
Un appuntamento con azioni insolite, questo è un flash mob. E domani, se vi va di partecipare, vi potete presentare di fronte al Ministero dello Sviluppo economico a Roma in Via Veneto alle ore 12,00 per manifestare contro il decreto ammazza rinnovabili.
Il flash mob è organizzato da sos rinnovabili. L’incertezza rispetto alle tariffe degli incentivi che saranno rese note solo dal prossimo 31 maggio ha gettano nella crisi gli operatori del settore che hanno già manifestato il 10 marzo al teatro Quirino sempre a Roma, mentre stamane la manifestazione si è tenuta a Padova.
Perché la manifestazione di domani? Perché il Ministro Paolo Romani ha accettato di ricevere una sola delegazione di una associazione delle rinnovabili e Confindustria. Spiega Sos Rinnovabili nel comunicato stampa:
Questa delegazione non rappresenta la posizione del settore e nemmeno la protesta emersa dalla società civile in appena due settimane. Il decreto Romani non è riformabile, va cancellato.

E’ in partenza un treno carico carico di… energia. Dalla Tunisia all’Italia, via Sicilia, tra non molto potrebbero arrivare 1200 MW di elettricità perchè nei giorni scorsi è stato dato il via libera al bando internazionale che mette in pratica una vecchia idea di partnership energetica.
Erano i tempi di Bersani ministro dello sviluppo economico quando, nel 2007, fu firmato un primo memorandum d’intesa tra Italia e Tunisia per la costruzione di una centrale termoelettrica nel paese nordafricano che, insieme ad un non meglio definito parco eolico, avrebbe dovuto produrre 1.200 MW ora di energia, 800 dei quali destinati all’Italia.
Ci arriveranno attraverso un cavo sottomarino, anch’esso compreso nel bando, che partirà da El Haouria, sulla punta della penisola di Cap Bon e sbarcherà in Sicilia, località non comunicata.
Da quale fonte proverrà il grosso dell’energia, cioè quella prodotta nella centrale termoelettrica? I comunicati stampa non lo dicono, ma il Ministero dell’Industria tunisino sì: da gas o carbone, in base alla convenienza economica.
Aspettiamoci a breve, quindi, una centrale a carbone da un migliaio di megawatt sull’altra sponda del Mediterraneo. anche se ci verranno a dire che l’energia sarà prodotta dalla fonte rinnovabile eolica. Domanda: la parte rinnovabile come verrà quantificata?
Ma, soprattutto, se verrà esportata con quali incentivi verrà pagata? Quelli italiani o quelli tunisini?
Via | Ministero Sviluppo economico, Ministero tunisino dell’Industria
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