Treno Torino-Cuneo-Ventimiglia-Nizza: ecco perché salvare la linea ferroviaria

La ferrovia che unisce la Costa Azzurra al Piemonte rischiava la soppressione, ma le proteste di comuni, enti e associazioni hanno bloccato i tagli. Intervista a Franco Revelli, sindaco di Limone Piemonte

Due valli, la Valle Vermenagna e la Val Roja hanno rischiato di restare isolate dal taglio della linea ferroviaria che da Cuneo conduce a Ventimiglia. Una decisione che non avrebbe fatto altro che confermare la schizofrenia di chi pianifica il sistema ferroviario nazionale. Il passaggio a sud ovest del Piemonte è l’unica via ferroviaria che unisce Italia e Francia insieme a quella della Valsusa che transita dal Frejus: eppure se l’Alta Velocità, dunque il raddoppio della linea valsusina, è opzione “strategica”, la linea che, invece, unisce Torino alla Liguria Occidentale e alla Costa Azzurra può anche essere soppressa.

Non è questo l’unico paradosso della storia, visto che il Piemonte vuole sopprimere la linea ferroviaria proprio ora che dovrebbero partire i lavori per il raddoppio dell’ottocentesco tunnel stradale del Colle di Tenda, con tutti i disagi che questo comporterebbe per la popolazione, per il turismo e per gli automobilisti.

Negli ultimi giorni la lunga battaglia di sindaci, enti e associazioni del cuneese, della Val Roja e della piccola parte di Liguria interessata sembra essere andata in porto. Ecoblog ha intervistato Franco Revelli, sindaco di Limone Piemonte, per capire a che punto è la vicenda. 

A che punto è la trattativa per mantenere in vita la linea che unisce il cuneese al mar Ligure passando per Ventimiglia? 

La straordinaria mobilitazione di Comuni, Enti, Associazioni e cittadini ha bloccato le iniziative di chi ritiene “ramo secco” questa importante linea ferroviaria. Da oltre tre anni i Comuni di Limone, Tenda, Cuneo e l’Associazione “Giuseppe Biancheri” di Ventimiglia si battono per un rilancio di questo percorso. La manifestazione di Torino a fine maggio e quella di giugno a Breil hanno consentito un rafforzamento delle iniziative delle tre regioni interessate (Piemonte, Liguria e P.A.C.A), e la questione è ormai sul tavolo dei due governi, italiano e francese, grazie ad una lettera firmata dai Sindaci di Torino, Cuneo, Fossano, della Valle Vermenagna, della Valle Roya, della Costa Azzurra e del Ponente Ligure, con le Camere di Commercio e le Province.

Quando e perché si è iniziato a pensare una possibile soppressione? 
A partire dal dicembre 2009, con la dotazione da parte delle Ferrovie italiane di un moderno sistema di sicurezza, si è interrotta la “interoperabilità” tra Italia e Francia. I treni francesi non possono più arrivare a Limone e proseguire per Torino. Quelli italiani attraversano il tratto francese, ma con numerosi limiti. Dai prossimi mesi anche quelli che impongono 40 Km/h nella tratta francese.

È venuto così, di fatto, meno il servizio tra Torino-Cuneo e Nizza via Breil, proprio nel momento in cui la modernizzazione della tratta Breil-Nizza giungeva a compimento. 

Il collegamento con la Francia e la Liguria riduceva al solo trasporto pubblico locale senza più treni diretti tra Torino e Nizza. Inoltre la mancanza di fondi da parte dello Stato per il trasporto pubblico locale ha aperto un contenzioso tra la Regione Piemonte e la Regione Liguria, per la soppressione di alcuni treni e di alcune fermate nel versante ligure. Giova ricordare che per quanto attiene il trasporto pubblico locale è in vigore un accordo che affida alla Regione Piemonte la gestione di tutta la linea, anche in territorio ligure. Di qui il crescere della protesta e soprattutto le “voci” sulla soppressione della linea.

Quali erano le motivazioni (anche economiche e statistiche) portate da chi voleva sopprimere la linea e con quali dati e motivazioni, invece, avete sostenuto la battaglia in senso contrario? 
I contrari alla linea mettono avanti il limitato numero di passeggeri. Noi ribadiamo che per avere passeggeri occorre un buon servizio e riconoscere il “ruolo internazionale” di questa linea e di promuovere gli investimenti necessari. Le tre regioni: Liguria, Piemonte e P.A.C.A. hanno sottoscritto un patto, nel 2009, per lo sviluppo della linea ferroviaria. Tutto ciò in conseguenza di un progetto europeo ALCOTRA denominato CALIPSO (Costa Azzurra, Liguria, Piemonte, senza ostacoli). Questo progetto va ripreso nella programmazione europea 2014-2019. Inoltre occorre superare il vecchio obsoleto trattato del 1970 che pone a carico della sola parte italiana (che già ha ricostruito la linea dopo la guerra), gli investimenti e la manutenzione anche della parte francese.

Che tipo di sostegno è venuto dai paesi della Val Roya interessati dalla soppressione? 

Un sostegno totale. Oltre 60 Comuni, il Consèil Général di Nizza, la Regione P.A.C.A., concordano sul ruolo della linea e sul superamento del trattato del 1970. Questo collegamento ferroviario, distrutto in alcune tratte del versante francese nel corso della seconda guerra mondiale e ricostruito con l’accordo italo/francese del 1970, assume oggi un carattere strategico per la rete ferroviaria piemontese, per quattro ragioni essenziali:

1.  mette in relazione due aree metropolitane, quella di Nice e quella che si va costituendo a Torino, entrambe centri di ricerca, di innovazione e di sviluppo dell’università, della produzione culturale e del turismo.

2. tra Torino e Nice la ferrovia attraversa zone di qualificato sviluppo agricolo, industriale, turistico (il cuneese, i siti turistici di Limone Piemonte, di Tenda, il ponente ligure, Mentone, il Principato di Monaco) con intensi scambi commerciali, come dimostrano i dati delle Camere di Commercio sulle relazioni socio-economiche delle province di Torino e Cuneo con il dipartimento francese delle Alpi Marittime e la Regione P.A.C.A.

3. offre un’alternativa ai collegamenti stradali (SS. 20 e R.N. 204) tra Italia e Francia attraverso la Val Roya e la Valle Vermenagna, il cui livello di servizio è basso, e subiscono costanti perturbazioni, tenuto conto anche dei lavori intrapresi per il potenziamento e la messa in sicurezza della galleria del Colle di Tenda.

4. insieme alla linea della Val Susa è l’unica ferrovia che mette in relazione il Piemonte con la Francia e il Principato di Monaco, e presenta anche una dimensione locale per il trasporto di particolari merci.

Quanto conta nell’economia di Limone Piemonte, una delle poche località italiane inserite fra le “Alpine Pearls” il fatto di poter contare su di una “mobilità dolce”?

Contare sulla ferrovia è decisivo soprattutto per l’indirizzo che si va affermando sulla mobilità turistica. Il treno torna ad essere un mezzo apprezzato, sicuro ed anche economico.

Foto | Davide Mazzocco

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