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Tutti gli articoli con tag plastica

Regali di Natale solidali: lusso e creatività dall'eco-design del rifiuto

pubblicato da Olivia

Spiral foundation

Dalla partnership tra Gilli e Spiral Foundation è nata una nuova filosofia etica del lusso unito al valore della solidarietà e al rispetto dell’ambiente, segnando l’instaurarsi di una collaborazione tra la creatività progettuale del “rifiuto” e il recupero della dignità dell’individuo.

Gilli è una famosa griffe italiana, guidata da Giulia Ligresti, con una linea di borse ed accessori in pelle, mentre
Spiral Foundation (qui la loro pagina Fb) è un’organizzazione umanitaria non-profit che segue progetti sostenibili aiutando i giovani svantaggiati delle comunità mondiali rurali, le minoranze etniche e le donne in circostanze particolari, con l’intenzione di generare un processo economico autosufficiente, rigenerando le competenze e il know how che si trova sull’orlo dell’estinzione.

Spiral Foundation oggetti eco-friendly

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Meno plastica per tutti: 7 consigli pratici per ridurre gli imballaggi

pubblicato da Marina

meno plastica per tutti E’ partita la campagna Meno plastica per tutti che concretamente aiuta a ridurre i rifiuti in occasione della prossima Settimana europea per la riduzione dei rifiuti dal 19 al 27 novembre 2011. In pratica se si adottano i buoni consigli dati si riescono a ridurre anche 15 chili di plastica pro capite.

In sostanza dovremmo smettere di usare i sacchetti monouso in plastica quando acquistiamo frutta e verdura (dalla Gdo al mercatino rionale oramai sono diffusissimi anche se poi le shopper in plastica sono state vietate); non acquistare acqua o bevande varie in bottiglia di plastica; acquistare latte in bottiglia di vetro o alla spina; non usare piatti e bicchieri di plastica usa e getta; acquistare detersivi per la casa e igiene della persona alla spina o a imballaggio ridotto; sostituire solo le testine per gli spazzolini da denti idem per i rasoio con testine cambiabili.

Ecco in lista quanta plastica in meno riusciamo a risparmiare a testa se adottiamo l’acquisto responsabile:

  1. Shopper monouso con manici e sacchetti ortofrutta senza manici: -3 kg
  2. Acqua minerale in bottiglia di plastica: -3,5 kg
  3. Bevande varie e latte in bottiglia di plastica : - 3,5 kg
  4. Stoviglie usa e getta: -1,9 kg
  5. Detersivi e detergenti per la casa: - 4 kg
  6. Detergenti per la cura della persona -1 kg
  7. Spazzolino e rasoio usa e getta - 0,400 g

Via | Porta la sporta

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Bottiglia EcoGreen per la 7UP

pubblicato da Barbara Arlati

7up ecogreen

La PepsiCo Beverages Canada ha progettato la prima bottiglia per soft drink fatta al 100% in plastica PET riciclata. Con il nome di bottiglia EcoGreen sarà immessa sul mercato canadese verso la fine di quest’anno.

Questo annunci è solo l’ultimo dei passi fatti finora dalla PepsiCo per imporsi come leader quale società sostenibile a partire dalla qualità del suo packaging.

La bottiglia EcoGreenThe per 7UP e Diet 7UP sarà in vendita in Agosto e assomiglierà in tutto e per tutto a tutte le altre bottiglie per soft drink in PET.

Via | Sustainablelifemedia
Foto| Packaging.int

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La pittura fatta con bottiglie di plastica

pubblicato da Barbara Arlati

Pittura da bottiglie di plastica

Sherwin-Williams ha ricevuto un premio dall’EPA per la formulazione della sua pittura che contiene bottiglie di plastica riciclate e produce meno inquinamento rispetto una normale pittura a base d’olio.

La nuova pittura combina le performance di pitture a olio con l’acrilico e un basso di composto organico volatile che causa irritazione alle vie respiratorie.

Questa nuova pittura è fatta con bottiglie in PET riciclate aggiunte ad acrilici e olio di soia.

Sherwin-Williams è stato insignito dall’EPA con il Presidential Green Chemistry Challenge Award nella categoria ”progettare prodotti chimici verdi” alla cerimonia che si è tenuta a Washington, D.C., il 20 giugno.

Via | earth911

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Coloratissime creazioni in plastica riciclata

pubblicato da Barbara Arlati

Pesce colorato piccolo

Lavorando interamente con plastica usata l’artista David Edgar ha iniziato creando creature del mare. Pesci dalle dimensioni di un piccolo gioiello fino a quelle grandi come pareti. L’ artista si è divertito talmente tanto nel fare queste creazioni che insieme alla moglie ha deciso di scrivere un libro, Fantastic Recycled Plastic, che non è necessario essere artisti per apprezzare.


Alcuni pezzi dell’artista David Edgar

Pesce in trasparenza azzurraPesce verdeMaschera con labbroni rossi

Via | Greatgreengoods

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Spazzolino da denti naturale in radice di Miswak

pubblicato da Marina

Tempo fa scrivevamo della difficoltà di smaltire gli spazzolini da denti. In Italia, si gettano nell’indifferenziata così come i tubetti del dentifricio. Eppure c’è tanta plastica che potrebbe essere recuperata e forse un giorno o l’altro ci arriveremo.

Intanto, vi sono delle soluzioni più naturali come la radice di miswak. I denti e la bocca sono sempre stati oggetto di cure da tempi immemorabili. Tra le varie soluzioni ecco riapparire il miswak o Salvadora persica ben conosciuta nel mondo arabo e apprezzata dall’Oms. Con questo bastoncino di legno è possibile lavarsi i denti se si seguono delle semplici regole di preparazione.

