
Il neoministro all’Ambiente Corrado Clini ha detto la sua sul blocco totale del traffico a Milano. Misura drastica, decisa dall’amministrazione Pisapia per il 9 ed il 10 dicembre scorso, nata dall’esigenza di contenere l’inquinamento da PM10, a seguito dell’ennesimo sforamento dei livelli di guardia registrato dall’ARPA.
Bloccare il traffico, secondo Clini, non è una misura sufficiente ed incisiva per limitare lo smog. Il vero problema, ha spiegato Clini, è che il trasporto delle merci avviene all’80% su gomma. Occorre dunque intervenire su questo fronte per ottenere risultati concreti. Inoltre, nel Centro-Nord, bisogna intensificare e migliorare i collegamenti ferroviari tra le diverse città. Clini ha promesso di attivarsi per il potenziamento del trasporto pubblico e per la riduzione delle sorgenti di emissioni.
Intanto a Pisapia i commercianti hanno consegnato carbone. La chiusura al traffico, lamentano, ha fatto registrare un calo del 60% delle vendite il 9 ed il 10 dicembre. La Confcommercio Milano e la Confesercenti Milano pensano che si tratti di una mera operazione d’immagine, inutile per la lotta all’inquinamento ed altresì dannosa per l’economia milanese, già messa a dura prova dalla crisi.
Please don’t Smog Act.1 from esterni on Vimeo.
L’azienda culturale Esterni, promitrice dell’iniziativa “Please don’t smog”, cerca volontari per un flash mob a Milano. Opportunamente ribattezzato “flash smog”, l’evento consiste nello stendersi a terra per formare le lettere della parola “Help”. Quindi accorrete in massa perché a Milano già si vedono i primi effetti nocivi dello smog.
Non solo Milano, iniziative anche in altre grandi (e inquinate) città d’Italia come Torino (appuntamento alle 13 a piazza Castello) e Palermo (stessa ora al Foro Italico). L’iniziativa forse è un po’ troppo promozionale per l’azienda, e di certo gli orari scelti non permetteranno una partecipazione oceanica, ma nell’era dello smog tutto fa sensibilizzazione. E quindi va bene così…
Via | Esterni
Lo smog continua ad appestare l’aria di Milano e i bambini milanesi iniziano a subirne le conseguenze. Secondo Susanna Esposito, direttore della Clinica pediatrica I dell’università Statale di Milano, e Maria Francesca Patria dell’Ambulatorio di pneumologia pediatrica, la differenza tra la frequenza delle malattie respiratorie nei bambini di Milano e quelli del centro-sud è enorme: 30-35% in più. Secondo la Esposito
I bimbi milanesi contraggono patologie respiratorie in media 6-7 volte nei primi 3 anni di vita, e altre 4-5 negli anni successivi. Tonsilliti, bronchiti e otiti sono spesso frutto della combinazione inquinamento-allergie, e nei giorni di livelli alti di smog gli accessi di casi gravi al pronto soccorso aumentano di un 4-5%
Questi problemi di salute sono acuiti dalla tendenza dei genitori ad esagerare con gli antibiotici:
L’ansia dei genitori nel cercare di anticipare il più possibile la guarigione li spinge a ricorrere all’antibiotico prima del tempo o addirittura quando non serve, sia facendo pressione sul pediatra sia ricorrendo al fai-da-te. Nel 60% dei casi (e nel 70% al di sotto dei 3 anni) l’infezione non è batterica, bensì virale, quindi l’antibiotico è del tutto inefficace e l’uso eccessivo o scorretto degli antibiotici favorisce la diffusione di batteri resistenti
Basterà abbassare la temperatura dei termosifoni, o sarà necessario abbassare anche la velocità delle automobili come hanno fatto a Saronno?

A Milano evidentemente non tira aria buona neanche in comune. E’ finita in bagarre, tra gli esponenti della Lega e quelli del Pd il consiglio che avrebbe dovuto proporre manovre concrete per liberare la città dallo smog. Oramai si è giunti al 14esimo giorno consecutivo di sforamento dei limiti di PM10 e anche la gente inizia a essere stufa dell’immobilismo politico che riesce a proporre solo circolazione della auto a targhe alterne.
Per ora le mamme, che si riuniranno a palazzo Marino sabato prossimo alle 10, sono intenzionate a chiedere che il traffico sia sospeso il sabato e la domenica così da consentire ai bambini di respirare un po’ di aria meno inquinata.
Il Sindaco Moratti, invece, lancia un appello e chiede ai suoi concittadini di tenere sotto controllo la temperatura degli impianti di riscaldamento che non deve superare i 22 gradi centigradi.
