Caos rifiuti a Palermo, il governo decreta lo stato d'emergenza

La discarica di Bellolampo a Palermo sarà riaperta: sotto sequestro per disastro ambientale, potrà riprendere ad ingoiare rifiuti "talquale" e produrre velenoso percolato.

Il Consiglio dei Ministri tenutosi questa mattina ha decretato lo stato d'emergenza per la città di Palermo, che versa in uno stato di totale invivibilità a causa della chiusura della discarica di Bellolampo, sequestrata dalla magistratura per disastro ambientale.

Lo sciopero degli addetti AMIA (commissariata nel 2010), che vedono a rischio il loro futuro e i loro salari, ha dato il colpo di grazia all'emergenza, soffocando la città siciliana nei rifiuti che essa stessa produce (indifferenziati al 92%).

Una situazione completamente illegale quella in cui versa il sistema rifiuti palermitano: la differenziata è pressocchè zero, la discarica di Bellolampo ha accolto per anni tonnellate di rifiuti non trattati, il cosiddetto talquale, finendo nelle maglie della magistratura, che l'ha sequestrata togliendo alla città l'unico buco dove buttare i suoi veleni.

Oggi il Governo, dopo la riunione di due giorni fa, ha accolto la richiesta della Regione Sicilia e decretato lo stato d'emergenza:

Su proposta della Regione il Consiglio dei ministri ha approvato lo stato di emergenza rifiuti a Palermo.

[...] Con questo provvedimento si potrà continuare a conferire rifiuti nella discarica di Bellolampo.

ha spiegato il governatore Crocetta. Con il decreto emesso oggi dal Governo (che non ha mai ricevuto la fiducia del parlamento ed agisce il regime di prorogatio):

Vengono prorogate le disposizioni dell’ordinanza di Protezione civile del luglio 2010 sui rifiuti in Sicilia, limitatamente agli interventi relativi a Palermo. In particolare, dovranno essere completati i lavori di potenziamento della discarica di Bellolampo, ma soprattutto dovranno essere realizzati gli impianti di trattamento e separazione dei rifiuti. La discarica dovrà essere messa in sicurezza. Il Presidente della Regione dovrà nominare un commissario.

Il decreto di oggi tuttavia certifica una situazione di illegalità completa, che l'atto del Governo aggrava nella sua flagranza di reato: contro ogni normativa comunitaria e nazionale a Bellolampo si smaltisce di tutto senza trattamento, la città non differenzia nemmeno la carta dei giornali, il commissariamento rappresenta la sospensione del sistema vigente, in crisi con il commissariamento di AMIA.

Insomma, il Governo ha emesso l'ennesimo atto di emergenza, tra l'altro contestualmente alla nomina del possibile futuro primo ministro, Enrico Letta: una situazione che ci mostra chiaramente i connotati della nostra democrazia, malata nelle sue regole che per esser curate vedono il commissariamento dello stato di diritto, un po' come dare il cianuro ad un malato di cancro.

Via | Governo.it

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