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Messina l’emergenza-acqua continua: nella notte riparato un by pass

La ricostruzione della vicenda e le ultime notizie sul problema acqua a Messina.

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sabato 7 novembre 2015 –Durante la notte i tecnici di Siciliacque hanno riparato il bypass di Forza d’Agrò (Me) che permette il collegamento dell’acquedotto di Fiumefreddo con quello dell’Alcantara riuscendo a far arrivare a Messina l’acqua, anche se con portata ridotta.

In questo modo verranno erogati 300 litri al secondo che, insieme a quelli dell’acquedotto della Santissima non risolveranno l’emergenza idrica, ma serviranno quantomeno a mitigare le sofferenze dei messinesi. Molte zone della città rimangono senza acqua e l’erogazione dura soltanto poche ore al giorno

Messina (di nuovo) senza acqua: dichiarato lo stato di emergenza

12:32 – L’emergenza a Messina si aggrava: ora si è anche rotto il bypass che collegava l’acquedotto dell’Alcantara, all’altezza di Forza D’Agrò, con quello di Fiumefreddo, che in questi giorni d’emergenza riforniva con 300 litri al secondo la città. Il capo del Genio Civile, Leonardo Santoro, si sta recando sul posto per verificare il guasto.
Al momento a Messina vengono erogati appena 200 litri d’acqua al secondo a fronte di un fabbisogno di 970 litri al secondo.

11:52Il governo ha dichiarato ufficialmente lo stato di emergenza a Messina. Tutti i tentativi di rifornire i cittadini d’acqua sono a tutt’oggi insufficienti a garantire la normalità.

6 novembre 2015 – Oggi è in programma, a partire dalle ore 10, il Consiglio dei Ministri che, secondo quando riferisce l’Ansa, dovrebbe dichiarare lo stato di emergenza per Messina a causa dell’emergenza idrica scaturita da una frana che ha danneggiato l’acquedotto principale.

Al via le operazioni di razionamento

4 novembre 2015

14.00 – Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Claudio De Vincenti, ha annunciato che a Messina il flusso di acqua dovrebbe tornare alla normalità nella città bassa. Si stima che ciò potrà avvenire in tre giorni.

Per quanto riguarda invece la città alta, la situazione appare più complicata. Per il momento, si starebbe lavorando alla sistemazione dell’acquedotto Fiumefreddo e sarebbe stato attivato il bypass dell’acquedotto Alcantara. Tali operazioni sono state attivate al fine di avere una portata d’acqua di 1/3, e nei prossimi tre giorni al 50%.

4 novembre 2015 – Ieri sera, per far fronte all’emergenza che ormai da ore sta affliggendo la città di Messina, si è deciso di razionare l’acqua per i 250 mila abitanti colpiti dal danno alla tubatura, soluzione che è stata preferita all’erogazione a giorni alterni che avrebbe lasciato parte dei cittadini senza acqua per un giorno.

E così, dalle prime ore di oggi, è iniziata la distribuzione dell’acqua dai serbatoi alimentati dall’Alcantara nelle zone del centro cittadino, dove si trovano molti istituti scolastici. Problemi invece per la zona nord della città, dove il basso livello del serbatoio Montesanto non ha ancora permesso l’erogazione razionata dell’acqua.

MessinaOra, che da giorni sta seguendo da vicino l’emergenza, pubblica l’ultima comunicazione diffusa dall’AMAM, Azienda Meridionale Acque Messina:

In base alla proiezione e sulla scorta di precedenti situazioni emergenziali e di simulazioni. Le zone che potrebbero subire maggiori disagi sono CEP, MINISSALE, ANNUNZIATA ALTA (ctr Citola e ctr Sorba), CASTANEA, GIOSTRA (Villa Lina, Santa Chiara, Villaggio Svizzero), SAN LICANDRO (zona alta), GIAMPILIERI SUPERIORE, MILI SAN MARCO, TORRENTE TRAPANI (zona alta) ZAFFERIA (ctr. Macchia), SANTA LUCIA SOPRA CONTESSE (zona alta), OSPEDALE PAPARDO, ISTITUTO ORTOPEDICO SCALABRINO, MASSE (San Giorgio, Santa Lucia, San Nicola), FARO SUPERIORE (Luvarazzi, Torre Faro, Ganzirri).

Resta disponibile per tutti i cittadini il numero telefonico 0907724110 da utilizzare per casi di particolare emergenze che interessano persone anziane e disabili non assistite.

Messina (di nuovo) senza acqua: il tubo di Calatabiano si è rotto ancora

3 novembre – Sono passati solo pochi giorni dalla rottura (e dalla riparazione) che aveva lasciato senz’acqua tutta Messina, che il tubo di Calatabiano si è rotto di nuovo lasciando ancora una volta la città senz’acqua dalle 8.30 di questa mattina. Scrive Messina Ora: “L’incubo dei rubinetti secchi ritorna, anche se non ci sono ancora notizie ufficiali circa la tempistica di riparazioni ed erogazione idrica. ‘Notizie ufficiali si potranno avere dopo la stima delle condizioni in cui si trova la conduttura a Calatabiano – ci dicono dall’Amam – Il Presidente e i tecnici sono già li, speriamo che il danno non sia grave, visto che sono state segnale solo perdite'”.

