Pellet, con questi consigli riduci i consumi: casa calda senza spese extra - ecoblog.it
Piccole regolazioni alla stufa, pellet di qualità e buone abitudini possono fare la differenza nei consumi stagionali
Con l’arrivo del freddo e l’ennesimo aumento dei costi energetici, moltissime famiglie si chiedono come risparmiare sul pellet senza dover rinunciare al comfort. Il riscaldamento a pellet è spesso visto come una scelta economica ed ecologica, ma se mal gestito può rivelarsi più dispendioso del previsto. In realtà, alcuni interventi mirati, a volte anche molto semplici, permettono di contenere i consumi senza abbassare il livello di benessere in casa. Non servono investimenti importanti o tecnologie avanzate: basta un po’ di attenzione, qualche modifica nelle impostazioni e qualche piccola buona abitudine. Ecco cosa sta davvero facendo la differenza, secondo gli esperti.
La regolazione della stufa e la qualità del pellet cambiano davvero i consumi
Uno degli errori più comuni che fanno lievitare il consumo di pellet riguarda proprio la stufa. Molti utenti la installano, accendono e non toccano più nulla, lasciando attive le impostazioni predefinite. Ma ogni abitazione ha caratteristiche diverse, e lasciare tutto invariato può voler dire consumare anche il 20% in più rispetto a un impianto ben calibrato. L’ideale è regolare la potenza termica in base alla reale superficie da riscaldare, evitando picchi inutili. Un’impostazione media e costante, affiancata da una ventilazione corretta, consente di distribuire meglio il calore e ridurre gli sprechi. Troppe stufe sono impostate con un getto d’aria eccessivo che raffredda l’ambiente anziché scaldarlo.

Accanto a queste regolazioni c’è un altro aspetto spesso trascurato: la qualità del pellet. Scegliere pellet scadente solo perché costa meno può trasformarsi in un boomerang. Se è troppo umido o poco denso, brucia male e più in fretta, costringendo a caricare la stufa più volte. I pellet certificati ENplus o DINplus, specialmente quelli a base di faggio o quercia, garantiscono una combustione più lenta e pulita. La differenza si vede alla fine della stagione: usare un prodotto di buona qualità consente un risparmio fino al 15%, e mantiene anche la stufa più pulita. Un doppio vantaggio, che si riflette sia sui consumi che sulla manutenzione dell’impianto.
Isolamento e abitudini quotidiane incidono tanto quanto il tipo di combustibile
Anche la stufa migliore, con il pellet più performante, non può compensare una casa che disperde calore ovunque. L’isolamento termico rimane uno degli aspetti più determinanti quando si parla di risparmio energetico. Molti edifici, specialmente quelli più datati, perdono calore dai punti più impensabili: infissi vecchi, guarnizioni logore, porte non sigillate. Intervenire su questi dettagli può ridurre drasticamente il bisogno di accendere la stufa per ore. Alcune abitazioni disperdono fino al 30% del calore solo dal tetto, se la soffitta non è ben coibentata. In questo caso, intervenire anche solo con materiali isolanti di base può fare miracoli in termini di efficienza.
Ma non c’è solo la struttura dell’edificio. Anche le abitudini di riscaldamento giocano un ruolo centrale. Tenere la stufa accesa tutto il giorno, anche quando non si è in casa, è una delle pratiche più diffuse — e più sbagliate. Meglio programmare l’accensione nelle fasce orarie realmente utili, puntando a una temperatura stabile intorno ai 19 o 20 gradi. Ogni grado in più comporta un aumento del 7% dei consumi, un dettaglio che a fine mese si fa sentire. Anche chiudere le stanze inutilizzate può fare la differenza: limitare la superficie da riscaldare è un trucco semplice ma molto efficace. E non dimentichiamo il ruolo del corpo: vestirsi un po’ più pesanti dentro casa può sembrare banale, ma permette di tenere i termostati più bassi senza percepire freddo. È il mix di questi accorgimenti a costruire un risparmio reale e costante, non una sola soluzione miracolosa.
