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Auto elettriche: il 69% degli italiani ci sta pensando

Auto elettriche, il 69% degli italiani ci sta pensando: è quanto rivela un nuovo report di Arthur D. Little: gli scenari dello Stivale.

Ricarica auto

Il settore delle auto elettriche attira le curiosità di sempre più guidatori italiani, anche se vi sono ancora intoppi da superare. Come quello delle colonnine di ricarica, la cui rete non è ancora capillare sul territorio dello Stivale. È quanto rivela un nuovo report di Arthur D. Little, realizzato in 13 Paesi tra cui proprio anche l’Italia: il 69% dei nostri connazionali sta già pensando all’acquisto di un auto elettrica.

Una percentuale positiva, quella registrata per la Penisola, tuttavia molto deve essere ancora fatto per convincere i consumatori all’effettivo acquisto.

Auto elettriche, il parere degli italiani

Il 69% degli italiani guarda con interesse al settore delle auto elettriche, ma la transizione verso una motorizzazione più verde sembra essere frenata da un network di colonnine ancora carenti. È quanto rivela il report “The Future of Automotive Mobility” di Arthur D. Little, di cui l’agenzia Askanews ne ha evidenziato alcuni punti saliente.

La società ha condotto una survey su 8.500 guidatori, sparsi in 13 Paesi mondiali, stimando una crescita del settore fino a 100 milioni di veicoli entro il 2030. Una crescita della domanda che non appare accompagnata da uno stesso ritmo di espansione delle stazioni pubbliche di ricarica: in Italia, ad esempio, è necessario un aumento di ben 10 volte rispetto a oggi per raggiungere il target di 130.000 colonnine entro il 2030. E così gli utenti cercano altre soluzioni, meno pratiche e più lente, come la ricarica a casa: è una necessità per oltre il 55% dei possessori di una vettura elettrica.

Non è pensabile sperare in una veloce transizione all’elettrico, con i vantaggi che ne conseguono soprattutto in termini ambientali, senza poter offrire una rete di ricarica sufficiente ai futuri possessori di vetture elettriche. D’altronde, diversi studi negli scorsi mesi hanno dimostrato che la “range anxiety” – il timore di rimanere a batterie scariche senza trovare colonnine nelle vicinanze – costituisce oggi il principale deterrente all’acquisto di auto elettriche. Serve quindi innanzitutto un concerto con le istituzioni e la politica, così come afferma ad Askanews Saverio Caldani, Managing Partner di Arthur D. Little Italia:

Spero che sia venuto il momento buono per cui a livello istituzionale siano dati dei chiari indicatori, ad esempio per la rete, per le infrastrutture della rete elettrica. Ad oggi l’Italia si è mossa sicuramente non in modo istituzionalizzato e coerente. Credo che questo sia un tema molto importante.

Ad aver influito sull’interesse degli italiani per le vetture a batteria è anche l’attuale pandemia da coronavirus. Da un lato ha evidenziato la necessità di possedere un’automobile, poiché i mezzi pubblici non vengono percepiti come un’alternativa sufficientemente valida in questa fase delicata. Dall’altro, ha reso consapevole il pubblico dell’impatto dell’uomo sulla natura – anche a livello di salute e pandemia – quindi a sposare veicoli che siano maggiormente sostenibili.

Non solo colonnine, però: è necessario agire anche sul fronte dei listini. Solo il 35% degli intervistati tricolore è disposto a pagare di più un’auto elettrica rispetto a una motorizzazione più classica. Il 56% passerebbe all’elettrico a parità di prezzo, mentre per gli altri i veicoli elettrici appaiono quasi come una lontana possibilità. Sarà forse anche per questo che, oltre alla crescita nella vendita di auto elettriche nell’ultimo anno, sia aumentata anche la domanda di ibride.

Fonte: Askanews

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