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Tutti gli articoli con tag svizzera

Svizzera, le foto del primo skilift fotovoltaico al mondo

pubblicato da Marina

Solar skilift Tenna, impianto di risalita con pannelli fotovoltaici

Nel cantone Grigioni, in Svizzera, sarà inaugurato il prossimo 17 dicembre Skilift Tenna il primo impianto al mondo a essere alimentato da pannelli fotovoltaici. Anzi a ali solari composte da tre pannelli solari. Come riporta RSI la radiotelevisione svizzera l’impianto è lungo 450 metri e monta 82 pannelli fotovoltaici:

Le strutture forniranno complessivamente circa 90.000 kilowattora di energia all’anno, 25.000 dei quali saranno usati per azionare l’impianto di risalita. L’elettricità prodotta in eccesso confluirà invece nella rete pubblica.

Ma su una pista da sci non c’è sempre il sole e dunque in caso di nevicate che si fa? I pannelli si posizionano in verticale così da non accogliere la neve.

Solar skilift Tenna, impianto di risalita con pannelli fotovoltaici

Solar skilift Tenna, impianto di risalita con pannelli fotovoltaiciSolar skilift Tenna, impianto di risalita con pannelli fotovoltaiciSolar skilift Tenna, impianto di risalita con pannelli fotovoltaiciSolar skilift Tenna, impianto di risalita con pannelli fotovoltaiciSolar skilift Tenna, impianto di risalita con pannelli fotovoltaici

Foto | Skilift Tenna

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Impianti geotermici e case sottoterra: The Hole - Parte 2

pubblicato da Olivia

Villa ipogea a Vals, Svizzera. Progetto di Christian Müller &  SeARCH

Ieri vi scrivevo delle case sotto terra. Un esempio pratico di questo genere di edificio è a Vals, in Svizzera. La villa è alimentata grazie alla geotermia con l’utilizzo di una pompa a calore e si rifornisce di energia idroelettrica prodotta dal bacino di Zervreila.

The Hole, così come la chiamano i suoi ideatori, un ottimo esempio di costruzione sotterranea, completamente integrata nel paesaggio. Disegnata per essere un architettura sostenibile e autonoma dal punto di vista energetico è il frutto della collaborazione tra Christian Müller Architects e SeARCH. The Hole è stata ottenuta scavando la montagna per circa sei metri di profondità dal piano di campagna, non assomiglia per niente ad un bunker e può ospitare fino a 12 persone: 160 metri quadrati costruiti con i materiali della tradizione locale e reperibili in loco, ovvero riciclati dagli scavi.

Villa per vacanze a Vals, Svizzera. Christian Müller Archietcts & SeARCH
Villa per vacanze a Vals, Svizzera. Christian Müller Archietcts &  SeARCH
Villa per vacanze a Vals, Svizzera. Christian Müller Archietcts &  SeARCHVilla per vacanze a Vals, Svizzera. Christian Müller Archietcts &  SeARCHVilla per vacanze a Vals, Svizzera. Christian Müller Archietcts &  SeARCHVilla per vacanze a Vals, Svizzera. Christian Müller Archietcts &  SeARCHVilla per vacanze a Vals, Svizzera. Christian Müller Archietcts &  SeARCHVilla per vacanze a Vals, Svizzera. Christian Müller Archietcts &  SeARCHVilla per vacanze a Vals, Svizzera. Christian Müller Archietcts &  SeARCH

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Svizzera: per le elezioni i video della catastrofe nucleare del 2080 e del candidato ciclista

pubblicato da Marina

Siamo in piena campagna elettorale: il prossimo 23 0ttobre gli svizzeri voteranno i nuovi membri del Parlamento. Il video in alto è da leggersi in questa luce, ossia serve a prendere voti. E’ stato commissionato dai Verdi del Cantone di Turgovia. La storia è questa: nel 2080 la Terra è sconvolta da una catastrofe nucleare. Una coppia tenta di sopravvivere in mezzo alle robvine. Scorazzano minacciosi orde di selvaggi alla Mad Max. Fortunatamente esiste un modo di fermare l’incubo. Stranamente il video è stato distribuito solo nel Cantone di Turgovia mentre i Verdi nazionali non hanno effettuato l’adattamento per gli altri Cantoni.

