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Merano e dintorni: camminare nei boschi a “caccia” di orme

Naturno, località del meranese all’imbocco della Val Venosta, offre itinerari ideali per ciaspolare immersi in una natura da sogno

Merano - Boschi - Naturno

A pochi chilometri da Merano, nei boschi sopra Naturno, la flora e la fauna combattono insieme la lotta per superare i rigori dell’inverno. Animali e alberi sono parte di un delicato equilibrio, del quale la biodiversità è un tassello fondamentale. A guidarci nel bosco della Val Venosta è Laurin Mayer, guardia forestale della Provincia di Bolzano.

Man mano che ci addentriamo nel bosco, lasciando le nostre enormi orme di ciaspolatori, il manto nevoso si rivela essere una sorta di “libro” nel quale leggere la storia (recente) del bosco. La vita che brulica e lascia i segni del proprio passaggio. Ci sono le orme profonde del cervo, quelle leggere degli scoiattoli e i “graffi” della martora.

Merano | Ciaspole nei boschi di Naturno

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Anche gli alberi, ora che è fine febbraio, iniziano la loro semina, grazie al vento che smuove gli aghifoglie e la neve che, una volta sciolta, creerà le condizioni migliori perché la vita rifiorisca.

È stato un inverno molto duro e sotto il peso degli anni molte piante sono cadute. Il compito delle guardie forestali è di mantenere in equilibrio le proporzioni fra le varie specie di alberi. Il giusto equilibrio fra larici e pini silvestri garantisce un ecosistema maggiormente “funzionante”:

Il bosco ci può proteggere dalla caduta massi, dalle valanghe che non partono perché trattenute dagli alberi, dalle frane e anche in estate, quando ci sono i temporali, il bosco ha una capacità incredibile di trattenere l’acqua e restituirla in modo che non venga già tutta insieme.

Sono molti gli animali selvatici che popolano le foreste del meranese: cervi, stambecchi, camosci, martore, scoiattoli, marmotte, ma anche animali quasi estinti come l’orso, il lupo e la lince. Il consiglio di Laurin a tutti coloro che si muovono nel bosco d’inverno – tanto a piedi, quanto con le ciaspole – è di camminare con discrezione, evitando di spaventare la fauna che nei mesi più freddi è costretta a risparmiare energie a causa dell’estrema difficoltà nel trovare cibo e fonti di sostentamento.

Dove mangiare

La cucina altoatesina è un robusto mix in grado di reintegrare – in maniera estremamente gratificante – le energie spese nel bosco. Per chi voglia apprezzare la cucina tipica del meranese consigliamo l’Unterstell Hof di Naturno, facilmente raggiungibile con una seggiovia – alimentata interamente grazie a pannelli fotovoltaici – che permette di coprire il dislivello dai 550 metri della partenza ai 1200 dell’arrivo. Arrivati in cima, la prima cosa che si può gustare è il panorama, poi ecco i sapori della cucina della famiglia Götsch. Speck e canederli sono i due piatti imprescindibili con cui cogliere al meglio i sapori locali.

Per i gourmet alla ricerca di un’esperienza unica rimandiamo al Kallmünz di piazza Rena 12, a Merano. Questo ristorante, ricavato nelle antiche stalle di un castello locale, è il frutto di una contaminazione nipponico-partenopea fra Masashi Yamashita, il maître sommelier pronto a incantare con il suo modo unico di illustrare piatti e vini, e lo chef Luigi Ottaiano la cui arte culinaria crea inattesi accostamenti fra la cucina mediterranea e quella tipica del luogo.

Dove dormire

A Merano e dintorni l’offerta ricettiva è molto ampia e per tutte le tasche. In questo panorama estremamente variegato, ci piace segnalare l’Imperial Art Hotel situato in centro città, a cinque minuti dalla stazione termale della città. La particolarità di questo hotel è che le dodici camere sono state realizzate da Elisabeth Hölzl, Ulrich Egger e Marcello Jori, tre artisti meranesi che hanno scelto di regalare agli ospiti di questa struttura un’esperienza esclusiva, nella quale arte e benessere, estetica e comfort, si mescolano e confondono.

Foto e video © Davide Mazzocco

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