Lexus, la divisione Toyota specializzata in auto di lusso, ha lanciato la campagna pubblicitaria per la nuova CT200h. Una sportivetta che mira a rosicchiare quote di mercato alla Bmw serie 1 e all’Audi A3 puntando sulla motorizzazione ibrida derivata dall’esperienza maturata da Toyota con la Prius.
La campagna pubblicitaria è quanto meno strana per una ibrida: tutti i cliché classici della motorizzazione ibrida (rispetto per l’ambiente, basse emissioni di CO2, consumi di carburante ridotti) vengono totalmente ignorati in favore degli stereotipi pubblicitari tipici delle vetture sportive: aggressività, velocità, potenza.
Ne deriva una campagna alla “Fast & Furious” che fa a pugni con il concetto di auto ibrida. Probabilmente alla Lexus avranno avuto il timore che la nuova CT200h passasse per una berlinetta tranquilla da quarantenne ecologista e hanno preferito puntare su concetti più familiari per il cliente medio del brand.
Volete guidare come un tamarro, sgasare al semaforo, far fischiare le ruote e contemporaneamente sentirvi un figo che ha cura per l’ambiente? Avete trovato l’auto che fa per voi.
Lunedì 26 aprile 2010 potrebbe essere un giorno importante per la storia della mobilità elettrica nel mondo: l’azienda israeliana Better Place, infatti, effettuerà il primo test su strada del suo sistema per lo scambio robotizzato della batteria nelle auto elettriche, che potete vedere nel video diffuso dalla stessa Better Place.
Il test avverrà a Tokyo, in collaborazione con Nihon Kotsu, il maggiore operatore di taxi in Giappone. La prova prevede che un veicolo elettrico passi attraverso la “stazione di servizio” di Better Place, venga posizionato su un apposito ponte robotizzato e, sempre con una procedura automatizzata, venga sostituita la batteria scarica con una fresca di ricarica.
Il tutto, afferma Better Place, in poco più di un minuto. Anche se fossero dieci sarebbe già un ottimo risultato, in grado di competere (costi permettendo) con il sistema “classico” di ricarica per i veicoli elettrici: la colonnina.
Continua a leggere: Auto elettriche, Better Place: la batteria si cambia in 1 minuto e 13 secondi

Presentata a Torino, la K-Way motus è la prima moto-auto ecologica, già conosciuta come TTW One, progetto di uno spin off del Politecnico di Torino, unico prototipo italiano che parteciperà al concorso internazionale Automotive X Prize, la competizione riservata ai veicoli ad alta efficienza e basse emissioni.
K-Way Motus è una via di mezzo tra uno scooter a tre ruote ed un’auto: è lunga quanto uno Smart, è pratica come una moto. Si propone come il veicolo del futuro, adatto al trasporto urbano ed extraurbano, agile come una moto, sicura come un’auto protetta dal guscio che avvolge guidatore e passeggero grazie alla speciale cellula di sicurezza.
K-Way Motus è un prototipo ecosostenibile, dotato di una trazione elettrica ibrida. In modalità solo elettrica ha un’autonomia di 25 km. Sicura, stabile in ogni condizione, K-Way è in grado di percorrere 43 km con 1 litro di benzina, criterio base per essere ammessi all’Automotive X Prize, che si correrà il 26 aprile in Michigan.
Un’altra delle condizioni per accedere alla competizione è che il veicolo sia progettato per la produzione in serie di almeno 10mila unità per anno, e K-Way è pronta per essere prodotta ed conquistare il mercato. Voi siete pronti a provarla?
Da Darwin ad Adelaide con la forza del sole. Ha preso il via in Australia il Global Green Challenge, manifestazione dedicata alle auto a propulsione solare ed ibrida. Gli equipaggi, provenienti da tutto il mondo, percorreranno 3.000 km in 6 giorni. I veicoli viaggeranno ad una velocità media di 100 km/h, attraversando deserti e foreste della meravigliosa terra dei canguri.
Due le categorie previste per questo rally verde: l’Eco Challenge, destinato ai produttori di veicoli a basse emissioni di CO2; il Solar Challenge, riservato ad università, istituti tecnici e imprese, che vede l’adesione di 15 nazioni tra cui: Giappone, Svizzera, Germania, Gran Bretagna, Olanda, Belgio e, ovviamente, Australia. In entrambe le categorie, le autovetture sono soggette al regolamento della Federazione Internazionale Automobile. La competizione vuole rendere omaggio all’impresa dell’autraliano Hans Tholstrup che, nel 1982, realizzò a proprie spese un auto ad energia solare, percorrendo il continente da est verso ovest.
Tra i 17 equipaggi che partecipano alla categoria Eco troviamo: Ford, Kia, Hyundai e Bmw Mini. Da tempo, queste importanti case automobilistiche investono in ricerca e sviluppo, realizzando auto a basso impatto ambientale. Il Solar Challenge é l’occasione giusta per testare su strada il lavoro sperimentale e, al tempo stasso, lanciare un forte segnale a tutto il settore automobilistico e all’opinione pubblica. La gara avrà luogo dalle 8 alle 17 e i piloti dovranno accamparsi lungo il percorso una volta raggiunto l’orario di gara stabilito. Attraverso il sito ufficiale della competizione è possibile seguire la diretta della manifestazione. Il 31 dicembre verranno premiati i vincitori delle due categorie.
Via | Global challenge

