Superbonus 110% nel 2026: proroga solo per le zone sismiche-ecoblog.it
Dopo le numerose revisioni e proroghe che hanno caratterizzato il Superbonus 110%, il 2026 segna un punto di svolta nella normativa.
La Legge di Bilancio 2026, approvata dal governo Meloni, conferma un’estensione molto limitata del Superbonus, riservata esclusivamente agli immobili situati nelle aree colpite dai terremoti del 2009 e del 2016, in particolare in alcune regioni dell’Italia centrale. Le modifiche intervenute negli ultimi mesi e le nuove disposizioni richiedono una dettagliata analisi per comprendere come funziona oggi e quali opportunità restano aperte per proprietari e imprese.
L’agevolazione fiscale, introdotta nel 2020 dal decreto Rilancio con l’obiettivo di incentivare la riqualificazione energetica e la messa in sicurezza antisismica degli edifici, ha subito una progressiva riduzione delle aliquote e un forte contenimento nell’applicazione. Al 2026, il Superbonus 110% è prorogato soltanto per gli immobili situati nei comuni interessati dagli eventi sismici del 6 aprile 2009 e del 24 agosto 2016, nelle regioni di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.
Il motivo di questa limitazione è legato al fatto che in queste aree molti edifici danneggiati o distrutti dai terremoti non sono ancora stati ricostruiti a causa di ritardi tecnici, burocratici e finanziari. La proroga, già prevista dal Decreto Omnibus 95/2025, mira a sostenere in modo mirato la ricostruzione post-sisma, consentendo di portare a termine i lavori entro il 31 dicembre 2026.
La richiesta dell’agevolazione è subordinata alla presentazione della domanda entro il 2024, condizione indispensabile per poter usufruire della detrazione nel corso del 2026. Questo aspetto è cruciale: chi non avesse avviato le pratiche entro l’anno scorso rischia di non poter più beneficiare del Superbonus, anche se i lavori vengono eseguiti nelle aree ammesse.
Interventi ammessi e modalità di fruizione
In questa fase, il Superbonus 110% si applica esclusivamente agli interventi strettamente collegati alla ricostruzione degli edifici danneggiati dal sisma e alla loro riqualificazione energetica. La normativa distingue tra:
- Lavori trainanti, ovvero quelli fondamentali per accedere all’agevolazione, come l’isolamento termico delle superfici opache (cappotto termico), la sostituzione degli impianti di riscaldamento con soluzioni ad alta efficienza (pompe di calore, caldaie a condensazione, sistemi ibridi) e l’installazione di impianti solari termici o fotovoltaici.
- Lavori trainati, che possono essere eseguiti solo se accompagnano quelli principali, comprendendo la sostituzione di infissi, la posa di schermature solari, interventi di finitura come tinteggiatura e rifacimento delle pavimentazioni.
- Interventi per la riduzione del rischio sismico, che mirano a portare l’edificio a una o più classi di rischio inferiori, migliorando la sicurezza strutturale.
Oltre ai lavori edili, il Superbonus copre anche alcune spese accessorie indispensabili, quali oneri di urbanizzazione, costi per pratiche amministrative, progettazione, direzione lavori e certificazioni tecniche.
Una peculiarità rilevante per il 2026 riguarda le modalità di fruizione dell’agevolazione nelle zone terremotate: è ancora possibile utilizzare la cessione del credito e lo sconto in fattura, strumenti che permettono di ridurre l’esborso immediato. Questa eccezione rappresenta una differenza sostanziale rispetto ad altri bonus edilizi, per i quali tali opzioni sono state eliminate.

La Legge di Bilancio 2026 ha profondamente ridisegnato il panorama delle detrazioni fiscali per il settore edilizio e per le famiglie. Il Superbonus, dopo anni di proroghe e modifiche, viene sostanzialmente archiviato e mantenuto solo per casi specifici come le aree colpite dai terremoti.
Per le altre zone del Paese, il Bonus ristrutturazioni, l’Ecobonus e il Sismabonus restano attivi ma con aliquote fortemente ridotte. Nel dettaglio:
- Nel 2026, il Bonus ristrutturazioni prevede una detrazione al 50% per le abitazioni principali e al 36% per le altre, con un tetto di spesa di 96mila euro da ripartire in dieci anni.
- L’Ecobonus, dedicato all’efficientamento energetico, si attesta al 36% per la prima casa e al 30% per le altre abitazioni.
- Il Sismabonus, applicato ai lavori antisismici, segue un percorso simile con detrazioni che scendono al 50% per la prima casa e al 36% per le altre nel 2026, per poi ridursi ulteriormente nel 2027.
Importanti novità riguardano anche altre misure, come il Bonus mobili ed elettrodomestici confermato al 50% con un tetto di 5.000 euro, e il nuovo incentivo per l’acquisto di elettrodomestici a elevata efficienza energetica, con detrazione al 30% e massimali differenziati in base all’ISEE delle famiglie.
Al contrario, diversi incentivi storici hanno terminato la loro validità, tra cui il Bonus facciate, il Bonus tv e decoder, e il Bonus acqua potabile.