La Svizzera è comunque uscita dal programma nucleare scegliendo di chiudere le centrali nucleari entro il 2034.

L’altro video, che trovate dopo il salto propone su scala nazionale Fulvio Pelli candidato del PLR, Partito Libero Radicale. Pelli è appassionato della bicicletta che usa anche in maniera professionale, come si vede nelle immagini. Pelli intende adottare per la Svizzera una politica di sviluppo sostenibile come efficace strategia contro i cambiamenti climatici.

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Netto aumento delle pratiche di vivisezione in Svizzera

pubblicato da alessandra

Nel 2010, per la prima volta in controdenza con quanto accadeva negli anni precedenti, gli animali uccisi in Svizzera ai fini della sperimentazione “scientifica” sono in netto aumento. Rispetto al 2009 il numero di animali vittime di questa barbarie è stato incrementato del 7,9% (ovvero: 55.571 esemplari in più rinchiusi nei laboratori).

I numeri sono agghiaccianti: sarebbero 311.215 gli animali utilizzati nel solo campo industriale (per un valore pari ai due quinti del totale) e 275.256 sarebbero quelli vivisezionati per scopi didattici o di ricerca nei campi universatario e ospedaliero. Il totale è di 761.675 individui massacrati. In appena 12 mesi.

Unica variazione sostanziale rispetto all’anno precedente è la riduzione del numero degli esperimenti più atroci (quelli contrassegnati da un livello di gravità 3 rei di causare maggiore sofferenze alle cavie) che sarebbero diminuiti del 14,1 %.

Quanto alle caratteristiche degli animali utilizzati, il 74 % erano (il ricorso all’imperfetto è d’obbligo) roditori (tra topi, ratti, criceti e porcellini d’India). I volatili, per lo più polli, costituivano il 16 % delle cavie totali e servivano per portare avanti esprimenti sull’alimentazione, studi sulla corretta detenzione degli animali e sulla produzione intensiva. Il resto comprendeva pesci, animali domestici e da reddito, conigli, anfibi, primati e altri mammiferi provenienti, quasi in parti uguali, da aziende d’allevameno svizzere o di importazione

Via | tvstatistics

Foto | Flickr

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Adieu nucleare: il 62% dei francesi lo abbandonerebbe gradualmente

pubblicato da Marina

6 francesi su 10 uscirebbero gradualemente dal nucleare

Dopo l’addio al programma nucleare di Germania e Svizzera, potrebbe arrivare anche l’Adieu dei francesi. Lo svela un sondaggio dell’Ifop pubblicato sul Le Journal du Dimanche per cui il 62%, sei su dieci, abbandonerebbe gradualmente il nucleare nel giro di 25 o 30 anni.

I dati non terminano qui: il 15 % vorrebbe uscire immediatamente dal nucleare mentre il 22% è diciamo meno emotivo, e proseguirebbe con la vita delle centrali. Il 55% non avverte pericolo per le centrali nucleari francesi contro il 45% che si dice preoccupato. Insomma emotivi a metà.

Per ora il governo francese ha solo richiesto gli stress test sulle centrali e non ha accennato minimamente ad alcuna possibile uscita dal programma nucleare.

Via | Le Monde
Foto | Flickr

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La Svizzera chiuderà le centrali nucleari entro il 2034

pubblicato da Marina

la svizzera esce dal nucleare

Dell’uscita della Svizzera dal nucleare ne scrivevo l’altro ieri qui. Ebbene il Consiglio federale si è espresso oggi e ha votato la chiusura definitiva delle centrali entro il 2034, secondo il seguente piano:

La centrale nucleare di Beznau I verrà quindi disattivata nel 2019, Beznau II e Mühleberg nel 2022, Gösgen nel 2029 e Leibstadt nel 2034.

