alberi.
I parametri considerati nel rapporto sono veramente molti. Se volete sapere se il vostro comune è fra quelli virtuosi non vi resta che cercarlo nel rapporto On-Re 2010.
Via | Legambiente
Foto | Flickr
Il bando si chiude il prossimo 22 novembre e la selezione avviene per titoli e colloqui, i posti disponibili sono 10. Tra i requisiti la laurea in ingegneria o architettura con votazione superiore a 100/110 e avere meno di 27 anni.
Il corso è per “Esperto per l’innovazione in risparmio energetico, sfruttamento delle fonti energetiche rinnovabili, materiali e componenti per l’edilizia sostenibile” e appartiene al progetto FIxO dell’Università del Sannio.
E’ previsto un sussidio mensile di 500 euro lordi per i residenti in Campania e di 1000 euro lordi per i fuori regione. Ulteriori info qui.
Via | Ntr24
Abu Dhabi, negli Emirati Arabi, è ricchissima grazie all’oro nero. Eppure, per certi versi, non ne è schiava. In tempi in cui si riflette sull’opportunità o meno di concentrare il fulcro dell’energia mondiale su una fonte altamente inquinante ed ecologicamente pericolosa come il petrolio, questa città sta imprimendo una forte accellerazione in senso sostenibile al suo sviluppo.
Se offriamo alla comunità un ambiente sostenibile noi sosteniamo la crescita dell’emirato
è la convinzione di Rashid Al Hajeri , presidente del dipartimento degli affari municipali - DMA - che, ieri, ha approvato il codice per la costruzione dei nuovi immobili che dovranno essere tutti, da oggi in poi, a basso impatto ambientale. Nel corso della conferenza nota come Green Building Summit, gli esperti di settore hanno delineato le caratteristiche portanti del nuovo regolamento edilizio della città a seguito di analisi minuziose effettuate sulle best practice a livello internazionale che possano, ovviamente, essere efficacemente trapiantate nel contesto locale. Le iniziative green che si susseguono con una certa frequenza ad Abu Dhabi sono certamente veicolate dalla volontà di proporsi come un modello sostenibile e responsabile di levatura mondiale entro il 2030 ma anche dagli indiscutibili successi raggiunti a Masdar City, il quartiere a zero emissioni della città che, grazie all’uso combinato delle fonti rinnovabili, riesce a produrre molta più energia di quanta ne consumi.
Tra le varie invenzioni nell’ambito dell’edilizia sostenibile, alla ricerca di materiali per la costruzione meno impattanti e più ecologici, abbiamo già parlato su Ecoblog dei mattoni fatti con spazzatura compressa, di quelli fatti con buste di plastica riciclate e di mattoni impastati con la cenere. A questi si aggiungono i mattoni fatti di sabbia, batteri, urea e cloruro di calcio, vincitori del premio Metroplis 2010 Next Generation.
In un laboratorio dell’Università di Sharjah, negli Emirati Arabi, Ginger Krieg Dosier, assistente di Architettura, ha realizzato dei mattoni sfruttando le reazioni chimiche e microbiologiche dei batteri della sabbia, ed il risultato sono dei mattoni duri come il marmo. L’idea per ora è stata prodotta su piccola scala, messa a punto per il concorso, ma potrebbe presto essere pronta una macchina per la produzione su larga scala, così come si legge nella descrizione del progetto:
“Se questi mattoni potessero rimpiazzare ogni nuovo mattone che viene prodotto nel mondo, si ridurrebbero le emissioni di circa 800 milioni di tonnellate all’anno“.
via | metropolismag
Dagli Stati Uniti arriva, per mano di un architetto particolarmente originale, una nuova idea di eco-sostenibilità nel campo dell’edilizia. Nome del geniale professionista è Roald Gundersen il quale ha deciso di specializzarsi in un particolare tipo di attività ovvero quello di recuperare piante infestanti e riutilizzarle per creare abitazioni resistenti e sostenibili.
La materia prima è costituita da alberi che hanno perso la loro corteccia e piante malate in genere. Fra i vantaggi ambientali che ne derivano il fatto che l’eliminazione di queste piante va a tutto vantaggio del bosco in quanto viene permesso, con la loro eliminazione, agli altri esemplari di ottenere più luce, aria e sostanze nutritive. La sua prima casa, la A-frame (costata 15 mila dollari e 12 mesi di lavoro), l’ha costruita 16 anni fa con gli alberi della foresta di fronte, così come la serra solare e la Book End, una piccola dependance edificata con i “morti in piedi” come li chiama Gundersen, nome macabro per indicare gli olmi uccisi dai coleotteri.
Gundersen nel costruire non modifica la materia prima a sua disposizione, la lascia infatti grezza. Gli alberi perciò non vengono trattati, ma utilizzati con tanto di imperfezioni, rami e curvature. L’utilizzo dell’albero intero nelle costruzioni, secondo l’architetto americano, offre molte più opportunità e ha molte più qualità delle travi di legno lavorate.
Vi immaginereste di abitare in una casa capace di difendersi dai nubifragi semplicemente galleggiando? Ebbene, quest’idea, che può sembrare quantomeno bizzarra, è stata messa a punto da un’azienda americana (vedi foto nel riquadro). Si tratta ovviamente solo di un prototipo, però chissà che in un futuro non troppo lontano, dato l’elevato rischio idrogeologico di molte aree, questa non possa diventare un’interessante soluzione edilizia.
