Mamme NO Muos ottengono lo stop alle antenne a Niscemi ma fino a nuovi studi

Le Mamme NO MUOS non sono molto convinte di aver portato a casa un buon risultato, ovvero quello stop tanto atteso alla costruzione del MUOS le antenne militari nella base americana di Niscemi.

Il loro primo commento sulla pagina del gruppo su Fb è stato:

La delusione e lo sconcerto e il primo sentimento che ci invade, l'atteggiamento del Ponzio Pilato siciliano e a dir poco stomachevole, quello che si temeva e successo, passare la palla dal Governo Siciliano a quello nazionale, tutto per tutelare i diritti di altri ma non quelli Italiani. Penso che con questo comunicato, il governo abbia dato il via, alla disfatta dei movimenti e dei presidi, calpestando ancora una volta la dignità delle persone. Questo a mente fredda. Serve l'aiuto di tutti ora!

E infatti per il 30 marzo è stata indetta proprio a Niscemi una manifestazione popolare per ribadire il no alle antenne.

Ieri la decisione di sospendere i lavori a Niscemi è arrivata attraverso una nota da palazzo Chigi in cui viene precisato che al termine della riunione tra il Governo (presenti: il Presidente del Consiglio Mario Monti, il Ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, il Ministro della Difesa Giampaolo Di Paola, il Ministro della Salute Renato Balduzzi), il SS alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Antonio Catricalà, e per i Ministeri dell’Ambiente e degli Esteri i SS Tullio Fanelli e Staffan de Mistura) e la Regione Siciliana (presenti il Presidente Rosario Crocetta, l’ assessore all’Ambiente Mariella Lo Bello e alla Salute Lucia Borsellino si è convenuto sulla necessità di tener conto delle preoccupazioni espresse dai siciliani rispetto all'impatto delle antennte su salute e ambiente e di aprire attraverso il ministero degli Esteri un canale di dialogo con il governo degli Stati uniti per:


  1. Affidare ad un organismo tecnico indipendente (Istituto Superiore della Sanità o altro istituto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità – eventualmente in raccordo con l’ISPRA) uno studio approfondito e in tempi brevi di valutazione dell’impatto sull’ambiente e sulla salute delle popolazioni interessate delle emissioni elettromagnetiche anche in caso di utilizzo alla massima potenzialità degli impianti, senza oneri per la Regione Siciliana. La installazione delle parabole non avverrà prima che siano disponibili i risultati di tale studio;
  2. Introdurre strumenti che consentano il monitoraggio continuo verificabile anche da parte del sistema pubblico per il rispetto dei limiti delle emissioni previsti dalla legge;
  3. Verificare l’attuazione delle misure di compensazione previste nel Protocollo d’intesa in favore del territorio e della popolazione locale.

Come riferisce Giampiero Trizzino, Presidente della Commissione Territorio e Ambiente dell’Ars e deputato del Movimento 5 Stelle a Linksicilia:

Non vorremmo che si trattasse, in realtà, di un passo indietro e che alla fine si pervenisse alla revoca della revoca delle autorizzazioni, che ci aspettiamo, invece, diventi operativa il 17 marzo, come comunicatoci dalla Regione.

Foto | palazzo Chigi

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