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Cronaca ambientale

Virus Ebola, contro l’epidemia in Guinea arriva l’OMS

Si intensificano gli sforzi internazionali per controllare l’epidemia di Ebola in corso in diversi paesi dell’Africa centrale e l’Oms invia oltre 50 esperti per sostenere i medici locali

A due settimane dall’annuncio della diffusione di una epidemia di Ebola in Guinea si sono registrati finora ci sono 157 casi tra cui 101 decessi; di questi casi 67 sono stati confermati e 20 dei casi si sono avuti Conakry Capitale della Guinea. In Liberia si registrano 23 casi sospetti, di cui 7 deceduti e 5 confermati. Sono giunte segnalazioni ma senza conferma di 2 casi sospetti in Sierra Leone, Ghana e e Mali, ma per ora non sono giunte le analisi che confermerebbero il contagio da Ebola. Per i 9 casi segnalati in Mali sono state predisposte le analisi e già 2 risultano negative. Spiega Stéphane Hugonnet medico dell’OMS:

Non dovremmo concentrarci troppo sulle cifre e numeri, perché cambiano ogni giorno: un paziente arriva, è sospetto, facciamo le analisi e poi sapremo se è stato contagiato o meno, il che ci porta appunto ad avere cifre variabili. Penso che sia più importante è l’andamento e la diffusione geografica dell’infezione e chiaramente si tratta di un focolaio internazionale con due paesi colpiti e con il rischio che altri paesi potrebbero essere contagiati, quindi abbiamo assolutamente bisogno di rimanere vigili.

L’epidemia è estesa e sta rappresentando una sfida particolare che richiede la mobilitazione di risorse dai partner nazionali e internazionali per mettere in atto le misure di risposta necessarie a contrastarla. Per rafforzare la lotta all’epidemia di Ebola che si è sviluppata a Conakry Capitale della Guinea, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha annunciato una serie di azioni che porteranno esperti e medici a sostegno delle comunità locali attraverso la formazione del personale sanitario. Infatti, nei casi di epidemie come per il virus Ebola per cui non esistono vaccini e neanche cure, l’unica arma a disposizione dei medici per salvare la vita ai pazienti è l’informazione. La formazione per gli operatori sanitari sul controllo delle infezioni è già iniziata in diversi reparti dell’ospedale nazionale di Donka e si svolgerà anche in altre strutture sanitarie nei prossimi giorni. Contemporaneamente, l’OMS sta allestendo un centro di coordinamento di gestione delle segnalazioni e emergenze all’interno del Ministero della Sanità (MOH) della Guinea, al fine di centralizzare il coordinamento di tutte le attività connesse alla rilevazione, la ricerca, il trasporto, il ricovero e la sepoltura dei casi sospetti. Resta il sostegno a Medici Senza Frontiere (MSF) e MoH nella gestione del reparto di isolamento alla clinica di Donka.

Epidemia da virus Ebola in Guinea
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LEGGI: Medici senza Frontiere lancia l’allarme virus Ebola in Guinea

Nella conferenza stampa che si è tenuta l’8 aprile, Keiji Fukuda responsabile del Health Security and the Environment al WHO (OMS) ha detto:

Questo è uno dei focolai di Ebola più impegnativi che abbiamo mai affrontato e abbiamo documentato casi in Guinea e in Liberia il che rende la dispersione geografia sell’epidemia. Quando abbiamo a che fare con Ebola abbiamo a che fare con una infezione molto letale e per ciò questo tipo di epidemie sono spesso circondate da paura e di ansia il che impone molta responsabilità nella comunicazione. Ecco, questo è il messaggio che voglio dare: questo è un focolaio difficile ed è molto impegnativo; il secondo messaggio che voglio trasmettere è che fin dall’inizio tutti i livelli dell’OMS a partire dall’ufficio AFRO di Brazzaville e tutte le varie sedi sono state mobilitate e impegnati a dare risposte. Il nostro obiettivo principale è proprio quello di sostenere i paesi colpiti aiutandoli a prevenire il diffondersi dell’infezione, nel fermare l’epidemia e assicurarsi che i malati ottengano la migliore assistenza possibile. Infine il terzo messaggio che voglio trasmettere è veramente importante: Ebola è chiaramente una malattia grave, ossia un’ infezione con elevato tasso di mortalità, ma sappiamo anche che può essere controllata. Sappiamo bene come questo virus si trasmette, sappiamo che il tipo di misure possono essere adottate per fermare la trasmissione di questo virus (si trasmette attraverso fluidi corporei o per contatto
con una persona infetta) è così se le persone prendono le giuste precauzioni possiamo interrompere l’infezione. Ciò significa che i focolai possono essere fermati attraverso misure di sanità pubblica, in particolare identificando i primi 3 malati che si sono infettati e poi individuando e contattando le persone che hanno avuto contatti con loro; poi si prendono misure di prevenzione e di controllo, soprattutto nelle famiglie e strutture cliniche in cui si trovano in cura i pazienti.

LEGGI : Il virus Ebola trasmesso dai pipistrelli, ai gorilla e poi all’uomo

 Il virus Ebola può avere un tasso di mortalità fino al 90%, ed è una malattia virale acuta grave. E’ caratterizzata dalla comparsa improvvisa di febbre, intensa debolezza, dolori muscolari, mal di testa, nausea e mal di gola a cui segue vomito, diarrea e compromissione delle funzionalità renali e epatiche con emorragie sia interne sia esterne. Non esiste un vaccino e neanche una cura ma ai pazienti viene fornita terapia intensiva di supporto attraverso l’idratazione per aiutare l’organismo a difendersi attraverso il sistema immunitario. A oggi 8 pazienti in Guinea sono sopravvissuti. L’unica arma per combattere il virus Ebola resta la prevenzione evitando il contatto con persone infette e con la sepoltura rapida dei pazienti deceduti.

Attualmente è in azione un nuovo software per la gestione focolaio sviluppato dai Centri statunitensi per il Controllo delle Malattie (CDC) e sarà presto utilizzato come strumento di raccolta dati primario da tutti i partner.

Via | WHO, WHO Briefing

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