Agenda Verde FLI: per Fini e Bongiorno l’ambiente diventa una priorità

A due settimane dal voto, in piena “volata” elettorale, la politica italiana si scopre ecologista. I leader delle coalizioni passano, idealmente e senza soluzione di continuità, dai salotti televisivi ai canili municipali. Lo scodinzolare di un/a cagnolino/a arriva ad aprire cuori che sembravano chiusi come casseforti. Verrebbe da dire, parafrasando Bogart: “È la campagna elettorale bellezza”.

Ora, in piena bagarre, anche Futuro e Libertà dice la sua, rivendicando il ruolo di partito green della coalizione centrista. Qualche settimana fa, nella nostra disamina delle politiche ambientali in vista delle elezioni politiche avevamo constatato l’assenza di qualsiasi programmazione dedicata all’ambiente da parte di FLI. Oggi, alla presenza del ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, il presidente della Camera Gianfranco Fini e Giulia Bongiorno, nell’incontro intitolato Un’Italia più verde, ne vale la pena, hanno presentato l’Agenda Verde di FLI.

Finalmente il problema ambiente non è più appannaggio della sinistra ma indica sensibilità trasversali

ha spiegato Bongiorno introducendo l’incontro.

Sono candidata come governatrice del Lazio, dove i rifiuti sono un’emergenza. Poi si va per esempio a Vienna e si scopre che i rifiuti sono invece una risorsa per produrre energia. Qui da noi molte questioni non sono state affrontate in tempo. Molti non sanno neppure cos’è un termovalorizzatore.

Di ambiente se ne parla poco in questa convulsa campagna elettorale ma alcuni temi sono ben individuati nell'Agenda Monti. Il ministro Clini ha lavorato bene, ha affrontato con competenza il problema dell'Ilva a Taranto cercando di superare la contraddizione tra diritto alla salute e diritto al lavoro,

ha aggiunto Fini, auspicando che

nella prossima legislatura, accanto alle riforme istituzionali, mi auguro si possa inserire nella prima parte della Costituzione un riferimento alla tutela dell'ambiente come valore e un altro all'Europa.

Il ministro Clini ha precisato come le tematiche ambientali abbiano

un potere d'intervento anche su crescita, andamento dell'economia, sicurezza del contesto sociale collocando le politiche nazionali a questo riguardo in un contesto europeo.

Clini ha ricordato come in Europa le politiche industriali e ambientali siano ormai intrecciate dal 1990 e ha sottolineato il ritardo italiano nel ciclo dei rifiuti e nella costruzione delle infrastrutture. Il ministro è tornato sui rischi di dissesto idrogeologico che corre il nostro Paese, auspicando una “liberazione” della spesa pubblica “in direzione ambientale”.

Nell’Agenda verde di FLI green economy, tutela del territorio e sviluppo sostenibile saranno realizzabili se sostenute da una “fiscalità ambientale” ovverosia da una tassazione che si sposti sempre di più dal lavoro alla risorse: chi consumerà più acqua, suolo ed energia pagherà di più.

Via I Asca

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