Brescia, tre arresti per disastro ambientale

Tre dirigenti di due aziende di Dello e Ospitaletto sono stati arrestati con l’accusa di disastro ambientale e traffico illecito di rifiuti

Italian Carabinieri watch a police car l

Tre dirigenti di due aziende del bresciano specializzate nel noleggio di panni tecnici per pulizie industriali sono stati arrestati con le accuse di traffico illecito di rifiuti e disastro ambientale.

Le tre persone alle quali sono state applicate le misure cautelari sono l’amministratore di fatto e l’amministratore unico di una spa con sede legale e insediamento produttivo a Dello e l’amministratore unico di in una srl con sede a Ospitaletto.

Il triplice arresto è il frutto di una complessa e laboriosa attività di indagine del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale di Brescia sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica.

I tre dirigenti fornivano i panni alle aziende, li ritiravano per il lavaggio e li riconsegnavano per il nuovo impiego: secondo quanto accertato dagli inquirenti, i panni speciali non subivano i necessari trattamenti di eliminazione dei residui industriali previsti dalle normative, prima dei successivi utilizzi. Operando in contrasto alle normative, gli indagati non garantivano la tracciabilità dei panni, non rispettavano le norme sul trasporto di prodotti pericolosi, violavano le norme di sicurezza sui luoghi di lavoro e non rispettavano le regole che impongono il lavaggio dei panni tecnici nei locali del soggetto che ne effettua il noleggio.

Secondo quanto accertato erano altre aziende esterne, anche non autorizzate, a effettuare i lavaggi. A Dello sarebbero avvenuti anche sversamenti di sostanze liquide pericolose e sarebbe proprio l’inquinamento del sottosuolo e delle falde acquifere a configurare il reato di disastro ambientale per i tre amministratori delle aziende bresciane.

Il sindaco di Dello, Ettore Monaco, si è detto particolarmente turbato, anche perché lo stesso comune, nel 2010, fu interessato da un grave caso di inquinamento da trielina nella zona artigianale del Ponte Rosso. I valori riscontrati all’epoca dell’incidente nella prima falda furono 23mila volte superiori ai limiti di legge.

Via | Brescia Oggi

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