La strategia di approvvigionamento si basa sopratutto sul risparmio energetico; potenziamento dell’idroelettrico e delle rinnovabili; importazione di energia elettrica; ricerca e ampliamento delle reti di trasporto.

Le reazioni sono contrapposte: i 20mila che hanno preso parte alla grande manifestazione di domenica per la chiusura della centrale nucleare di Beznau a Kleindöttingen nel Canton Argovi ovviamente esultano assieme a tutti i verdi; tutti gli altri sostengono che la decisione presa è di tipo emotivo e elettoralistico. Non dimentichiamo che in Germania domenica la Merkel è stata battuta dai verdi a Brema.

Foto | Sorton du Nuclèaire

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La Svizzera vota per uscire dal nucleare nel 2029, manifestazioni alla centrale di Beznau

pubblicato da Marina

Svizzera, in 20mila contro il nucleare

Circa 20mila persone hanno manifestato ieri mattina in Svizzera contro il nucleare presso la centrale nucleare di Beznau a Kleindöttingen nel Canton Argovi. Questa manifestazione è ritenuta la più importante degli ultimi 25 anni poiché mercoledì il Consiglio federale dovrà prendere una posizione sull’atomo. E tra le proposte c’è quella dei Verdi che sostengono la chiusura della centrale di Beznau, la più vecchia della Svizzera, nel 2014; Beznau II e Mühleberg nel 2017, 2024 per Gösgen e 2029 per Leibstadt. Secondo i Verdi non aumenteranno i prezzi dell’elettricità:

L’uscita dal nucleare promette l’aumento di numerosi posto di lavoro qualificati nella ricerca, sviluppo e nell’industria.

Il Governo perciò si dovrà esprimere su quale delle tre opzioni intente sottoporre al Parlamento; decidere un rimpiazzo delle tre centrali nucleari più vecchie; non rimpiazzare le centrali nucleari e prolungare la loro vita; uscire anticipatamente dal programma nucleare.

Insieme contro il nucleare, gruppo regionale del Ticino di Greenpace ha inviato una lettera al Consiglio federale in cui scrive:

La catastrofe di Fukushima ancora in corso mostra chiaramente come la produzione di elettricità con il nucleare porta con sé dei rischi incalcolabili ed imprevisti. Il rischio residuo è purtroppo diventato un incubo globale.

Svizzera, in 20mila contro il nucleare

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Via | Ticino Libero, Tsr, Rsi
Foto | Sortons du nucleaire

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In 10mila per l'asse Francia - Germania contro le centrali nucleari

pubblicato da Marina

Francesi e tedeschi uniti contro il nucleare

Circa 10mila oppositori dell’atomo hanno dimostrato durante il fine settimana in molte città tedesche e a Parigi per l’immediata eliminazione graduale del nucleare. Il raduno più grande si è avuto a Neuchâtel, vicino la centrale nucleare di Fessenheim in Alsazia e moltissime persone sono arrivate proprio dalla Germania e dalla Svizzera.

Sui manifesti campeggiava lo slogan: “Energia nucleare? No grazie!”, ed è stata scelta la centrale di Fessenheim perché una delle più vecchie, attiva dal 1977 e per cui gli ambientalisti hanno invocato la chiusura. Di contro il presidente Sarkozy con EDF ha annunciato pochi giorni fa che la centrale non chiuderà considerato che sono stati investiti per il suo riammodernamento 2miliardi di euro l’anno per un totale di 40miliardi di euro per prolungare la vita a tutte le centrali nucleari francesi.

In gallery le immagini della manifestazione a Parigi. Su Libération il resto delle bellissime foto.

