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ECOLOGIA

Maratea (Pz): il consiglio comunale la candida a Patrimonio UNESCO

Il consiglio comunale di Maratea (Pz) candida la Perla del Tirreno a Patrimonio UNESCO

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Maratea, la Perla del Tirreno, Patrimonio dell’Umanità UNESCO?

Presto quella che è solo una proposta, approvata ieri dal Consiglio Comunale del piccolo comune in provincia di Potenza (unico affaccio sul Tirreno della Regione Basilicata), potrebbe divenire realtà. Ad annunciarlo su Facebook è stato il sindaco Domenico Cipolla nella serata di ieri:

“Oggi il Consiglio Comunale, all’unanimità, ha approvato la proposta di candidatura di Maratea a patrimonio dell’umanità UNESCO, lanciandola in modo coeso verso questo importantissimo riconoscimento.
La storia di Maratea si lega strettamente al gusto estetico, alla tutela del paesaggio, alla cura dell’ambiente e da sempre riceve riconoscimenti per il suo splendido mare, per cui il compimento di questo ambizioso progetto evidenzierebbe maggiormente al mondo la sua integrità e la caratterizzante bellezza.
Adesso l’augurio che facciamo a tutti noi, è quello di giungere presto al traguardo di questo impervio percorso.
Maratea ce la può fare e ce la farà”.

L’idea non è nuova, già da anni nel comune lucano si discute, anche animatamente, dell’opportunità di candidarsi a Patrimonio UNESCO: quest’anno Maratea è decisamente in “splendida forma”, con acque più limpide del solito, impianti di depurazione perfettamente operativi, eletta seconda spiaggia più bella d’Italia da Legambiente, che ha premiato il Comune con le Cinque Vele (prestigiosissimo riconoscimento), che ha ottenuto anche la oramai “classica” Bandiera Blu, che indica il mare essere particolarmente pulito.

Delfini e piccoli cetacei che sul finire di luglio sono stati avvistati, più volte e in grandi branchi, a ridosso della costa tirrenica lucana: un fenomeno affascinante, classico di queste acque anche se non con questi numeri.

Insomma, quest’anno il mare di Maratea sembra veramente degno del nome di “Perla del Tirreno” anche se non mancano le polemiche: ad esempio sulla spiaggia del Nastro, seconda in Italia per bellezza e pulizia (dopo San Vito lo Capo in Sicilia), tanto bella quanto inaccessibile. Un problema che risale sì alla giunta precedente, che a causa di uno smottamento ne aveva interdetto l’accesso diversi anni fa (un divieto non sempre rispettato) per avviare lavori di messa in sicurezza mai portati avanti. Una questione che il sindaco Cipolla sembra voler dipanare ma che certamente sarà un tema post-estate, visto e considerato che l’11 agosto sembra difficile poter riaprire l’accesso alla seconda spiaggia più bella d’Italia.

Un peccato, che si spera possa trasformarsi in un’opportunità: mantenere la spiaggia incontaminata è a questo punto un dovere dell’amministrazione comunale del posto. Al netto del fatto che qualche turista e qualche locale alla spiaggia del Nastro ci arriva comunque: via mare o via terra, inerpicandosi sugli scogli, arrivando così a godersi (e rispettando sempre) un luogo magico e bellissimo.

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