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Le nuove regole 2026 ampliano la platea dei beneficiari e introducono limiti reddituali, con procedure semplificate
Manca ancora tempo per l’estate, ma cresce l’interesse per il Bonus Condizionatori, incentivo fiscale che continua ad essere uno strumento efficace per promuovere l’efficienza energetica nelle abitazioni italiane. Nel 2026, le agevolazioni si confermano un’opportunità importante per chi desidera acquistare o sostituire un impianto di climatizzazione con tecnologie a basso impatto ambientale, in particolare con pompe di calore ad alta efficienza. Le disposizioni aggiornate per il 2026 prevedono detrazioni fiscali che possono arrivare fino al 50%, con condizioni specifiche per l’accesso a seconda del tipo di intervento e della classe energetica del prodotto.
La richiesta del bonus va presentata esclusivamente in sede di dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Unico), dove la detrazione viene ripartita in dieci quote annuali di pari importo. Per evitare contestazioni, è consigliabile affidarsi a consulenti fiscali o tecnici specializzati che possano assistere nell’intera procedura, dalla verifica dei requisiti alla compilazione della documentazione necessaria.
Le detrazioni fiscali per il Bonus Condizionatori 2026: cosa cambia
Il Bonus Condizionatori 2026 si articola principalmente in due forme di detrazione: quella al 50% e quella al 65%, quest’ultima riservata ai sistemi più performanti. Tuttavia, per l’anno in corso, la detrazione più diffusa resta quella al 50%, applicabile sia ai nuovi impianti installati in assenza di ristrutturazione, sia in caso di sostituzione di vecchi sistemi di climatizzazione.

La detrazione del 50% si applica anche ai condizionatori in pompa di calore aria-aria con potenza fino a 12 kW, sia in mono-split che multi-split, e può essere richiesta senza necessariamente effettuare lavori di ristrutturazione edilizia. Questo rappresenta un’importante novità rispetto al passato, poiché amplia la platea dei beneficiari, favorendo l’adozione di apparecchi più efficienti anche in assenza di opere edili.
Per chi invece installa condizionatori con pompe di calore ad alta efficienza integrati in un sistema di gestione energetica dell’immobile, è possibile accedere alla detrazione al 65%, a condizione che venga dimostrata una significativa riduzione dei consumi energetici. In questi casi è richiesta una documentazione tecnica più approfondita e l’invio di comunicazioni all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori.
Per poter usufruire del Bonus Condizionatori, è indispensabile rispettare alcuni requisiti fondamentali:
- Il condizionatore deve essere installato in un immobile esistente e deve contribuire a migliorare l’efficienza energetica dell’abitazione;
- Per la detrazione al 50%, è sufficiente che l’impianto sia in pompa di calore, anche non ad alta efficienza, purché sostituisca un vecchio sistema o venga installato ex novo;
- Per la detrazione al 65%, invece, l’impianto deve rientrare in specifici parametri di efficienza e risparmio energetico, documentati con attestati tecnici;
- Tutte le spese devono essere pagate esclusivamente tramite bonifico bancario parlante o con carta di credito/debito, per garantire la tracciabilità;
- È obbligatorio conservare tutta la documentazione: fatture dettagliate, ricevute di pagamento, schede tecniche, e in caso di ristrutturazione, l’Attestato di Prestazione Energetica (APE);
- Deve essere effettuata la comunicazione all’ENEA, tramite il portale online, entro 90 giorni dalla conclusione dell’installazione.
Una novità importante per il 2026 riguarda i limiti reddituali: per contribuenti con reddito superiore a 75.000 euro, la detrazione massima si riduce progressivamente in relazione al numero di figli a carico, con tetti di spesa fissati a 14.000 euro per redditi sopra i 75.000 euro e a 8.000 euro per redditi superiori a 100.000 euro.
L’agevolazione è rivolta a una vasta gamma di soggetti, tra cui:
- Proprietari e familiari conviventi;
- Comodatari e locatari con regolare contratto;
- Conviventi more uxorio da almeno tre anni;
- Soci di cooperative e imprenditori individuali.
