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Tutti gli articoli con tag legambiente

Breve guida alla termografia e certificazione energetica degli edifici

pubblicato da Olivia

Mentre la Commissione Europea ha richiamato l’Italia, a causa dell’inottemperanza della normativa pertinente al rendimento energetico degli edifici, Legambiente ha promosso la campagna Tutti in classe A, che propone al mercato edilizio di divenire il settore di punta dell’innovazione energetica. A partire dall’osservazione che gli edifici in Europa consumano il 40% dell’energia e producono il 36% delle emissioni di CO2, l’indagine di Legambiente , basata sull’utilizzo dell’analisi termografica, ha rilevato che la quasi totalità degli edifici censiti in Italia (100 in 15 Comuni), presentano carenze strutturali relative alle dispersioni.

L’analisi è stata condotta su edifici costruiti negli ultimi dieci anni, un periodo che noi non potremmo sicuramente definire come buio rispetto alla conoscenza tecnica e normativa dell’efficienza energetica. Unica città “premiata” è Bolzano, che attraverso nuovi modelli costruttivi non solo ha raggiunto ottimi livelli di isolamento dell’involucro edilizio ma è divenuta protagonista attiva nel ciclo di produzione di energia a basso impatto ambientale.

Ciò che emerge è la necessità di riqualificazione dei nostri edifici, con la proposta di riqualificazione e innovazione per migliorare non solo gli edifici ma la loro vivibilità. Un edificio termicamente stabile ed energeticamente sostenibile non significherebbe solo un risparmio sui combustibili ma al contempo un impulso al mercato edile e migliori investimenti per le famiglie italiane. Perché oggi, non c’è motivo di credere che costruire in classe A sia prerogativa di pochi.

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Legambiente Turismo: i migliori alberghi ecologici 2011

pubblicato da Nestor Carnevali


Legambiente comunica l’esito dell’annuale controllo sulle oltre 400 aziende alberghiere che aderiscono al marchio Legambiente Turismo sparse un po’ in giro in tutta Italia tra Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Abruzzo, Campania, Sicilia, Roma e Salento. Si tratta degli oltre 65.000 posti letto in strutture che garantiscono la differenziazione dei rifiuti, il risparmio energetico e si affidano a prodotti alimentari locali, una teorica garanzia per chi cerca di aderire ai dettami del turismo sostenibile.

L’associazione ambientalista, dopo i controlli annuali, ha segnalato le migliori (ed ha escluso 6 strutture che non erano più idonee). Eccovi la lista delle 23 migliori strutture fra alberghi, B&B, campeggi e ristoranti divise per regioni:

    LOMBARDIA (3): la Casa Vacanza il Castello di Zorzino (BG) “per la promozione del territorio”, il Cocca Hotel di Sarnico (BG) “Amico del Clima per l’innovazione energetica”, l’Agriturismo Clarabella di ISEO (BS) per l’impegno sociale.

    LIGURIA (2): l’Hotel Sette Archi di Bocca di Magra (SP) per l’uso e la promozione dei prodotti locali; i Bagni Garibaldi di Finale Ligure per l’Impegno sociale;

    EMILIA-ROMAGNA (7): l’Hotel Estate di Rimini per il buffet della prima colazione; l’Hotel Magic di Riccione per l’alimentazione con prodotti locali e la gestione energetica – il Camping Marecchia di Pennabilli (RN) “per l’integrazione tra turismo, arte e paesaggio”, l’Hotel Antares di Cervia (RA) per la gestione complessiva”, il Park Gallanti Village di Lido di Pomposa (FE) per la gestione complessiva; l’Agriturismo Lama di Valle Rosa di San Martino (FE) e il B&B I Casolari di Aguscello (FE) quali “amici del clima” per l’innovazione energetica.

    TOSCANA (4): L’Agriturismo Le Due Ruote di Alberese (GR) per la Promozione del territorio; il B&B Albergo I Villini di Pontassieve, per la riduzione dei rifiuti, il riciclaggio e il riuso, il Bagno Oliviero di Marina di Massa (LU) per la gestione complessiva, l’Hotel Montemerlo di Fetovaia (Isola d’Elba - LI)) quale “Amico del clima”.

    ABRUZZO (2): Hotel Baltic di Giulianova Lido (TE) e l’Hotel Sympathy di Villa Rosa di Martinsicuro (TE), per l’iniziativa di promozione della bici.

    LAZIO (1): l’Eco Hotel di Roma quale “Amico del clima” per l’innovazione energetica.

    CAMPANIA (2): il Villaggio Baia del Silenzio di Caprioli di Pisciotta (SA) per la gestione, il Ristorante Il Panigaccio di Eboli per la gestione complessiva e l’innovazione strutturale ed energetica.