L’associazione italiana Città Ciclabile ha recentemente consegnato dei premi al salone del ciclo e del motociclo di Milano per i comuni “a misura di ciclista in Italia”: ovvero che applicano politiche a favore delle biciclette e dei loro conducenti.
Al primo posto troviamo Torino, al secondo Firenze. Bypassando la logicità di un tale riconoscimento (una associazione a cui aderiscono i comuni che premia i suoi aderenti…se proprio devo spendere soldi preferirei farlo per un’organo di controllo) più di una perplessità nasce dalla stessa attribuzione: siamo proprio sicuri che città come Torino e Firenze si meritino questo premio?
Se per le autovetture la dipendenza del petrolio potrebbe essere risolta, per il settore dei trasporti sembrano esserci ancora molte perplessità. È di qualche giorno fa, infatti, la notizia che gli “asfaltatori” siano in vera crisi a seguito dell’aumentato prezzo del petrolio che incide non solo sul combustibile ma anche sulle sostanze bituminose utilizzate per le strade.
Ecco che, quindi, la categoria potrebbe andare incontro ad uno stop forzato se il Governo non provvedesse a calmierare i prezzi dell’oro nero e dei suoi derivati. Il rischio è la paralisi di tutte le gare d’appalto e delle operazioni in essere di rifacimento o di creazione del manto stradale.
Oltre ovviamente a non vedere un lieto fine per la Salerno-Reggio Calabria, ci sarebbero altre questioni che effettivamente spiazzano un po’ tutti: e le auto elettriche su cosa le facciamo girare? Pensare ad un sistema di trasporto alternativo sembra irrealizzabile in quanto sarebbe necessario partire da zero. È difficile comprendere appieno in che modo ed in che dimensione il petrolio pervada la nostra “civiltà”.
Via | Adnkronos
Foto | visualpanic

Non lo diciamo noi, ma Marco Marelli, vicedirettore di Gente Motori, nell’articolo pubblicato oggi su E-Polis.
Durante questa settimana c’è stato un incontro molto riservato sulle strategie da seguire per ridurre i consumi e soprattutto per fare il punto sui nuovi carburanti. In questo meeting è tornato di attualità il Gtl, una sorta di carburante sintetico ricavato dal gas e che altro non sarebbe che una specie di gasolio. Già tre anni fa ne parlammo su Gente Motori spiegando che il motore a gasolio è sicuramente il futuro grazie anche al Gtl. Il tempo ci sta dando ragione.
Conviene acquistare un’auto a gasolio?
Noi vi diciamo sì, perché i motori moderni consumano almeno il trenta per cento in meno di quelli a benzina e quindi inquinano pure il trenta per cento in meno. A questo punto bisogna mettersi il cuore in pace e al posto di sognare possibilità che nell’immediato non ci sono, cercare di risparmiare il più possibile. Come? Grazie alle nuove automobili con parchi motori a gasolio. Le ibride rispetto a una vettura a gasolio consumano di più. Poche balle.
Ovviamente questi sono alcuni stralci dell’articolo completo che oggi potete scaricare dal quotidiano qui. Di sicuro, sono argomentazione che meritano un commento da parte dei lettori di Ecoblog.
Si sono vestiti come i Flinstone e così un gruppo di attivisti di Greenpeace, su un auto alimentata a pedali ha raggiunto la sede dell ACEA, l’associazione europea dei produttori di auto per consegnare una pietra con su scritto “Auto contro il clima”. La richiesta è rivolta anche al Parlamento europeo a cui invece sarà consegnata la pietra con l’aggiunta dei loghi di Volkswagen, BMW e Mercedes poiché è previsto per questa settimana l’incontro per discutere le normative relative all’efficienza delle auto.
L’iniziativa è servita anche per promuovere il rapporto “Driving Climate Change, in cui Greenpeace denuncia la lobby dell’industria automobilistica, guidata dai tedeschi e come si stia cercando di azzerate la normativa europea sull’efficienza delle auto.