Fumare una sigaretta è peggio che accendere un’auto a diesel vecchia - ecoblog.it
Dalle emissioni di CO2 alle polveri sottili, dai mozziconi nei parchi alle coltivazioni intensive: il fumo danneggia l’ambiente quanto la salute.
Una sigaretta può sembrare un gesto piccolo, rapido, quasi trascurabile. Ma secondo un importante studio pubblicato sulla rivista Environmental Pollution, l’impatto ambientale di una singola sigaretta è molto più pesante di quanto immaginiamo. I ricercatori hanno messo a confronto le emissioni di particolato fine (PM2.5) del fumo di sigaretta con quelle di un motore diesel Euro3, scoprendo che una sigaretta produce fino a 15 volte più PM2.5 rispetto a un chilometro percorso da un’auto diesel. Un dato che, da solo, dovrebbe far riflettere.
Il fumo come fonte di inquinamento atmosferico e ambientale
Durante l’atto del fumare, ogni boccata rilascia nell’aria una quantità significativa di polveri sottili. Lo studio stima che una sola sigaretta possa generare tra i 10 e i 20 microgrammi di PM2.5, a seconda del tipo di tabacco e del modo in cui viene fumata. Al confronto, un motore diesel Euro3, sebbene più vecchio e meno efficiente rispetto agli standard attuali, emette da 0,03 a 0,1 grammi di particolato per chilometro, una quantità simile a quella di una sigaretta accesa per pochi minuti.

Il paragone, per quanto scioccante, non si ferma all’inquinamento dell’aria. Ogni anno in Italia vengono abbandonati circa 14 miliardi di mozziconi, che finiscono nei parchi, sulle spiagge, nei boschi e nelle strade. Questi rifiuti impiegano anni a degradarsi e rilasciano nell’ambiente sostanze tossiche, come nicotina, arsenico e piombo, che si riversano nei suoli e nelle acque.
Anche la coltivazione del tabacco ha un impatto rilevante. Per ogni 300 sigarette prodotte viene abbattuto un albero, utilizzato nel processo di essiccazione. Le piantagioni di tabacco, spesso intensive, fanno largo uso di pesticidi e impoveriscono i terreni, contribuendo alla deforestazione e alla contaminazione delle falde acquifere.
L’emissione di biossido di azoto, metano e anidride carbonica durante la combustione del tabacco contribuisce inoltre all’inquinamento indoor, motivo per cui anche in casa sarebbe opportuno evitare di fumare, soprattutto in ambienti chiusi e frequentati da bambini.
Sigarette, CO2 e danni anche per chi non fuma
Secondo una stima diffusa dallo stesso studio, una sigaretta emette circa 14 grammi di anidride carbonica (CO2). Per chi fuma un pacchetto al giorno, questo significa 5,1 tonnellate di CO2 immesse in atmosfera nel corso di 50 anni. Compensare questo dato richiederebbe la crescita di almeno 132 alberi per dieci anni consecutivi.
I danni, però, non riguardano solo l’ambiente ma anche le persone che stanno intorno al fumatore. Il cosiddetto fumo passivo è responsabile di un aumento del rischio di cancro al polmone e malattie cardiovascolari tra il 25 e il 30% nei non fumatori esposti. Dati che spiegano perché sia necessaria una maggiore severità nei confronti del fumo in ambienti pubblici e condivisi, anche all’aperto.
Uno studio condotto a Milano, nel quartiere di Brera, ha rivelato un dato sorprendente: nella fascia oraria tra le 18 e le 24, la zona pedonale riservata ai soli pedoni risultava più inquinata della zona dove circolano le auto. La causa? Il numero elevato di persone che fumano all’aperto in aree teoricamente “green”.
Infine, anche una sola sigaretta al giorno ha un impatto sulla salute. Una metanalisi del Cancer Institute di Londra ha mostrato che negli uomini il rischio di infarto aumenta del 48% e quello di ictus del 25%. Nelle donne, il rischio cresce rispettivamente del 57% e del 31%, anche se si fuma solo una sigaretta quotidiana. Un dato che smentisce completamente la convinzione che “una al giorno non faccia male”.
Tra i momenti peggiori per fumare c’è quello appena dopo il risveglio, quando il corpo assorbe una quantità di sostanze tossiche doppia rispetto ad altri momenti della giornata. Lo stesso vale per la sigaretta prima di dormire, una delle più nocive per l’organismo.
In sintesi, il fumo di sigaretta non è solo un problema sanitario individuale, ma un fattore ambientale di peso, spesso sottovalutato nel dibattito pubblico. Dai mozziconi abbandonati alla CO2 emessa, dalle coltivazioni al particolato, i danni si moltiplicano e si sovrappongono, lasciando un’impronta ambientale ben più ampia di quanto si possa immaginare da un gesto così minuto come accendere una sigaretta.
