Alberi di Natale, il cimale (quello senza radici)

Scegliere l'albero di Natale, il cimale. foto Matt McGee Se volete portarvi a casa un albero vero, ci sono alcune cosette sugli alberi di Natale che potrebbe esservi utile sapere. Partiamo dal caso di un cimale, ovvero di un albero a cui hanno tagliato la cima. La cima e' quella che potete vedere davanti a voi, che parte dal suolo direttamente con il tronco.

Molti dicono che prendendo solo la cima, si salva l'albero e si "rispetta" l'ambiente. Non e' del tutto vero, si rivende la parte terminale di una pianta comunque abbattuta per farne legname. Se l'abbattimento fa parte di un piano forestale sensato, allora anche il ricavare qualche soldo dalla vendita di uno "scarto" (il cimale) ha senso.

Dal punto di vista botanico non ha senso prendere solo la punta degli abeti perché le conifere sono geneticamente predisposte per crescere a cono, tecnicamente si parla di dominanza apicale.

Se gli tagliate la cima, un paio di rami appena sotto il taglio cercheranno di rimpiazzare la cima tagliata e cresceranno a fungo, sbilanciando tutta la pianta.
Chi cima gli abeti, crea dei mostri e nel forum di arboricoltura c'è esemplificata in una frase il pensiero dei tecnici al riguardo: "Al prossimo che parla di cimatura di conifere gli cimo l'albero maestro".

Tornando al nostro cimale, sappiate che non c'è verso che sopravviva a lungo. L'unica cosa da fare per evitare che perda aghi già durante le feste e' prolungare la sua agonia mettendolo a bagno in un secchio d'acqua.

Conosco persone che gli spruzzano la lacca per capelli, cercando di tenere insieme gli aghi. Se la lacca e' molta, l'effetto e' quello di impedire alla pianta di respirare e traspirare, per cui muore prima.

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