    PUGLIA (1): la Trattoria Retrò di Castrignano del Capo (LE), “per la gestione complessiva”.

    SICILIA (1): l’Agriturismo Il Granaio di Modica (RG) quale amico del Clima per l’innovazione energetica.

    SARDEGNA (1) : Menzione speciale a tutti gli aderenti (9) a Legambiente Turismo nelle province di Ogliastra e Nuoro per l’ottima gestione delle aziende e il lavoro di gruppo.

Il presidente di Legambiente, Luigi Rambelli, ha sottolineato:

Anche nella crisi economica l’ambiente è sempre più un fattore competitivo, come sottolineano le rilevazioni di mercato che indicano come l’apprezzamento per il paesaggio, per i beni culturali e ambientali e la qualità del cibo siano gli elementi che ancora salvano la nostra “industria” del viaggio. Tutte le imprese selezionate oltre ad aver onorato gli impegni obbligatori concordati hanno aggiunto innovazioni nell’uso razionale delle risorse naturali, si sono adoperate per la tutela dell’ambiente e delle destinazioni di vacanza.

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Northern Petroleum: presto il via alle trivellazioni nel Salento

pubblicato da alessandra

L’inglese Northern Petroleum ha comunicato che, al termine dell’estate, darà il via alle procedure che potrebbero consentire, in futuro, l’installazioni di almeno 9 piattorme per trivellazioni nel mare Adriatico in una zona compresa tra il Salento e la provincia di Bari. La notizia, prontamente, è stata data a pochi giorni dal ferragosto quando ben pochi sono quelli disposti a sentirla…

A dare concretezza alle sperenza della società inglese è stato, ovviamente, l’efficiente Ministero dell’Ambiente italiano che, il 28 luglio scorso, ha dato l’ok a procedere alle ispezioni sismiche nel tratto di mare pugliese. La tecnologia scelta per questo genere di operazioni, invece, fa sapere senza remore la British Petroleum, è quella dell’air gun, ovvero: furiose esplosioni di aria compressa in mare in grado di fornire stime abbastanza precise sulla presenza e la qualità di eventuali giacimenti petroliferi marini. Ma a quale prezzo? E quale potrebbe essere l’effetto sulla fauna ittica - in particolare sui cetacei - e sul turismo? Intanto, come già fatto lo scorso anno a proposito delle minacciate trivellazioni al largo di Monopoli e Ostuni, Legambiente Puglia è già pronta a presentare ricorso al Tar contro il decreto di Via per le ricerche di petrolio a mare e la Regione Puglia è in attesa di presentare alla Camera la proposta di legge sul “Divieto di prospezione, ricerca e coltivazione d’idrocarburi liquidi” approvata all’unanimità in sede consiliare poche settimane fa.

Via | Greenreport
Foto| Flickr

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Ilva di Taranto, vince il compromesso di Vendola tra ambiente e lavoro

pubblicato da Marina

Lo aveva preannunciato Nichi Vendola, il 18 giugno scorso all’Assemblea nazionale di Sinistra ecologia e Libertà quando riferì dell’Ilva come di una grande opportunità per Taranto e della sua battaglia per far abbassare i livelli accettabili di emissioni di diossine.

L’A.I.A. l’Autorizzazione Integrata Ambientale approvata dal Ministero dell’Ambiente il 5 luglio perciò è l’atto della discordia che vede in campo le polemiche sollevate da quelle che Vendola, nel suo recente discorso, ha definito:

Forme di minotarismo.

Da un lato c’è la Puglia che Vendola rappresenta e che diffonde un comunicato a firma Lorenzo Nicastro assessore alla Qualità dell’ambiente in cui scrive:

La Regione, anche a seguito dell’approvazione delle leggi regionali anti-diossina e anti-benzoapirene, ha ottenuto, oltre alle già acclarate riduzioni di concentrazioni emissive una data certa per l’avvio del monitoraggio in continuo delle diossine e l’impegno del Ministero a rivedere l’Aia in funzione del monitoraggio diagnostico in corso e del piano di risanamento avviato per la città a seguito degli sforamenti nel rione Tamburi di B(a)P. Siamo riusciti a tenere insieme le ragioni dell’ecologia con quelle dell’economia e del diritto al lavoro.

