Nopal: le foglie di cactus si possono mangiare

Quando le idee sulla geografia del pianeta erano ancora piuttosto confuse, gli europei chiamarono questa pianta Fico d’India, mentre sarebbe più appropriato chiamarlo cactus del Messico, visto che in questo paese dalla straordinaria biodiversità esistono 114 specie del genere Opuntia, quasi tutte commestibili.

Non si sta parlando dei frutti (ne parlerò in un altro post), ma delle foglie: a dispetto delle apparenze, le foglie giovani sono tenere e gustose e con ottime proprietà nutrizionali: elevati valori di calcio, potassio, manganese, vitamina A e C. Le proteine sono presenti in piccola quantità (1,5%), ma sono di ottimo valore biologico.

La resa della coltivazione della foglia di Nopal sembra essere molto elevata (1), e per questo potrebbe rappresentare un ottimo integratore alimentare per molte popolazioni, non solo in America, ma anche in altre parti del mondo caratterizzate da scarsa sicurezza alimentare. La foglia di Nopal non viene solo consumata fresca, ma è possibile ottenerne una farina, a maggiore conservazione.

La coltivazione richiede anche un discreto livello occupazionale di 1-2 persone per ettaro.

La raccolta delle foglie di cactus è più remunerativa per i contadini rispetto alla raccolta dei frutti, perché avviene tutto l’anno e non solo nei mesi estivi. La coltivazione richiede la lotta contro le lumache  (vedi la gallery), che si cibano delle foglie e della cocciniglia (2) che pure le infesta. Purtroppo la lotta biologica non è ancora diffusa e assestata, per cui in Messico è abbastanza comune l’uso dei pesticidi.

(1) Ritengo tuttavia la cifra di 300 t/ha fornitaci da un coltivatore di Nopaltepec, decisamente esagerata. Secondo la FAO, rese di 125 t/ha si possono ottenere per uso foraggio, se tutta la pianta viene utilizzata e non solo le foglie superiori.

(2) Dalla cocciniglia è possibile estrarre un colore rosso brillante, che era usato ampiamente dalle colture mesoamericane. Ma questa è un’altra storia e si dovrà raccontare un’altra volta.


Nopal: foglie di cactus commestibili [blogo-gallery id=”157345″ photo=”1-4″ layout=”slider”]

EcoAlfabeta

Marco Pagani, Fisico e docente di Matematica e Fisica, attualmente svolge un Dottorato di Ricerca in Scienze Agrarie, Ambientali e Alimentari presso l'Università di Bologna. Si interessa di problematiche ambientali da lungo tempo dopo aver letto molti anni fa "Il cerchio da chiudere" di Barry Commoner, "Il punto di svolta" di Fritjof Capra e "La convivialità" di Ivan Illich. Su questi problemi ha organizzato diversi corsi e seminari coinvolgendo docenti universitari e rappresentanti della società civile. E' autore di pubblicazioni su temi scientifici e ambientali; in collaborazione con Ugo Bardi si è occupato del picco dei minerali, argomento che ha trattato anche nel libro "La vita dopo il petrolio" curato da Pietro Raitano e Gianluca Ruggero. Ha tenuto diversi corsi e seminari sui costi energetici dell'agricoltura, sull'impronta agricola-alimentare e sulla misura del consumo di territorio. E' socio ASPO e WWF, ha dato vita a un GAS (Gruppo di Acquisto Solidale), simpatizza e sostiene attivamente la Rete per la decrescita e il movimento Stop al consumo di territorio. Prim di confluire in Ecoblog, dal 2006al 2012 ha curato il blog ambientale EcoAlfabeta, di cui ora conserva il nickname. Dal giugno 2011 è Consigliere Comunale a Novara. Ama le scienze, la lettura, la scrittura, i viaggi, la montagna, la bicicletta, la musica, la cucina, la compagnia degli amici e della sua famiglia, la pace e l'intelligenza creativa.

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