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Benetton richiamata dalle ONG per il Rana Plaza: l’azienda ha risposto a Blogo.it

Lo scorso 9 dicembre i militanti di Peuples Solidaires – ActionAid France hanno organizzato a Parigi una protesta davanti un negozio Benetton poiché, l’azienda italiana non ha partecipato al fondo per le vittime del Rana Plaza in Bangladesh. Ecco la risposta che Benetton ci ha inviato

Lo scorso 9 dicembre Peuples Solidaires – ActionAid France ha organizzato a Parigi, davanti un negozio Benetton una azione di protesta per rimarcare l’assenza dell’azienda italiana al Fondo d’indennizzazione delle vittime del Rana Plaza in Bangladesh. L’evento, sottolinea Peuples Solidaires – ActionAid France, si inserisce nel quadro di una interpellanza internazionale a Benetton.

Ha detto Charlotte Soulary, Responsabile per Dignité au travail Peuples Solidaires:

Benetton, i cui capi di abbigliamento erano prodotti al Rana Plaza, è l’ultimo grande marchio che si rifiuta di contribuire al fondo di indennizzo delle vittime e dei loro familiari, mentre 24 grandi marchi del tessile hanno accettato di contribuire. L’assenza di Benetton sulla lista è inammissibile.

A tenere i conti dei soldi versati per i risarcimenti è il Donors Rana Plaza Trust Fund che al 16 settembre 2014 registra che sono stati raccolti 22 milioni di dollari a fronte dei 40 milioni di dollari necessari per risarcire le vittime sopravvissute circa 2000 e i familiari di quelle 1182 persone che hanno perso la vita nel crollo dell’edificio a Dacca.

Interpellata da Blogo.it, Benetton nel merito ci ha così risposto:

Sulla drammatica vicenda del Rana Plaza, Benetton Group ricorda che è stato uno dei primi brand ad intervenire a supporto delle vittime della terribile tragedia.

Nei giorni immediatamente successivi abbiamo infatti avviato una collaborazione con BRAC, la più grande organizzazione non governativa (ONG) al mondo, nata e presente capillarmente in Bangladesh, per prestare assistenza diretta ai feriti, inizialmente fornendo assistenza medica e poi con un progetto a lungo termine che prevede sostegno finanziario e corsi di formazione specifici per 280 vittime e le loro famiglie.

Benetton Group si è unita poi ad altri soggetti del settore – aziende, ONG e sindacati – per costituire il Bangladesh Fire & Building Safety Accord, per la prevenzione degli incendi e la sicurezza degli edifici. Come membro attivo dell’Accord, stiamo lavorando per elevare sul lungo termine le condizioni di lavoro in tutto il settore tessile di quel Paese. L’accordo è ora in vigore.

Per conoscere più da vicino i fatti e le storie delle persone coinvolte nel nostro progetto di assistenza, invitiamo a visitare l’area dedicata del nostro sito.

Rana Plaza, azione di Peuples Solidaire a Parigi contro Benetton

Dice Deborah Lucchetti della Campagna Abiti Puliti:

La gravità di questa situazione si evince chiaramente parlando con quelle giovani donne che attraverso il loro lavoro al Rana Plaza mantenevano le loro famiglie.Donne come la diciottenne Mahinu Akter, che era diventata l’unica sostentatrice della sua famiglia a causa della morte del padre in un incidente di un autobus. Mahinu lavorava al Rana Plaza da quando aveva 14 anni per aiutare la madre e i suoi due fratelli. Mahinu ha riportato ferite alla testa e ha perso un dito del piede nella tragedia. Ha trascorso 20 giorni in ospedale. Quando è stata dimessa, ha passato un mese a letto senza poter mangiare: tuttora si sforza e ha perso completamente l’appetito. Inoltre soffre ancora di dolore ai piedi, gambe gonfie, perdita di memoria e costante emicrania. Mahinu ha ricevuto una formazione aziendale, mentre era ricoverata al Centre of Rehabilitation of the Paralysed, e 7000 taka (circa 90 dollari) per comprare il necessario per avviare un’attività, ma avrebbe avuto bisogno di un prestito per comprare un frigorifero e realizzare il suo negozio. La famiglia non poteva supportarla economicamente in alcun modo: è evidente che la beneficienza non può sostituirsi al pieno e giusto risarcimento che le spetta.

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