Dire che la scoperta è rivoluzionaria è alquanto prematuro, tuttavia è utile descriverne le sue caratteristiche al fine di valutarne le effettive potenzialità. Il prototipo è una struttura di 92 metri quadrati e sembrerebbe, stando a quanto riportato dal sito ufficiale, che nell’eventualità di un’alluvione la base (che è una sorta di telaio) sia capace di comportarsi come una zattera permettendo alla casa di salire verticalmente su delle strutture guida che le permettono di sollevarsi sino a 30 centimetri.
Il progetto tuttavia non è stato pensato per il trasporto degli abitanti, i quali si troverebbero obbligati ad abbandonare l’abitazione in caso di uragano per poi rientrarvi una volta terminato l’allarme. L’impianto energetico garantisce comunque tre giorni di fornitura di elettricità e acqua. Tornando alla struttura, l’aspetto più curioso è dato dal fatto che le fondamenta non sono aggrappate al terreno, aspetto questo che permette alla casa di “navigare” in sicurezza.
Continua a leggere: Per difendersi dai nubifragi nasce la casa galleggiante

Il futuro della terra è nell’uscire dalla crisi planetaria con un nuovo modello di sviluppo responsabile, solidale ed equo. In poche parole, una “Terra Futura”, quella dell’omonima mostra sulla sostenibilità che si terrà alla Fortezza da Basso di Firenze, dal 29 al 31 maggio, e che è stata presentata oggi alla sede FAO di Roma.
Il nuovo modello deve venire da una serie di pratiche concrete, già sperimentate da anni nella società civile, dagli enti locali e dalle imprese più responsabili. Case a zero emissioni, energie rinnovabili, finanza etica, biodiversità e sua salvaguardia, vacanze sostenibili.
Questo il sogno degli organizzatori di “Terra Futura” e in primo luogo del suo ideatore, Ugo Biggeri, secondo cui:
Bisogna mostrare a cittadini, istituzioni e imprese che oggi è possibile fare scelte responsabili in tutti i settori economici, visto che il modello fin qui costruito è strutturalmente irresponsabile. Terra Futura dimostra con fatti ed esperienze concrete come sia possibile superare la crisi globale, che e’ innanzitutto una crisi di regole.
Continua a leggere: A “Terra Futura” un nuovo modello di sviluppo responsabile
Mentre il Mondo occidentale è ancora ubriaco delle immagini del giuramento del neo Presidente statunitense Barack Obama e aspetta ansioso il suo New green deal, dall’altra parte del Pianeta si è appena conclusa una delle conferenze più importanti per il futuro energetico: il World Future Energy Summit che si è tenuto nell’Emirato di Abu Dhabi (che sorge sul petrolio e conta poco meno di un milione di abitanti e fornisce circa 100mila tonnellate di greggio) dal 19 al 21 gennaio.
La novità più improtante ha riguardato il lancio di un World Energy Summit anche per l’Europa che si terrà a Bilbao dal 9 all’11 giugno 2009. Il che fa presumere che si senta la necessità di aprire un dialogo con il vecchio continente. Il progetto di coordinare le energie alternative è una idea molto cara al Presidente francese Sarkozy che dal canto suo progetta una Unione Solare del Mediterraneoche coinvolga appunto anche molti stati del nord-Africa e la stessa Arabia Saudita.
Continua a leggere: Arabia Saudita, il mondo si è incontrato per discutere di energie rinnovabili
Sul tema avevamo scritto un po’ di tempo fa con i post Una casa di balle di paglia e Costruire con le balle di paglia. Oggi ritorniamo sull’argomento con un video - tratto dalla trasmissione Report - che fa diversi esempi di case costruite con strutture in materiali ecologici al posto del cemento. Questa scelta permette di avere ambienti più salutari e permette importanti risparmi energetici. dopo il salto troverete le altre due parti del video.

“Sensibilità ambientale, attenzione al risparmio e miglioramento della qualità della vita”. Secondo il documento Guida all’Ecocasa (download) pubblicato da ERMES Ambiente, il portale ambientale della Regione Emilia-Romagna, sono questi i punti fondamentali che spingono i nostri connazionali verso un’edilizia più sostenibile.
A partire dalla scelta dell’area in cui edificare (privilegio di pochi), la guida affronta diversi temi sulla progettazione di una casa ecologica, affrontando tematiche che passano dall’architettura bioclimatica ai materiali, dai consumi all’isolamento termico, toccando il riscaldamento, i pannelli solari termici e quelli fotovoltaici, l’impianto elettrico, e persino la tinteggiatura.
Nelle sue 12 sintetiche pagine, il documento contiene consigli utili ed esempi pratici di risparmio energetico applicati a lampadine, frigo/congelatore, lavatrice, corredati di tabelle comparative.
Le penultime 2 pagine sono dedicate al progetto SHE (Sustainable Housing in Europe) applicato alla città di Bologna, ed un articolo sull’edilizia sostenibile nel comune di Faenza, precursore nell’edilizia sostenibile. All’ultima pagina si possono invece trovare indirizzi utili per gli interessati all’edilizia sostenibile. Tra questi: Archibio, WWF Generazione Clima, Tecnologiepulite.
Via | Ermesambiente.it