Inquinamento dei mari: alcuni dati presentati a Slow Fish

La manifestazione di Slow Food e Regione Liguria al Porto Antico di Genova ha offerto una ricerca che fotografa lo stato attuale dell'inquinamento dei nostri mari.



L'inquinamento da plastica è una piaga ambientale che incide sulla qualità del nostro ecosistema ed è il nemico numero 1 dei nostri mari, con 179.023 particelle plastiche per chilometro quadrato e tantissimi rifiuti spiaggiati.

Questi sono alcuni dei dati emersi nel corso di una ricerca sui mari italiani, presentata a Genova nell'ambito di Slow Fish (evento biennale di Slow Food dedicato ai mari e alla pesca).

Il monitoraggio è stato eseguito secondo le direttive dell'UE e può rappresentare un punto di partenza per delineare le future politiche e le linee di intervento strategico. A raccogliere i dati, che fotografano la situazione attuale, è stato il Ministero dell'Ambiente, in collaborazione con ISPRA e le 15 ARPA costiere, per definire lo stato complessivo dei mari italiani.

L'analisi rientra nelle misure da mettere in atto dopo il recepimento della Direttiva quadro 2008/56/CE sulla strategia per l'ambiente marino, che si basa su un approccio integrato e intende diventare il pilastro ambientale della futura politica marittima dell'Unione europea.

Adesso l'Italia, come le altre nazioni d'Europa, deve stabilire un programma di azioni concrete per raggiungere gli obiettivi comunitari. Il Belpaese ha iniziato proprio dalle iniziative volte a sensibilizzare il pubblico sul tema dei rifiuti e dell'inquinamento.

L'incuria ambientale si conferma nella presenza di una media di 777 rifiuti spiaggiati ogni 100 metri lineari. La plastica fa la parte del leone, con una percentuale dell'80%. Tra i 10 e gli 800 metri di profondità la media degli oggetti per chilometro quadrato passa da 66 e 99: anche qui la plastica è il materiale predominante con il 77%. Il problema, quindi, emerge nella sua preoccupante dimensione.

Via | Slow Fish

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