Accorinti: “Il Governo deve mettere in sicurezza il territorio”

29 ottobreRenato Accorinti, meglio conosciuto come il “sindaco scalzo”, è intervenuto sull’emergenza idrica a Messina.

Parlando con l’Huffington Post, Accorinti ribadisce che per risolvere il problema non basta occuparsi della “rottura di un tubo”, servono invece interventi strutturali.

Ecco cosa ha detto in merito:

È successo quello che succede sempre e che continuerà a succedere se il governo non si deciderà a spendere soldi per la messa in sicurezza del territorio […] Con Italia sicura abbiamo avuto un po’ di soldi, ma sono troppo pochi. Insignificanti per il nostro stato di abbandono. In Sicilia abbiamo le ferrovie e le infrastrutture peggiori d’Europa. Non serve il Ponte sullo Stretto. Se il governo non spenderà i miliardi di euro che promette sempre, non ce la faremo mai. Qui ci vuole un intervento vero

E ammonisce che, se non si interviene subito, nuove tragedie sono dietro l’angolo:

Io chiedo lo stato di calamità naturale perché qui il problema non è il tubo rotto, ma la frana che ha rotto il tubo. Bisogna fare opere per proteggere queste condutture ed evitare che frani la montagna come è successo a Giampilieri causando 37 morti. Nel 2009 la frana ha colpito gli uomini, questa volta ha preso un tubo e in città manca l’acqua. Ma potrebbe succedere qualcosa di terribile

Prima che accadesse l’ “incidente” di Messina, in occasione dell’anniversario dell’alluvione di Genova, l’economista Emiliano Brancaccio aveva scritto un interessante articolo su L’Espresso. Ivi, evidenziava che le cause della crisi dell’assetto idrogeologico italiano “andrebbero ricercate non solo nei tagli agli investimenti pubblici per la salvaguardia ambientale e in un diritto amministrativo che in questi anni ha mortificato l’interesse collettivo, ma anche e soprattutto nell’adesione a una inefficiente politica dell’emergenza e nel conseguente abbandono di qualsiasi logica di pianificazione urbana e del territorio“. E aggiungeva: ” La verità è che nel nostro paese, ancor più che altrove, qualsiasi idea di prevenzione dei disastri, vale a dire di “pianificazione pubblica” del territorio, è diventata un vero e proprio tabù politico“.

Dopo i fatti di Messina, ultimi di una lunga serie di disastri, le parole di Brancaccio andrebbero prese molto sul serio.

Messina senza acqua: la frana del 24 ottobre 2015 e i lavori “impossibili”

Messina è senza acqua dal 24 ottobre 2015. Cosa è successo? E perché la situazione non si è ancora risolta dopo ormai cinque giorni?

Il maltempo che in questi giorni si è abbattuto in Sicilia ha messo particolarmente in difficoltà il comune di Messina. Sabato scorso, la frana. Come si legge su un documento del comune: “Una frana di grossa consistenza ha arrecato gravi danni alla rete idrica principale di adduzione denominata Fiumefreddo, rappresentante la principale fonte di approvvigionamento della Città di Messina“.

Il problema però non è stato risolto così velocemente come si pensava: “Nonostante i lavori di ripristino della rete idrica principale siano in corso d’esecuzione, causa alcuni inconvenienti riscontrati, l’erogazione idrica sull’intero territorio comunale non potrà normalizzarsi entro i termini previsti“.

Sotto accusa l’A.M.A.M., Azienda Meridionale Acque Messina. Il 24 ottobre l’azienda comunicava che “Stante le attuali condizioni del territorio risulta problematico l’accesso ai luoghi e conseguentemente la quantificazione del danno e l’approntamento degli interventi di riparazione“.

Sono passati cinque giorni ma la pioggia e la fragilità del terreno dove è necessario l’intervento sulle tubature non hanno ancora permesso di risolvere il problema. “Pur essendosi concluse le operazioni di AMAM SpA – spiegava ieri il presidente dell’azienda Leonardo Termini – per la riparazione della condotta compromessa nei giorni scorsi dalla frana che interessa il Comune di Calatabiano oggi pomeriggio i tecnici presenti sul luogo per testare l’immissione in funzione della tubazione hanno rilevato una significativa attività del fronte franoso che non consente di mettere in rete l’acqua per servire la città di Messina. Per questo, si ritiene necessario porre in essere tutte le azioni a tutela dell’incolumità delle popolazioni interessate dai disagi e dai pericoli incombenti e non dare corso alla normale immissione in esercizio della rete idrica a partire da Fiumefreddo“.

Attualmente l’acqua arriva solo in poche case della città. Gli altri cittadini sono costretti a rifornirsi dalle cisterne. Chiari i disagi per l’intera cittadinanza e per gli esercizi commerciali. Scuole chiuse a Messina anche oggi, e probabilmente lo saranno anche domani 30 ottobre 2015.

La rabbia dei cittadini è diventata anche un popolare hashtag su Twitter, #messinasenzacqua, dove tra messaggi ironici e tweet rassegnati si invita l’amministrazione e le autorità pubbliche a risolvere questa situazione. Ha scritto sulla questione – su Facebook – anche il campione di ciclismo Vincenzo Nibali.


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Inaccettabile che nel 2015 a Messina ci sia la mancanza di acqua e stato di calamità naturale !! Possibile che ci sia…

Posted by Vincenzo Nibali on Thursday, 29 October 2015

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Foto: Wikipedia

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