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MOBILITA' SOSTENIBILE

Il car sharing elettrico a guida autonoma secondo Car2go

Con l’arrivo della guida autonoma le auto del car sharing saranno in moto 24 ore su 24. Ecco come gestirle nel modo migliore secondo Car2go.

Il car sharing elettrico a guida autonoma secondo Car2go

Le nostre auto private stanno ferme per 23 ore al giorno, in media, mentre le auto del car sharing si muovono cinque o sei volte di più. Ma quando le tecnologia di guida autonoma saranno mature e le auto si guideranno da sole, tra qualche anno, le auto del car sharing potranno restare in moto praticamente 24 ore su 24.

Ne sono convinti in molti e ne è convinta anche Car2go, l’azienda di car sharing del gruppo Daimler Mercedes che, in previsione di questa rivoluzione tecnologica, ha pubblicato un libro bianco sul car sharing elettrico a guida autonoma per fissare quelle che, secondo lei, saranno le colonne portanti del cambiamento. Come dovrà essere il nuovo car sharing driverless? A quali esigenze dovrà rispondere?

I punti fondamentali su cui lavorare, già da oggi, sono cinque:

  • 1. Gestione efficace della flotta
  • 2. Previsione della domanda
  • 3. “Fleet Intelligence
  • 4. Ricarica intelligente dell’auto
  • 5. La migliore esperienza del cliente

Gestione efficace della flotta vuol dire avere a che fare con una mole immensa di dati, in altre parole con il famoso “big data“. Si parla di software e di hardware in grado di gestire la posizione e i movimenti di ogni singola auto. Ad esempio servono software gestionali che permettono all’azienda che gestisce il servizio di intervenire immediatamente in caso di guasti a una o più auto, in modo da mantenere sempre elevato il numero di auto circolanti.

La previsione della domanda da parte del cliente è altrettanto fondamentale perché, nel settore del car sharing, previsione significa ottimizzazione: ancor prima che un cliente faccia richiesta dell’auto, l’azienda deve già prevedere momento e luogo nel quale ci sarà la richiesta di un veicolo.

Se ho molti abbonati che si trovano contemporaneamente in una stessa area della città è utile che le auto elettriche a guida autonoma si spostino in quella zona anche se non sono state ancora prenotate: il cliente, in questo modo, attenderà meno tempo per ricevere il veicolo.

La gestione intelligente della flotta, invece, permette di capire non solo dove inviare l’auto ma anche quale auto inviare e quale percorso farle fare per raggiungerlo. Un cliente abituale che prende spesso un’auto premium difficilmente sarà soddisfatto se ha a disposizione una utilitaria, anche se dovrà attendere poco per averla.

Allo stesso tempo una grossa berlina potrebbe impiegare più tempo di una utilitaria per raggiungere il cliente passando dai vicoli del centro storico, meglio farla passare da strade più larghe e scorrevoli.

La ricarica intelligente delle auto elettriche, poi, ha due vantaggi: minimizza i tempi morti durante i quali l’auto è ferma e ottimizza i costi di ricarica. Ma se al termine di una corsa con il cliente l’auto elettrica a guida autonoma necessita di una ricarica, e in zona non ci sono colonnine libere, come si fa? Meglio, allora, inviare al cliente una macchina con più carica e inviare prima l’altra a fare il pieno di elettricità.

La migliore esperienza del cliente, infine, si ottiene migliorando il servizio, offrendo un rapporto costi-benefici vantaggioso, affinando software e applicazioni per lo smartphone. Ma anche ascoltando suggerimenti e lamentele dei clienti e affinando, giorno dopo giorno, il servizio.

Anche perché non tutti i clienti e non tutte le città sono uguali: dove è disponibile un buon servizio di mezzi pubblici, ad esempio, i clienti probabilmente sceglieranno il car sharing elettrico a guida autonoma per spostamenti tra centro e periferia. Dove non c’è servizio pubblico, invece, una maggior richiesta arriverà anche dal cuore della città. Tutto questo va previsto, analizzato, ottimizzato.

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