Listeria, l’allerta riguarda un alimento molto diffuso sulle tavole italiane-ecoblog
Un richiamo ufficiale riaccende l’attenzione su un rischio invisibile che può nascondersi anche nei prodotti più comuni.
Ci sono alimenti che entrano abitualmente nelle nostre case senza destare particolari preoccupazioni. Li consideriamo familiari, rassicuranti, parte della tradizione italiana. Proprio per questo, quando uno di questi prodotti finisce al centro di un’allerta sanitaria, l’attenzione deve essere massima.
Negli ultimi giorni, un avviso diffuso dal Ministero della Salute ha riportato sotto i riflettori un pericolo microbiologico spesso sottovalutato. A maggior ragione per essere un rischio non immediatamente visibile, né di un alimento dall’aspetto alterato, ma di una contaminazione che può passare inosservata fino al momento del consumo.
Il caso riguarda la presenza di Listeria, un batterio che, sebbene raro, può provocare conseguenze serie per la salute. Capire di cosa si tratta, perché è pericoloso e come comportarsi è fondamentale, soprattutto per tutelare le persone più fragili.
Cos’è la Listeria e perché rappresenta un rischio
La Listeria monocytogenes è un batterio che riesce a sopravvivere anche a basse temperature, come quelle del frigorifero. Questo lo rende particolarmente insidioso, perché può svilupparsi in alimenti pronti al consumo senza alterarne odore, sapore o aspetto.

L’infezione che ne deriva, chiamata listeriosi, nella maggior parte dei casi provoca sintomi simili a quelli influenzali: febbre, dolori muscolari, nausea e disturbi gastrointestinali. Tuttavia, in alcune categorie di persone – come anziani, bambini, donne in gravidanza e soggetti con difese immunitarie ridotte – le complicazioni possono essere molto più gravi, arrivando a coinvolgere il sistema nervoso.
L’allerta diffusa dal Ministero della Salute riguarda un salame nostrano, de La Salumeria di Eustacchio SRL, situato a Casier, in provincia di Treviso. Il prodotto riguarda il lotto con il numero 016877, con data di scadenza o termine minimo di conservazione al 28 giugno 2026.
Il salame in questione è stato già ritirato dai punti vendita, ma il rischio resta per chi lo ha acquistato in precedenza. Per questo è essenziale controllare attentamente l’etichetta: marca, numero di lotto e data di scadenza sono gli elementi chiave per identificare il prodotto interessato. Anche se il salame appare perfettamente integro, non deve essere consumato. La soluzione corretta è riportarlo al punto vendita dove è stato acquistato, così da ottenere la restituzione dell’importo speso.
È importante non sottovalutare questo tipo di richiami: le allerte alimentari non sono allarmismi, ma strumenti di prevenzione pensati per ridurre al minimo i rischi per la salute pubblica.
Il caso della Listeria ricorda quanto sia fondamentale informarsi e controllare sempre gli avvisi ufficiali. Anche un alimento comune può diventare un potenziale pericolo se contaminato, ed essere consapevoli è il primo passo per proteggere sé stessi e la propria famiglia.
