
Ricordate il leghista Maurizio Fugatti? Ebbene l’onorevole per protestare contro Life Ursus progetto di reinserimento degli orsi in Trentino, voluto dal Ministero dell’ Ambiente, ha pensato bene una settimana fa di inscenare una Fiera con banchetto a base di carne d’orso.
La carne proveniva da orsi cacciati in Slovenia, pratica ritenuta legale. A guastare la festa i Nas che hanno bloccato l’aberrante manifestazione. Oggi Fugatti annuncia che il Ministro Prestigiacomo lo riceverà per intavolare un confronto con la Provincia di Trento e gli enti coinvolti per approfondire la questione. Ha dichiarato Fugatti in una nota:
Credo sia arrivato il momento di valutare il rapporto costi-benefici di questa iniziativa e soprattutto di ascoltare le istanze delle popolazioni montane che da tempo sostengono di subire continui disagi.
Onestamente fatico a credere che le popolazioni montane del trentino siano contrarie alla reintroduzione dell’orso sulle loro montagne.
»Conosci l’orso bruno in Trentino.
Via | L’Adige
Foto | Ufficio stampa Provincia di Trento. Nella fototrappola una femmina con i suoi tre cuccioli.

Un ristorante di Pieve di Ledro (Trento) ha deciso di inserire la carne di orso fra i piatti del suo menu. Non molto lontano dai nostri confini, in Croazia e in Slovenia, gli orsi sono uccisi in numero massiccio.
Anche nel vicino Veneto i plantigradi hanno avuto non poche difficoltà: come non ricordare il caso dell’orso Dino, che la Regione voleva sospingere in Slovenia, così che potesse essere cacciato? La LAV deve dunque nuovamente ribadire che cacciare gli orsi, proporre il loro abbattimento, e, naturalmente, cucinarli sono condotte perseguibili come reato e illegali.
Gli orsi infatti sono una specie protetta, a livello nazionale, europeo e internazionale grazie alla Convenzione di Berna del 1979, alla legge quadro sulla protezione della fauna selvatica del 1992, e alla “Direttiva habitat” 92/43 dell’Unione Europea all’allegato IV del documento “Specie animali e vegetali d’interesse comunitario che richiedono una protezione rigorosa”.
Un vero e proprio record per lo stivale: 124 esemplari di orso divisi tra le diverse specie popolano il nostro territorio un vero successo se pensiamo che circa dieci anni orsono sulle Alpi non se ne contavano più di dieci. La causa era il bracconaggio ma anche la riduzione degli habitat ha portato al collasso la popolazione di questi plantigradi.
I ricercatori lodano tra l’altro il successo del progetto europeo “Life Ursus” che nel 1996 ha portato all’introduzione di 9 esemplari nel Parco Naturale Adamello Brenta. Nonostante che ben 7 siano morti nei successivi 6 anni, oggi nella stessa area sono stati conteggiati 11 adulti, 6 giovani e 7 cuccioli di un anno di età che si aggiungono ai 100 censiti nel territorio italiano.
Purtroppo negli altri paesi dell’UE le cose non sembrano andare così bene, tanto da poterlo ritenere estinto in Francia, Austria, Svizzera, Germania. Insomma, ancora di strada ne deve fare tanta il nostro caro orso e soprattutto dovrà evitare di andare liberamente in giro nella zona del Tirolo.
Via | Montagna.tv
Foto | Marshmallow
Gli effetti drammatici dello scioglimento dei ghiacci del Polo Nord sono stati seguiti in diretta. Infatti un immenso iceberg su cui si trovavano nove orsi polari si è dapprima staccato dalla terraferma e quindi si è completamente sciolto. Gli animali si sono ritrovati nelle acque gelide del mare d’Alaska, trasportati dalla corrente, costretti a nuotare per sopravvivere. La terra più vicina era a una distanza raggiungibile per questi instancabili animali: un centinaio di chilometri più a sud.
Ma l’istinto li ha spinti a muoversi in direzione opposta, verso nord, e in quel senso di marcia il primo pezzo di ghiaccio che offrirebbe loro un approdo si trova a seicento chilometri, una distanza quasi certamente insormontabile anche per formidabili nuotatori come loro. Un tempo era più vicino, ma si è ridotto a causa del cambiamento climatico che riscalda il pianeta, facendo ritirare il manto di ghiaccio sempre di più verso il Polo Nord. L’avventura degli orsi sperduti tra l’Alaska e il Polo è così presto diventata una tragica odissea per tornare a casa.
L’avventura è stata seguita dagli specialisti del governo americano e delle compagnie petrolifere che operano in quella desolata, inospitale, selvaggia regione del globo. Il gruppo ha percorso finora un centinaio di chilometri. Alcuni degli orsi sono morti, affogando per la stanchezza: i rilevatori che li osservano dall’alto in aereo e in elicottero non sono sicuri di quanti siano ancora in vita. Di certo i superstiti appaiono stremati.

Gli Stati Uniti hanno inserito l’orso polare tra le specie protette. Secondo alcuni studiosi, la popolazione di orsi che oggi contra circa 25.000 esemplari, potrebbe ridursi e scomparire entro il 2050.
Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Il problema principale è l’habitat degli orsi stessi, ma la nota dolente è che nulla verrà fatto su questo fronte. L’Artide, così come l’Antartide, soffre terribilmente per l’innalzamento delle temperature e non è raro leggere sulla stampa di iceberg alla deriva. Non sembra quindi aver senso dichiarare l’orso specie protetta, se non si fa nulla contro lo scioglimento dei ghiacci sotto i loro piedi. Realisticamente, sembra però impossibile fermare le maggiori economie mondiali solo per il problema degli orsi.
Vittoria di Pirro per gli animalisti, ma che se non altro ha posto chiaramente di fronte all’opinione pubblica la triste direzione che sta prendendo la vita sul nostro pianeta.

