Antartide, rischio nuove aree protette a “tempo determinato”

Si sta riunendo in questi giorni in Tasmania la conferenza della Commissione per la conservazione risorse viventi marine dell’Antartico (CCAMLR) che vede riuniti i rappresentanti di 25 nazioni “pescatrici”.

Sul tavolo ci sono due interessanti proposte per la creazione di zone protette dalla pesca e dallo sfruttamento petrolifero: una nel mare di Ross (1,25 milioni di km²) e l’altra lungo le coste dell’ Antartide Orientale (1,3 milioni di km²). In questo modo si andrebbe a raddoppiare l’estensione delle aree protette a livello globale.

Come sottolinea l’ Antarctic and Southern Ocean Coalition, il mare di Ross rappresenta solo il 2% dell’oceano meridionale, ma le sue acqua più protette ospitano il 26% dei pinguini imperatore, il 40% dei pinguini di Adelie e il 46% delle foche di Weddel.

Il percorso del progetto non è però così semplice, perchè si è scontrato con l’opposizione di Russia e Ucraina che hanno già ottenuto un ridimensionamento della prima proposta da 1,6 a ,125 milioni di km². Ci sono inoltre altre nazioni come Norvegia, Corea del Sud e Giappone che ogni anno pescano oltre 100 000 tonnellate di krill antartico per le proprie attività di acquacoltura (tra cui i salmoni).

Le maggiori preoccupazioni vengono tuttavia dalla proposta neozelandese delle aree protette a “tempo determinato” ; le limitazioni alla pesca e allo sfruttamento delle risorse varrebbero cioè solo per un dato periodo di tempo da stabilirsi tra i 15 e i 50 anni (1).

I lavori della commisisone sono seguiti da molte ONG ambientaliste. «Queste sono tra le ultime aree marine intatte e meritano una protezione permanente e significativa, non mezze misure», ha dichiarato Andreas Kavanagh, direttore del Southern ocean sanctuaries project.

(1) E’ ciò che gli inglesi chiamano sunset clause, avendo forse in mente la favola della sirenetta di Andersen.

EcoAlfabeta

Marco Pagani, Fisico e docente di Matematica e Fisica, attualmente svolge un Dottorato di Ricerca in Scienze Agrarie, Ambientali e Alimentari presso l'Università di Bologna. Si interessa di problematiche ambientali da lungo tempo dopo aver letto molti anni fa "Il cerchio da chiudere" di Barry Commoner, "Il punto di svolta" di Fritjof Capra e "La convivialità" di Ivan Illich. Su questi problemi ha organizzato diversi corsi e seminari coinvolgendo docenti universitari e rappresentanti della società civile. E' autore di pubblicazioni su temi scientifici e ambientali; in collaborazione con Ugo Bardi si è occupato del picco dei minerali, argomento che ha trattato anche nel libro "La vita dopo il petrolio" curato da Pietro Raitano e Gianluca Ruggero. Ha tenuto diversi corsi e seminari sui costi energetici dell'agricoltura, sull'impronta agricola-alimentare e sulla misura del consumo di territorio. E' socio ASPO e WWF, ha dato vita a un GAS (Gruppo di Acquisto Solidale), simpatizza e sostiene attivamente la Rete per la decrescita e il movimento Stop al consumo di territorio. Prim di confluire in Ecoblog, dal 2006al 2012 ha curato il blog ambientale EcoAlfabeta, di cui ora conserva il nickname. Dal giugno 2011 è Consigliere Comunale a Novara. Ama le scienze, la lettura, la scrittura, i viaggi, la montagna, la bicicletta, la musica, la cucina, la compagnia degli amici e della sua famiglia, la pace e l'intelligenza creativa.

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