Putin in Italia contestato a Roma da Greenpeace

Vladimir Putin è in Italia e se da un lato c’è una lunga fila per essere ammessi alla corte dello Zar, dall’altro all’esterno dei Palazzi del potere, c’è chi lo contesta duramente come gli attivisti di Greenpeace


Vladimir Putin è in Italia per ottemperare a una serie di accordi con il nostro Paese, ma l’occasione non poteva sfuggire a Greenpeace che con lo Zar di Russia ha un conto aperto dopo che 28 attivisti e due giornalisti sono stati detenuti per due mesi per aver partecipato alla manifestazione sulla piattaforma di Gazprom. Tra i detenuti anche l’italiano Cristian D’Alessandro rilasciato su cauzione lo scorso 19 novembre ma come i suoi colleghi non libero. Resta in cacere fino al prossimo 24 febbraio 2014, invece, l’australiano Colin Russel.

Spiega Greenpeace:

Come stabilito anche dal Tribunale marittimo internazionale, tutto l’equipaggio dell’Arctic Sunrise deve tornare subito a casa. Chi difende pacificamente la casa degli orsi polari da giganti del petrolio come Gazprom e Shell non è né un vandalo né un pirata!

Gli attivisti rischiano una condanna di 7 anni per il reato di vandalismo (hooligans per i russi) per cui sono appunto previste pene molto severe.

Vladimir Putin è in Italia a Roma per ratificare 7 accordi istituzionali e 20 commerciali: l’Italia, infatti, è il secondo partner europeo dopo la Germania e ciò che commerciamo principalmente è energia, ma anche quote di imprese e banche italiane acquistate dai magnati russi (Unicredit, per esempio), fino alle proprietà immobiliari.
Putin in Italia contestato da Greenpeace

Ora l’appello di Greenpeace è per far si che agli attivisti sia riconosciuta la piena innocenza, come d’altronde richiesto anche dall’Olanda con il dissequestro della Rainbow warrior al Tribunale del mare.

Foto | Greenpeace Italia

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