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Cinque vele blu: la lista delle 14 spiagge più pulite di Legambiente e TCI

pubblicato da Marina

acciaroli spiaggia a cinque vele blu di legambiente

Le magnifiche 14 spiagge italiane, quelle da cinque bandiere blu sono state svelate oggi da Legambiente e TCI, Touring Club italiano, con la presentazione della Guida Blu 2011 e sono:

  1. Pollica (SA) regina d’estate e del Cilento con le frazioni di Acciaroli e Pioppi. E’stato sindaco Angelo Vassallo freddato dalla camorra per le sue battaglie a tutela del territorio.
  2. Isola di Salina (ME)
  3. Capalbio (GR)
  4. Posada (NU)
  5. Castiglione della pescaia (GR)
  6. San Vito Lo Capo (TP)
  7. Ostuni (BR)
  8. Villasimius (CA)
  9. Isola di Capraia (LI)
  10. Noto (SR)
  11. Otranto (LE)
  12. Bosa (NU)
  13. Maratea (PZ)
  14. Baunei (OG)

In queste spiagge, come scrive Legambiente nel suo comunicato si possono trascorre vacanze:

all’ insegna di natura e acqua pulita, ma anche eccellenze enogastronomiche, paesaggi mozzafiato, luoghi d’arte e ambiente tutelato.

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Muoversi in bici: cresce la voglia di mobilità a due ruote

pubblicato da Nestor Carnevali


C’è sempre più voglia di bicicletta nel nostro paese. Ecologica, sana, economica la scelta di affidarsi alla mobilità a due ruote (ma senza motore) si diffonde anche nelle grandi città e tanti aspettano che le amministrazioni locali investano in questa direzione, non solo con qualche isolata pista ciclabile, per avvicinare il nostro paese al modello di altri partner europei. I servizi di bike sharing, un successo indiscusso a Torino, Bologna e persino a Milano sono progetti sui quali Andrea Poggio, vicedirettore nazionale di Legambiente chiede un impegno rinnovato:

Il Bike Sharing è uno dei pochi punti di forza della mobilità sostenibile meneghina, ma siamo ancora a metà strada: Legambiente, che collabora ad una ricerca europea sul tema, da un voto positivo su quanto è stato avviato in centro e sul livello qualitativo del servizio, ma BikeMI risulta ancora sottodimensionato e monco nel confronto internazionale e se teniamo in considerazione le aspettative e le richieste dei cittadini.

Già, le aspettative dei cittadini, non si può ignorare la crescita esponenziale dei cittadini che scelgono la bicicletta come mezzo di trasporto urbano, anche nei giorni feriali. Dal 2.9% della popolazione adulta del 2001 (dati Istat) siamo passati al 9%, quasi 5 milioni di persone. La ricerca di Legambiente e IRP Marketing evidenzia quanto ci sia ancora da fare per diffondere la “cultura” della bicicletta. Il 75% degli intervistati usa la bici in rare occasioni o mai e sorprende ancora di più il dato geografico con soltanto 1% di utilizzatori abituali del mezzo che risiedono nel Sud Italia e nelle Isole, questo nonostante il buonsenso suggerisca che le condizioni meteorologiche del Mezzogiorno dovrebbero rappresentare una spinta all’uso delle due ruote.

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Bandiere Blu 2011: l'elenco delle spiagge premiate

pubblicato da Peppe Croce

Bandiere Blu 2011: l'elenco delle spiagge premiateLa Fee (Fondazione per l’educazione ambientale) in collaborazione con l’Unep ha assegnato le Bandiere Blu per il 2011. In totale sono 233 (ma nel numero è compreso anche l’elenco degli approdi turistici e non solo le spiagge), un paio in più rispetto all’anno scorso. Per il resto cambia molto poco.

Non cambia l’ormai storica difficoltà del sud Italia ad ottenere questo riconoscimento (Sicilia 6 bandiere, Sardegna 5 e Calabria 5) e non cambia, soprattutto, il valore reale della Bandiera Blu. A fronte dello slogan quasi pubblicitario di “spiagge più belle d’Italia”, al quale si aggiunge spesso quello di “spiagge più pulite d’Italia”, il reale valore ambientale di questo riconoscimento è relativamente basso.

Le Bandiere Blu, infatti, premiano più che altro la compatibilità con l’ambiente delle strutture turistiche presenti nella spiaggia e i servizi al cittadino-bagnante. Attenzione: per ottenere la bandiera la spiaggia deve essere pulita, non deve avere l’ecomostro dietro l’ombrellone e deve rispettare determinati canoni in fatto, ad esempio, di raccolta differenziata dei rifiuti. Quest’anno, poi, grazie alla collaborazione con Enel si è scelto di premiare anche il risparmio energetico degli stabilimenti.

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Tornano gli European Solar Days: 1-5 maggio

pubblicato da Peppe Croce

Tornano gli European Solar Days: 1-5 maggioTornano, anche quest’anno dopo i buoni risultati dei primi tre, gli European Solar Days, le cinque giornate europee del sole. E di questi tempi sappiamo bene quanto possano essere utili. Ci sono stati, nelle passate edizioni, circa 800 eventi sul tema dell’energia solare (fotovoltaica e non) solo in Italia, in Europa sono migliaia, con 200.000 partecipanti tra comuni, regioni, province, aziende, associazioni, università e scuole oltre a numerosi privati cittadini.

