Il lavaggio dei piatti - (ecoblog.it)
A volte, dopo aver lavato i piatti, ci fermiamo e cerchiamo di capire se siamo riusciti ad eliminare davvero ogni traccia di sporco e batteri
Sebbene non possiamo raggiungere una sterilizzazione perfetta come quella di un laboratorio, seguendo un metodo preciso e attento, possiamo ottenere risultati sorprendenti.
Con i giusti accorgimenti, come la temperatura dell’acqua, l’ordine nel lavaggio e una corretta asciugatura, possiamo ridurre al minimo la carica batterica e garantire che le nostre stoviglie siano igienicamente sicure.
Come igienizzare (davvero) i piatti
Prima ancora di immergere una spugna in acqua, c’è una fase fondamentale: la pulizia del lavello. Un lavandino sporco o unto è l’ideale per contaminare nuovamente i piatti. Ecco cosa fare per partire con il piede giusto: rimuovi briciole e residui, strofina il lavello con detergente e acqua calda, risciacqua accuratamente per avere una superficie pulita su cui lavorare. Un lavello pulito garantisce che l’acqua rimanga più pulita durante il lavaggio e che non venga trasferito sporco su altri piatti.

Quando si tratta di lavare piatti con grasso o incrostazioni, l’acqua calda non è solo una questione di comfort, ma una vera e propria strategia. Idealmente, la temperatura dovrebbe superare i 45°C. Ecco come sfruttarla al meglio: tappa il lavello e riempilo con acqua calda e una quantità moderata di detersivo e immergi gli oggetti più ostinati, come padelle e piatti con residui di formaggio secco, per almeno 10-15 minuti. L’ammollo non sostituisce il lavaggio, ma facilita l’eliminazione dello sporco, riducendo il numero di passaggi e minimizzando il rischio di danneggiare la superficie con micrograffi.
Molti non si rendono conto che il modo in cui laviamo i piatti può influire sull’igiene finale. Lavare le stoviglie in un ordine logico previene il trasferimento di grasso e residui da un piatto all’altro. Il miglior ordine di lavaggio è bicchieri e tazze, posate, piatti, ciotole, pentole e padelle, soprattutto se queste sono molto unte.
Inoltre, preferire una spazzola rispetto alla spugna potrebbe essere una scelta più igienica: le spazzole trattengono meno umidità e quindi sono meno inclini a raccogliere batteri. Se usi ancora una spugna, assicurati che sia sempre pulita e in buone condizioni.
Il risciacquo è una fase cruciale. Non basta sciacquare velocemente, devi assicurarti di eliminare ogni traccia di sapone, che potrebbe lasciare una pellicola viscida. Un trucco semplice: tocca il piatto con le dita. Se la superficie è liscia e uniforme, significa che è davvero pulito.
Se desideri fare un passo in più verso l’igiene, prova ad immergere i piatti in acqua quasi bollente, a circa 80°C, per 2 minuti. Questo passaggio non elimina lo sporco, ma riduce drasticamente la carica batterica residua, rendendo le stoviglie più sicure. Ricorda: è importante che i piatti siano già stati puliti con acqua calda prima di questa fase, poiché l’acqua bollente non “stacca” lo sporco, ma ne abbassa il livello di contaminazione.
Lasciare asciugare i piatti all’aria è il metodo più igienico, evitando l’uso di panni che potrebbero trasferire batteri o umidità. Se devi asciugare a mano, usa panni in microfibra puliti, dedicati solo ai piatti e cambiali regolarmente, soprattutto se iniziano a odorare o se rimangono umidi.
