Cop 21: cosa cambia dopo gli attentati di Parigi

Dopo gli attacchi del 13 novembre l’organizzazione della COP21 deve ripensare la logistica dell’evento

giovedì 19 novembre 2015 -Il Governo francese ha deciso di annullate la maggior parte della manifestazioni che avrebbero dovuto tenersi a Parigi durante la COP21.

“La situazione creata dagli odiosi attentati del 13 novembre e le indagini condotte successivamente impongono che le condizioni dio sicurezza vengano rinforzate. In questo contesto, la totalità delle manifestazioni organizzate negli spazi chiusi e agevolmente bonificabili saranno mantenuti. Al contrario, al fine di evitare tutti i rischi supplementari, il governo ha deciso di non autorizzare le marce per il clima previste nella strade di Parigi e nelle altre città francesi il 29 novembre e il 12 dicembre”,

è la nota con la quale sono state di fatto annullate le marce per il clima e i principali eventi outdoor.

Non ha tardato a farsi sentire la Coalition climat 21: “Abbiamo coscienza della gravità della situazione. Più che mai utilizzereno la creatività per mobilitaee e unire. Non ci sarà COP21 senza mobilitazione sella società civile” ha dichiarato Juliette Rousseau che coordina i 130 sindacati, Ong e associazioni che saranno presenti nella capitale per il grande evento sul clima.

Nel weekend del 28 e del 29 novembre sono in programma 2173 eventi in 150 paesi con 57 marce per il clima, anche per non lasciare tutto in mano ai negoziatori.

martedì 17 novembre 2015 - Mancano due settimane alla COP21, un appuntamento cruciale per le sorti del Pianeta e della sua sostenibilità. L’importante Conferenza sul Clima vedrà confluire nella capitale francese 40mila delegati provenienti da 185 Paesi. Ma che cosa cambierà dopo gli attentati di venerdì scorso a Parigi?

I partecipanti al G20 di Antalya, in Turchia, hanno dichiarato ieri l’intenzione di rispettare l’obiettivo di limitare il riscaldamento climatico nei 2° C e la determinazione nel far sì che i timori suscitati dagli attacchi non facciano fallire gli obiettivi della COP21.

I capi di stato e di governo presenti all’appuntamento turco hanno sottolineato come gli accordi di Parigi debbano partorire un accordo “giusto, equilibrato ambizioso, durevole e dinamico”.

Manuel Valls ha fatto sapere che la COP21 sarà ridotta alla negoziazione: non ci sarà spazio, dunque, per il coinvolgimento della società civile: concerti e manifestazioni verranno annullate alla luce dei fatti dello scorso fine settimana. Alle stanze dei bottoni, infatti, avrebbero dovuto fare da contraltare iniziative culturali e sportive, manifestazioni, concerti, dibattiti in piazza e attività fra e per la gente da parte delle Ong direttamente legate all’impegno sulle questioni ambientali.

Non è ancora stata annullata, ma è oggetto di discussione la grande marcia mondiale per il clima che dovrebbe svolgersi domenica 29 novembre.

François Hollande, il presidente che ha fatto della COP21 uno dei temi forti del proprio quinquennio, dovrà rivedere le manifestazioni collaterali perché le forze di sicurezza che avrebbero dovuto salvaguardare le delegazioni saranno occupate a mantenere la sicurezza sulle strade.

Barack Obama è stato il primo fra i 120 capi di Stato e di Governo a confermare la propria partecipazione all’evento.

I leader politici arriveranno in aeroporto e da lì saranno trasferiti direttamente a Bourget e circoleranno solamente nella zona blu nella quale il livello di sicurezza sarà massimo.
Oltre alla zona delle negoziazioni (dove arriveranno 22mila delegati) sono previste altre due aree: la Galerie des solutions (spazio per le aziende votate alla lotta al riscaldamento globale) e lo spazio Générations climat (dove sono attesi 20mila rappresentanti della società civile). La situazione è ancora molto fluida e di certo qualche cambiamento verrà fatto.

Le associazioni ambientaliste, intanto, hanno incominciato a organizzarsi sin da sabato mattina con un solo imperativo: non arretrare di un metro. Il clima è una priorità e le vittime del riscaldamento globale, anche se invisibili e poco mediatiche, sono infinitamente superiori a quelle del terrorismo globale.

  • shares
  • Mail