Nel corso della riunione del Comitato sui fitofarmaci tenutasi a Bruxelles la Commissione Europea ha presentato una proposta relativa alla sospensione temporanea dell’utilizzo dei tre neonicotinoidi (clothianidin, thiamethoxam e imidacloprid) che, secondo una recente pubblicazione dell’EFSA, l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, sarebbero una delle cause dell’anomala moria di api degli ultimi anni.
L’EFSA aveva proposto un divieto biennale con decorrenza a partire dal 1° luglio 2013 per mais, soia, cotone e girasole. Al momento queste quattro colture sono state soggette ai quattro studi più approfonditi sul rapporto di causalità fra utilizzo di pesticidi e moria delle api.
La Commissione Europea, nella riunione di fine gennaio ha assunto una posizione ancora più restrittiva con una restrizione d’uso allargata alla produzione ortofrutticola, vale a dire a mele, albicocche, carciofi, asparagi e fagioli che sta sollevando forti perplessità da parte della Copa Cogeca. L’Associazione europea dei produttori agricoli propone che vengano applicate solamente procedure di mitigazione dei rischi basate su solide basi scientifiche e sottolinea come le succitate colture ortofrutticole non siano classificate come attraenti per le api.
Coldiretti, che ha prontamente sposato la ricerca e la posizione dell’EFSA, prende, invece, le distanze dalla più estesa proposta di proibizione della Commissione UE. Ovviamente in attesa che studi più approfonditi riescano a definire la reale nocività dei prodotti sugli ortaggi è molto probabile che nel secondo semestre 2013 si parta con il divieto dei neonicotinoidi su mais, soia, cotone e girasole. Coldiretti, inoltre, auspica che si arrivi in tempi brevi a determinare eventuali rapporti di causalità in modo da evitare divieti a carattere temporaneo che rischiano di alimentare un clima conflittuale fra maiscoltori e apicoltori.
Via I Coldiretti
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