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Agricoltura

Natale: Made in Italy da record sulle tavole estere

L’export supera per la prima volta i 3 miliardi di euro: + 19% lo spumante, +9% panettoni

L’avvicinamento al Natale 2015 ha già fatto registrare un record storico per il Made In Italy: per la prima volta, infatti, l’export di vini, spumanti, grappa e liquori, panettoni, formaggi, salumi e pasta solo per il periodo natalizio e di fine anno ha superato i 3 miliardi di euro, con un aumento dell’8% rispetto al 2014.

Secondo l’analisi condotta da Coldiretti è soprattutto la crescita dello spumante (+19%), dei panettoni (+9%) e dei vini (+8%) a trascinare la crescita generalizzata che riguarda anche la pasta (+7%) e i formaggi (+4%).

Il record risulta ancora più importante se si considera l’embargo della Russia che dal 6 agosto 2014 ha vietato una lunga lista di prodotti agroalimentari comprensiva di frutta e verdura, formaggi, carne e salumi.

Il boom dello spumante si spiega soprattutto con il +50% della Gran Bretagna e il +32% degli Stati Uniti, anche se il dato più stupefacente è il +19% della Francia.

“L’andamento sui mercati internazionali potrebbe ulteriormente migliorare da una piu’ efficace tutela nei confronti della ‘agropirateria’ internazionale che utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale. All’estero – afferma Moncalvo – sono falsi due prodotti alimentari di tipo italiano su tre. In questo contesto è particolarmente significativo il piano per l’export annunciato dal Governo che prevede per la prima volta azioni di contrasto all’italian sounding all’estero. A questa realtà se ne aggiunge però una ancora più insidiosa: quella dell’italian sounding di matrice italiana, che importa materia prima dai paesi più svariati, la trasforma e ne ricava prodotti che successivamente vende come italiani senza lasciare traccia, attraverso un meccanismo di dumping che danneggia e incrina il vero Made in Italy’, perché non esiste ancora per tutti gli alimenti l‘obbligo di indicare la provenienza in etichetta”,

ha spiegato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, presentando i dati.

Via | Coldiretti

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