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Una class action indetta da Codacons contro lo smog, perché in Lombardia e specialmente a Milano si può morire a causa dell’inquinamento dell’aria, con buona pace dell’ecopass. L’azione avviene dopo la presentazione di uno studio il POEMI -Pollution and emergencies in Milan- che evidenza come l’inquinamento da polveri sottili e altri agenti inquinanti possa inficiare la salute dei cittadini. La ricerca, finanziata dal Comune di Milano, è stata condotta per due anni e sono stati analizzati i ricoveri nei Pronto Soccorso, per malattie imputabili all’inquinamento, in cinque ospedali Milanesi: San Carlo, Policlinico, Fatebenefratelli, Niguarda e San Paolo. In 24 mesi sono stati analizzati 53.514 casi che accusavano dalla tosse all’asma,bronchiti, polmoniti, attacchi di cuore e ictus causati dallo smog.
Questa volta lo studio non fa previsioni, ma analizza caso per caso i pazienti e le loro cartelle cliniche e spiega che la causa che scatena le loro patologie è proprio lo smog, tanti che si arriva a una media giornaliera di 73 ricoveri.
Spiega Marco Maria Donzelli avvocato del Codacons:
Sono tutti questi dati a rendere possibile un’azione risarcitoria contro chi avrebbe il dovere di tutelare la salute dei cittadini, ma non lo fa o non lo fa abbastanza. A pagare sono in primo luogo anziani e bambini.
L’Ecopass di Milano, croce e delizia dei cittadini milanesi, è arrivato al capolinea? Nessuna voce a proposito, ma, visto l’evolversi del quadro politico nella città meneghina, sembra proprio ci siano tutte le condizioni affinché si vada verso questa direzione. Motivo di tale sospetto è il fatto che sia stato silurato dalla giunta comunale Edoardo Croci ovvero colui che, nel gennaio 2008, introdusse il contestatissimo pedaggio antismog nel capoluogo lombardo.
Il sindaco Letizia Moratti ha concordato con i vertici del suo partito il definitivo allontanamento dell’assessore, a cui già due settimane fa era stata sottratta la delega al traffico, passata al vicesindaco Riccardo De Corato. Motivo di questo mini-rimpasto all’interno della giunta? Come fanno notare gli amici di Polisblog.it sarebbe l’avvicinarsi delle nuove elezioni comunali che imporrebbe al sindaco l’esigenza di ricompattare l’unione dei partiti da un lato, ma anche riavvicinare l’opinione pubblica dall’altro.
I colleghi ci fanno inoltre notare che dal palazzo nella Giunta si avrebbe la convinzione che l’Ecopass, oltre non essersi mai rivelato come quell’efficace misura contro l’inquinamento che era negli intenti, non è neppure stato capace di canalizzare risorse economiche soddisfacenti. Insomma, sembrerebbe che dal Comune di Milano aleggi la convinzione (dettata chissà dal bisogno “politico” di dover escogitare nuove soluzioni per accaparrare voti) che l’Ecopass si sia rivelato sino ad ora un vero flop almeno dal punto di vista socio-economico.

Lo smog d’estate è più “cattivo”, specie con i bambini. Lo dicono un gruppo di scienziati dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, i quali hanno scoperto un “effetto estate” che rende le polveri sottili Pm10 più aggressive durante la bella stagione.
In questo modo aumenta il rischio di ricoveri in ospedale legati alle malattie respiratorie, in particolare per i più piccoli, tra i quali sono aumentate le allergie respiratorie estive. I ricercatori del centro Polaris (Polveri in ambiente e rischio per la salute) del Dipartimento di scienze dell’ambiente e del territorio della Bicocca, coordinati da Marina Camatini, spiegano:
L’inquinamento da Pm10 estivo produce, sulle cellule alveolari dei polmoni, tossicità e infiammazione più rilevanti rispetto al Pm10 invernale. Mentre il Pm2.5, con particelle più piccole, sia invernale che estivo, induce una risposta infiammatoria meno importante rispetto al Pm10.
Insomma, il particolato estivo è più dannoso e ciò accade perché nei mesi fra marzo e ottobre queste particelle assorbono più facilmente i batteri presenti a elevate concentrazioni nell’aria, dove restano in sospensione a causa di condizioni meteorologiche più favorevoli. Il progetto che studia queste differenze si chiama Tosca (Tossicità del particolato atmosferico e marker molecolari di rischio), è partito nel luglio scorso e dovrebbe durare tre anni: dopo i primi studi di tossicità in vitro e in vivo, gli scienziati passeranno “sotto la lente” 15 mila ricoveri e 1,5 milioni di prescrizioni di farmaci attivi su cuore e respiro, così da misurare l’impatto reale dello smog sulla salute.
Via | Università La Bicocca
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