L’Universita’ di Notre Dame dell’Indiana ha sviluppato l’ indice GAIN (global adaptation index), che misura per le singole nazioni del mondo la vulnerabilita’ ai cambiamenti climatici e il livello di preparazione per fronteggiarli.
L’indice tiene conto dei possibili cambiamenti nelle rese agricole, nelle precipitazioni, nella diffusione di nuove malattie nel contempo della capacita’ dei singoli stati di adattarsi alle ondate di calore, alle alluvioni e all’innalzamento del livello dei mari.
Come si puo’ vedere dalla mappa qui sotto i paesi compresi nella fascia dei tropici, soprattutto Africa e India, si trovano nella difficile situazione di essere piu’ esposti e meno preparati. L’esposizione e’ un fattore climatico e geografico, ma la preparazione e’ invece una questone economico-sociale. Un po’ piu’ di giustizia a livello internazionale potrebbe far3 diventare piu’ verde la mappa. (1)
L’Italia e’ collocata abbastanza bene in questa classifica, al 30^ posto, anche se forse potrebbe fare qualcosa in piu’ in termini di preparazione ai cambiamenti climatici, in particolare per quanto riguarda il rischio di desertificazione.
(1) Un commentatore inglese propone di mandare miliardi ai paesi piu’ poveri invece di costruire turbine eoliche e pannelli FV. Ovviamente si tratta di un nonsense, dal momento che dobiamo fare entrambe le cose, magari attingendo a spese inutili e voluttuarie, dai carri armati agli yacht…
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