Via | Greenprophet

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Riciclare rasoi usa e getta: impresa impossibile?

pubblicato da Marina

rasoio usa e getta

Mi chiede Emme53 nel post dedicato al riciclo degli spazzolini da denti cosa ne pensiamo a Ecoblog dei rasoi usa e getta e della loro difficoltà nel riciclarli. Vanno infatti buttati via, una volta terminato il loro uso, nel sacco nero dell’indifferenziata. Avevo già intenzione, dopo gli spazzolini da denti, di analizzare quest’oggetto che si è rivelato negli anni una vera e propria bomba ecologica. Per ribadire quanto sia difficile recuperare uno di questi rasoi mi basta ricordare che anche la riciclona Famiglia Strauss è stata costretta a gettarli, impotente, assieme alle penne biro ( parleremo anche di queste).

Il rasoio usa e getta viene brevettato nel 1904 da Gillette che oggi fa parte della Procter&Gamble. Seguita da diverse altre imprese che nel corso del tempo diventano multinazionali. Nessuno, però si preoccupa dell’enorme quantità di plastica e acciaio che viene rilasciata nell’ambiente: infatti non viene mai previsto né il ritiro né il riciclo. Una prima iniziativa, anche se parziale di riciclo l’ha iniziata in Francia lo scorso ottobre la Bic (che ha iniziato a produrre il rasoio usa e getta nel 1975 e che detiene il 30% del mercato mondiale dei rasoi) che ha lanciato la campagna BIC® recycle. Consiste nell’inviare i propri dati; ricevere una busta; riempirla con 10 rasoi usati e rispedirli alla casa madre. La multinazionale si impegna a riciclare i rasoi in parti plastiche per lavatrici.

Onestamente non capisco perché una multinazionale della levatura e potenza economica di Bic non decida di mettere in un certo numero di punti vendita dei raccoglitori per rasoi usati; poi non capisco perché una semplice operazione i raccolta e riciclo deve diventare una operazione di marketing del genere greenwashing con raccolta dei dati sensibili dei consumatori. O meglio, lo capisco eccome. Ma il punto dovrebbe essere la responsabilità d’impresa su un prodotto, nato nel 1975 e non progettato per essere riciclato. A questo punto il design industriale si dovrebbe quanto meno accorgere delle necessità contemporanee: non sprecare risorse. Infine, al solito affidiamoci all’ingegno e alla fantasia e se volete su How to do si insegna la tecnica per usare il medesimo rasoio anche per 6 mesi.

Foto | Flickr

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Riciclare spazzolini da denti con Gimme 5

pubblicato da Marina

riciclare spazzolini da denti

Peppe, nel post sotto giustamente solleva il problema dello smaltimento degli spazzolini da denti. La questione, manco a dirlo, è già stata brillantemente risolta, solo che non riguarda l’Italia.

In genere, salvo diverse indicazioni, nella differenziata, lo spazzolino che non è fatto di plastica riciclabile, va nel secco non riciclabile. Una risorsa sprecata. In giro si trovano idee su come riutilizzarlo, provando a allungare la vita a questo indispensabile oggetto: lo si può riusare come mini spazzola per le pulizie casalinghe; come una sorta di piccolo pennellino per i ritocchi sulle vernici; per lucidare e pulire le scarpe. Insomma, una soluzione più o meno la si trova.

Ma a quanti spazzolini possiamo allungare la vita, durante la nostra di vita? In una famiglia media di 4 persone diventa complicato ogni 2-3 mesi (questa è la vita media di uno spazzolino) riciclare 4 spazzolini. Allora in conti non tornano e lo spazzolino è uno di quegli oggetti di design industriale progettati male, malissimo (assieme a tantissimi altri che andremo a analizzare in altri post).

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Orto verticale con bottiglie di plastica riciclate

pubblicato da Marina

orto verticale in bottiglie di plastica riciclate L’idea è semplice: usare un telaio in legno e applicarci su mezze bottiglie di plastica riciclate per creare un mini orto verticale. I passaggi per costruire l’orto li trovate qui.

L’idea è interessante sopratutto se si vogliono piantare erbe aromatiche: basilico, menta, rosmarino, trovano una collocazione ideale nella struttura verticale e sono così anche facili da cogliere.

Inoltre non si spreca acqua per innaffiare: quella che viene versata nei vasi superiori gocciola poi in quelli inferiori.

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Buste di plastica, occhio a speculazioni e truffe

pubblicato da Marina

sacchetti di plastica, occhio a truffe e speculazioni Giuseppe Brau fondatore di Quibio annuncia che sta preparando un documento per insegnare ai consumatori a distinguere un sacchetto di plastica biodegradabile da una busta in cui vi è anche plastica tradizionale.

La necessità emerge a pochi giorni dal bando dei sacchetti di plastica poiché per tenere bassi i prezzi dei sacchetti potrebbero essere introdotti sul mercato buste prodotte con plastica mista a bioplastica. Spiega, infatti, Brau:

La polemica di questi giorni relativa all’aumento dei costi dei sacchetti deriva dalla concezione errata che molti esercenti hanno nei confronti della borsa in bioplastica: il sacchetto viene considerato come un prodotto da banco sul quale lucrare, e non come un modo per veicolare una nuova etica rispettosa dell’Ambiente. Il rischio speculazione, quindi, è particolarmente alto: non solo perchè il costo – rincarato – viene fatto ricadere sul consumatore, ma anche perchè, per tenere bassi i costi di produzione del sacchetto e massimizzare il guadagno della sua vendita, molti sacchetti potrebbero essere prodotti con una percentuale di plastica tradizionale all’interno. Ciò però, non li renderebbe più biodegradabili al 100% e quindi non compostabili.

Dunque, meglio usare borse in stoffa o paglia.

Via | Comunicato stampa
Foto | Flickr

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