Costa Concordia, Clini: "andrà a Piombino"

La mastodontica nave Costa Concordia, affondata a pochi metri dall'isola del Giglio un anno fa, verrà inviata per lo smaltimento, non appena le lunghe operazioni di recupero saranno ultimate, a Piombino.

E' quanto decretato dal Consiglio dei Ministri dell'8 marzo scorso, su proposta del ministro dell'Ambiente Corrado Clini: il Cdm ha difatti autorizzato il Dipartimento di Protezione Civile ad adottare i provvedimenti necessari che consentano il trasporto della nave Concordia presso il porto di Piombino, dove questa verrà definitivamente smaltita.

Le risorse economiche sono già state stanziate e sono ora disponibili presso il Ministero dell'Economia.

Il relitto della Costa Concordia dunque, una volta riportato in linea di galleggiamento (con tempistiche tuttora ignote, come abbiamo scritto più volte nel recente passato) sarà rimorchiato al porto di Piombino per lo smaltimento. La notizia ha immediatamente infiammato le polemiche:

La scelta di indicare il porto di Piombino come destinazione per lo smaltimento della Costa Concordia non rientra nell'ordinaria amministrazione, ma si tratta di una scelta politica ben precisa. Il Quirinale valuti se il governo dimissionario è nella posizione di poterla prendere. [...] Per poter portare il relitto della Concordia a Piombino occorrono ingenti lavori di adeguamento del porto, che potrebbero durare circa un anno, secondo quanto riportato dalla stampa. Ciò significherebbe che la nave rimarrà almeno fino al prossimo inverno sul mare del Giglio. L'adeguamento di Piombino comporta, inoltre, altissimi costi, si parla di circa 150 milioni di euro. Altro elemento da considerare è il rischio ambientale: scavare per 15 metri in un porto industriale come quello di Piombino significa incontrare chissà quali tipi di rifiuti.

Questo è il contenuto di una nota dei parlamentari del Pd Michele Anzaldi, Federico Gelli ed Andrea Marcucci che, antiteticamente al Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, contestano la decisione del governo anche sotto il profilo di legittimità. Tuttavia gli esponenti del Pd non considerano, nelle parole qui sopra riportate, che il Ministero dell'Ambiente ha già annunciato che, con tutta probabilità, sarà impossibile rimuovere quel relitto prima del prossimo tardo autunno.

Ci sarebbe piuttosto da chiedersi perchè affidare alla Protezione Civile questo tipo di operazione: era il 20 gennaio 2012 quando veniva dichiarato lo stato d'emergenza per l'Isola del Giglio, 7 giorni dopo il naufragio della Concordia; ad oggi tale stato d'emergenza è stato prorogato al 31 dicembre 2013; il mancato rispetto del cronoprogramma e la sostanza monetaria degli appalti pronti ad essere distribuiti (ricordiamo che lo stato d'emergenza prevede la deroga alle normative vigenti su appalti e concessioni, oltre che sulle grandi opere), visto il recente passato, dovrebbe far rivedere al governo questo tipo di modalità risolutiva.

Una decisione che il Ministero dell'Ambiente, a fronte delle polemiche divampate nel Partito Democratico toscano, ha spiegato poco fa con su Twitter:


Il ministro aveva già spiegato e motivato la scelta di Piombino:

Abbiamo escluso la possibilità che il relitto possa essere caricato e trasferito in giro per il Mediterraneo per cercare un posto dove essere recapitato. La regola dice che questo tipo di rifiuto va gestito nel posto più prossimo: Piombino, appunto.

Enrico Rossi, governatore della Toscana, ha invece preferito gettare acqua sul fuoco plaudendo alla decisione del Consiglio dei Ministri (da lui stesso caldeggiata a Palazzo Chigi):

La decisione presa dal Consiglio dei ministri risponde al nostro progetto per il quale ci siamo battuti fin dall'inizio di questa vicenda con insistenza. [...] Dunque avevamo ragione, l'avevamo detto per primi e alla fine ci siamo riusciti. E oggi siamo soddisfatti. La nostra proposta era motivata da ragioni sia ambientali che economiche. Ambientali perchè il porto di Piombino è il più vicino al Giglio e quindi riduce i rischi durante la navigazione di trasferimento del relitto. Economiche perchè gli interventi che dovremo realizzare al porto di Piombino aggiungono a quella realtà industriale un importante vantaggio competitivo.

Nel frattempo è stata depositata in cancelleria del Tribunale di Grosseto la richiesta di rinvio a giudizio per il comandante Schettino, che potete consultare qui: la Procura punta il dito sugli estranei presenti in plancia, che avrebbero distratto dalle operazioni di manovra della grande nave.

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