L’orso JJ3, figlio di Jurka è in pericolo: gli animalisti di NO alla Caccia, Lav, Pan-Eppaa, Animalmente e Lipu sono all’opera per smantellare la penosa campagna messa in atto dai suoi nemici che vogliono far percepire la sua immagine come problematica, in modo da aver meno noie d’opinione pubblica in seguito alla probabile eliminazione.
JJ3 è il fratellastro dell’orso Bruno, JJ1, abbattuto in Baviera dove aveva sconfinato ma a Jurka Junior 3 toccherà la stessa sorte: è stato volutamente lasciato in letargo perché al suo risveglio sarà facile che gironzolerà alla ricerca di cibo. A farne un’immagine problematica non c’è stato problema, ora a farla evolvere in “pericolosa” ci vorrà ancora meno.
I cacciatori mettono in ballo la scusa della scarsa sicurezza nei boschi, visto che già qualche attacco c’è già stato: il problema vero è che l’orso li ha già beffati qualche volta, arrivando prima di loro sulla preda impallinata seguendo la scia di sangue, facendo arrabbiare parecchio i cacciatori. Le associazioni animalisti si battono da tempo a favore della famiglia di Jurka: la madre vive rinchiusa in un recinto con a San Romedio, nel Trentino. La difesa dei deboli continua, visto che nessun vorrebbe fare la fine di JJ1.
Foto | Scubadive67
Via | Repubblica.it
“Un disegno per la salvaguardia degli orsi” è il nome della campagna di sensibilizzazione rivolta alle scuole di primo e secondo grado. Dalla collaborazione tra Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e dal Movimento Ecosportivo Sportchallengers, un’ associazione nazionale di protezione ambientale, nasce la volontà di avvicinare i giovani ai temi della tutela della natura soprattutto dopo la morte degli orsi del Parco, avvenuta lo scorso mese di ottobre.
Hanno partecipato finora 68 istituti scolastici con 144 elaborati: è un tentativo per mettere insieme idee per tutela la convivenza con l’orso marsicano, un animale per il 90% erbivoro (anche se per la mole consumata è il più grande carnivoro dell’Italia centrale dopo l’orso bruno). Alla luce della scomparsa dell’Orso Bernardo si è verificato un forte interesse che il tema riscuote nelle fasce d’età che un domani saranno chiamate a gestire il prezioso patrimonio faunistico del parco. Il prossimo 12 marzo si conoscerà il nome del vincitore del concorso.
Alcune volte la natura ci sorprende. Davvero tenerissimo questo filmato di First Science TV in cui gli orsi polari giocano con i cani, facendosi coccolare un po’. Simpatica anche la scena finale, quando l’orso decide che è il turno di abbracciare e coccolare il cagnolino un po’ guardingo ma tutto sommato disposto a ricevere l’abbraccio.
Via | Alt1040.com
Il Wwf in collaborazione con la Regione Abruzzo cooperano per la salvaguardia di due importanti specie in via d’estinzione: l’orso marsicano abruzzese e il gorilla di montagna nella Repubblica Democratica del Congo nel progetto PEVi-Kacheche. L’iniziativa oltre ad essere rivolta alla salvaguardia delle due popolazioni a rischio si concentra sulla tutela del Parco Nazionale dei Monti Virunga, dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO e con la produzione e piantumazione di 100000 alberi che costituiranno un’ampia striscia per tamponare intorno al parco.
L’obiettivo del progetto integra le necessità ambientali e la possibilità un futuro sostenibile per le comunità locali. Potranno mantenersi con i prodotti della gestione del bosco (legname, prodotti ortofrutticoli, piante medicinali) e con la gestione dei vivai che nascono prima per la riforestazione e poi come micro-impresa gestita direttamente dai congolesi.
Contemporaneamente in Abruzzo, tra aprile e maggio, avverrà la formazione di 5 operatori congolesi segnalati dall’Istituto per la Conservazione della Natura del Congo (ICCN, Institute Congolais pour la Conservation de la Nature) con incontri, seminari e laboratori pratici nelle oasi del Wwf Abruzzo.
Continua a leggere: WWF e Regione Abbuzzo per salvare orso marsicano e gorilla di montagna
“Orsi vaganti”. E’ questo il termine burocratico usato per determinare un orso che semplicemente si sta facendo gli affari propri andando in giro per i boschi. Si, perchè gli orsi bruni protetti nel progetto Life Ursus, se sconfinano non sono più graditi.
Leggendo la notizia dell’Ansa, segnalataci in mattinata, gli orsi vaganti potranno essere abbattuti in Tirolo per decisione del governo regionale. La condanna a morte degli orsi problematici verrà decretata dagli enti locali, dall’Avvocato dell’ambiente, all’Ombudsman per la tutela degli animali e dal Capo Guardacaccia regionale: una vera e propria “giuria”, insomma. La figura del boia invece sarà affidata a “specialisti” del settore.
Non pensate di poter nascondere o proteggere l’orso vagante problematico, perchè neanche i proprietari dei fondi potranno esercitare il diritto di “grazia”. In questo particolare “processo”, la “grazia” non è infatti contemplata.
Foto | Flickr