In Italia ad organizzare la manifestazione sono Legambiente e Ambiente Italia (quella dei famosi dossier come “Ecosistema urbano”). Come spiega Edoardo Zanchini, responsabile energia di Legambiente

Queste giornate sono un appuntamento per portare in piazza il solare e parlare con le famiglie dell’opportunità di risparmiare in bolletta dando benefici all’ambiente. Gli impianti solari, termici e fotovoltaici, sono, infatti, tecnologie oggi mature e concrete e in grado di entrare in maniera determinante nel bilancio energetico delle famiglie. Basti pensare che a fine 2010 erano 109 i Comuni italiani in cui, grazie al fotovoltaico viene prodotta più energia verde di quella necessaria alle famiglie residenti

Sponsor della manifestazione in Italia è Sorgenia, quella dell’“energia sensibile”

Via | Legambiente
Foto | Eusd.it

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Fukushima: tutti gli scivoloni italiani raccolti da Legambiente

pubblicato da Peppe Croce

Fukushima: tutti gli scivoloni italiani raccolti da Legambiente

Sulla tragedia nucleare di Fukushima se ne sono dette di cotte e di crude, sia nelle primissime ore quando non si sapeva quasi nulla, sia nei giorni successivi quando iniziava a emergere l’entità del problema (che, ad oggi, non è stato assolutamente risolto e anzi viaggia verso il livello 6 della scala Ines).

Di questi strafalcioni e scivoloni vari Legambiente ne ha raccolti parecchi, selezionando soprattutto quelli dei personaggi chiave del ritorno italiano al nucleare. Eccone alcuni:

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Legambiente: le Regioni regalano le acque minerali alle multinazionali della bottiglia (di plastica)

pubblicato da Marina

acqua in bottiglia, legambiente denuncia le regioni apllicano tasse di concessione troppo basse

Nella giornata mondiale dell’acqua Legambiente con Altrocunsumo diffonde il suo dossier Acque minerali: la privatizzazione in Italia in cui emerge un quadro piuttosto sconfortante del business della minerale in bottiglia.

Innanzitutto l’Italia resta il Paese che di più in Europa consuma acqua in bottiglia e più spesso queste sono bottiglie di plastica: ne consumiamo 192 litri pro-capite e nel 2009 sono state imbottigliati 12,4miliardi di litri e l’80% è andato all’estero. Il doppio che nel resto della Ue. Il business è di 2,3 miliardi di euro, invariato rispetto al 2009 ma con tendenza alla crescita. Le tariffe di concessione pagate dalle aziende imbottigliatrici alle Regioni sono rimaste sostanzialmente le stesse. Infatti, le linee guida nazionali del 2006 prevedevano un adeguamento delle tariffe di concessione per tre fasce come ricorda il dossier:

da 1 a 2,5 euro per metro cubo o frazione di acqua imbottigliata; da 0,5 a 2 euro per metro cubo o frazione di acqua utilizzata o emunta; almeno 30 euro per ettaro o frazione di superficie concessa.

Ma le amministrazioni regionali sono restie agli aumenti alle società di estrazione e imbottigliamento e spesso non arrivano neanche a coprire le spese di gestione per controlli e smaltimento delle bottiglie di plastica. Il business dell’acqua minerale in bottiglia è pesante anche dal puno di vista dell’impatto ambientale e non solo per lo sfruttamento delle fonti ma per l’utilizzo di 350mila tonnellate di PET, plastica per le bottiglie, ogni anno, ossia 700mila tonnellate di petrolio per 1 milione di tonnellate di CO2. E’ stato calcolato che solo il 78% delle bottiglie di plastica viene poi riciclato mentre il resto finisce negli inceneritori. Vogliamo parlare dell’impatto dei trasporti? Solo il 15% delle bottiglie viaggia su treno il resto viaggia su gomma. Ma alle Regioni evidentemente non interessa aumentare il canone neanche per ripagare i cittadini dell’inquinamento costante che subiscono mentre le aziende fanno affari d’oro. So che in molti stanno pensando che sarebbe più facile smettere di consumare acqua in bottiglia. Se ne siete capaci: tirate fuori delle buone idee su come convincere gli italiani.

La classifica delle Regioni più virtuose (dopo il salto), ossia che hanno adeguato quantomeno le tariffe dei canoni di concessione vede in testa Abruzzo e Lombardia, in coda Veneto e Puglia dove la normativa è addirittura peggiorata.

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