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Cronaca ambientale

OGM in Friuli, Futuragra trebbia il mais Mon810: nessuna contaminazione alle altre colture

Il primo raccolto di mais OGM Mon810 OGM sarà trebbiato domani a Vivaro e Futuragra diffonde il risultato delle analisi sui campi circostanti evidenziando che non ci sono state contaminazioni

Nel totale silenzio mediatico delle testate dei mainstream in Friuli Venezia Giulia si avrà domani la prima trebbiatura di mais MON810 nel campo di Vivaro in provincia di Pordenone con tanti di invito ufficiale. La raccolta di mais OGM è stata preceduta da analisi a certificare che non vi è stata alcuna contaminazione con le colture vicine. I risultati sono stati presentati oggi a Vivaro in conferenza stampa. Tacciono anche i ministeri interessati, ovvero Agricoltura, Salute e Ambiente che dopo aver emanato un decreto con evidente ritardo restano fermi a un divieto più di forma che non di sostanza. Anzi, la Regione Friuli proprio lo scorso 2 ottobre ha riconosciuto a Futuragra e al suo campo di mais Mon810 di Vivaro di aver agito nel rispetto delle leggi europee, il che taglia fuori così il decreto dei 3 ministeri italiani.

In merito tacciono anche i ministeri dell’Ambiente e all’Agricoltura sebbene sia la trebbiatura sia la divulgazione dei risultati delle analisi siano stati annunciati proprio da Futuragra con largo anticipo. Le analisi si sono rese necessarie, per Futuragra, per dimostrare che la coesistenza è possibile e dunque anticipando così le eventuali iniziative che la Regione potrebbe avanzare per la tutela della coesistenza, peraltro atto dovuto e richiesto in Europa.

Le analisi sono state svolte dal prof. Tommaso Maggiore, già Docente Ordinario di Agronomia Generale e Coltivazioni Erbacee dell’Università degli Studi di Milano e dal dott. Roberto Defez, ricercatore presso il CNR e come ha tenuto a spiegare Silvano Dalla Liberea, vice presidente Futuragra:

Oltre i 15 metri dalla fonte di emissione non si riscontra inquinamento da polline. Questo significa che per ottenere la coesistenza è sufficiente bordare i campi di mais geneticamente modificato con un massimo di 20 metri di ibridi di mais non OGM, una superficie che va mantenuta anche per evitare di favorire lo sviluppo di resistenze nelle popolazioni di Ostrinia nubilalis. Dai campioni analizzati emerge quindi che non c’è stata commistione da fecondazione con campi di altri produttori. Non si deve inoltre dimenticare che l’uso del mais ha generalmente valori di commistione più alti

Le analisi che viene chiarito sono di tipo dimostrativo e che servono a mostrare le prove di cosa è accaduto nel campo di mais Mon810 di Vivaro hanno evidenziato l’alta resistenza del mais alla piralide.

Foto | Futuragra su Fb

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