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ECOLOGIA

Per la Francia la TAV Torino Lione non è prioritaria e se ne riparlerà nel 2035-2040

Gli attuali scarsi volumi di traffico non giustificano infatti un’opera così costosa e impattante

Chissà se per i fondamentalisti pro TAV anche la commissione francese “Mobilité 21” è costituita da pericolosi eco-terroristi.

Il gruppo di lavoro, presieduto dal sindaco di Caen Philippe Duron, ha presentato venerdì scorso al Ministero per l’ecologia le linee guida “Per uno schema nazionale di mobilità sostenibile“. (1) In questo documento si afferma che la tratta TAV Torino Lione non è una priorità e se ne può parlare tra vent’anni.

A pagina 57 del documento sta infatti scritto nero su bianco che la linea TAV Torino-Lione è un progetto interessante, tuttavia, «tenuto conto delle incertezze sul calendario del tunnel di base, non ha potuto accertare che i rischi di saturazione e di interferenza tra le diverse destinazioni d’uso che giustificano la realizzazione del progetto si realizzino prima degli anni 2035-2040. Di conseguenza, si classifica il porgetto di accesso binazionale tra le priorità secondarie» (vedi l’originale qui sotto).

In sostanza la Commissione Duron afferma che gli attuali livelli di traffico non giustificano un’opera così costosa e impattante e rimandano ad un futuro abbastanza imprecisato la realizzazione dell’opera, dal momento che è difficile immaginare gli scenari low carbon dell’economia europea tra vent’anni: le merci continueranno a viaggiare in modo così assurdo e forsennato come oggi, oppure ci si concentrerà maggiormente sulle economie locali? La TAV è un grande bluff, come sostengono gli autori di Binario morto, ed ora se ne accorgono anche i politici francesi.

Detto altrimenti, gli irreponsabili e i pressapochisti non si trovano tra le file dei NO TAV, ma piuttosto da chi continua a sostenere ideologicamente un progetto a prescindere dalla sua utilità.

Detto altrimenti, le opere insostenibili alla fine affondano da sole.

(1) I francesi hanno il vezzo di usare l’aggettivo “durable” per dire sostenibile, sottittendendo che ciò che è duraturo è sostenibile. Lo ritengo un termine ambiguo, perchè ci possono essere processi insostenibili, ma abbastanza duraturi perchè sufficientemente lenti.

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