Francesi e tedeschi uniti contro il nucleare

Francesi e tedeschi uniti contro il nucleare Francesi e tedeschi uniti contro il nucleare Francesi e tedeschi uniti contro il nucleare

Via | Sortir du Nucléaire, Badische zeitung, BILD

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La bufala del cane soppresso in Svizzera per tasse non pagate

pubblicato da Marina

cane soppresso in svizzera, è una bufala E’ una bufala la notizia del cane soppresso in Svizzera poiché non sarebbe stata pagata una tassa di possesso sugli animali. Lo svela Paolo Attivissimo dal suo blog che ha ricevuto la smentita del sindaco coinvolto in questa brutta storia mediatica. Inoltre ha potuto accertare che non esiste nessuna signora Marilena Iannotta residente Reconvilier proprietaria di un cane da abbattere per evasione fiscale.

Il problema è che la storia è sfuggita di mano a tutti i media e che di conseguenza al sindaco Flavio Torti sono arrivate circa 700 mail contenenti minacce e insulti di ogni genere (ma nessuno che gli abbia chiesto se fosse vero).

Il Comunicato stampa del Comune di Reconvilier che già il 18 gennaio scorso smentiva la notizia; la lettera inviata a Paolo Attivissimo da Pierre-Alain Némitz, segretario municipale di Reconvilier.

Via | 20minutes
Foto | Flickr

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La Svizzera ricomincia a dare la caccia al lupo

pubblicato da alessandra

A pochi mesi dal suo epilogo, l’anno internazionale della biodiversità rischia di diventare sempre più deludente: tra direttive europee sulla vivisezione, tagli alle aree protette e scarso interesse dimostrato per la tutela delle specie marine infatti, gli animali non paiono proprio aver vita facile… E fra questi, oggi, non si può non annoverare il lupo alpino che, in Svizzera almeno, sta rischiando grosso: il Parlamento elvetico ha infatti dichiarato di voler modificare la Convenzione di Berna per la protezione della vita selvatica e degli ambienti naturali in Europa, rendendo il lupo, di fatto, una specie nuovamente cacciabile. Inoltre, e nonostante la Svizzera sia firmataria della Convenzione delle Alpi (per la protezione e la promozione dello sviluppo sostenibile delle regioni transfrontaliere di montagna), pare quanto mai intesa a non ratificarne i protocolli attuativi poiché inficianti la crescita economica di alcune aree..

Tutto questo è un vero peccato soprattutto ove si consideri che il canis lupus alpino solo di recente ha saputo recuperare lo spazio che gli era stato indebitamente tolto grazie agli sforzi compiuti, in particolare, proprio dal nostro Paese.. Eppure, non sempre il ritorno di un predatore piace a tutti e c’è sempre qualcuno che si ostina a credere alle favole nonostante la presenza di un’ampia normativa che elargisce ottimi rimborsi ai pastori elvetici in caso di attacchi perorati contro il gregge dalla fauna selvatica…

Nella fattispecie, l’intero parlamento svizzero, con la sola eccezione dei Verdi e dei Socialisti, ha votato la richiesta di modifica della Convenzione di Berna non adducendo, però, alcuna motivazione plausibile (anche perché i lupi presenti da quelli parti sono alquanto rari e la maggior parte dei danni causati al bestiame sono dovuti per lo più ai comuni cani randagi, grazie ad una proliferazione di ungulati nei boschi che già soddisfa pienamente l’appetito del “feroce predatore”). E non è tutto, le istituzioni nazionali hanno fatto anche sapere, in proposito, che se la comunità internazionale non dovesse approvare questa decisione esse sarebbero disposte a uscire del tutto dalla Convenzione salvo poi rientrarvi, ma solo successivamente e previa ridiscussione di termini e modalità… Il WWF, intanto, sta portando avanti una fitta campagna per indurre il parlamento a ripensarci ma se non dovesse riusciurci al povero (sporadico!) lupo doltralpe per salvarsi dalle doppiette non resterebbe altro da fare che tornare in Italia…

Via | alternativa sostenibile
Foto | Flickr

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