Come i cambiamenti climatici stanno trasformando l’India

Lo scioglimento dei ghiacciai himalayani sta costringendo l’India, il secondo Paese più popoloso del mondo, destinato a diventare il primo, a ripensare la propria produzione agricola. L’India di Narendra Modi continua a essere una delle poche economie mondiali a rifiutare impegni stringenti per tagliare le emissioni alla vigilia del vertice sul clima di Parigi.

“Nessuno ha meno responsabilità dell'India e dell'Africa per il riscaldamento globale e nessuno può essere meno consapevole di India e Africa rispetto ai cambiamenti climatici” ha dichiarato il premier indiano durante un recente vertice a Nuova Delhi.

Entro il 2025 l’India supererà la Cina divenendo la più popolosa nazione del Pianeta, ma lo scioglimento dei più grandi ghiacciai del mondo sta riducendo le scorte idriche, mentre sulle coste indiane l’innalzamento del livello del mare e le temperature più calde stanno mettendo a rischio la vita dei villaggi di pescatori. Il riscaldamento globale appare destinato a mutare radicalmente il volto di un’India che, nonostante lo sviluppo demografico delle sue metropoli, resta una nazione ancora fortemente rurale.

Una delle principali conseguenze, come spiega Shakil Ramsoo, ricercatore dell'Università del Kashmir, è il passaggio dei contadini “dalla coltivazione del riso, ad alto impatto idrico, a quelle dell'orticoltura perché quest'ultima richiede molta meno acqua”.

Le autorità indiane argomentano che sono le nazioni sviluppate a portare le maggiori responsabilità per i cambiamenti climatici e che sollecitare le nazioni in via di sviluppo a tagliare le proprie emissioni di gas serra è scorretto quanto ipocrita. Il governo di Delhi deve fare i conti con le esigenze crescenti di una popolazione di un miliardo e 250 milioni di persone, 300 milioni dei quali non hanno ancora accesso all'energia elettrica.

Al vertice sul clima di Parigi l'India, terzo più significativo produttore di gas serra, dovrebbe proporre di ridurre la sua intensità carbonica, l'indice che misura le emissioni di CO2 confrontandole con il Prodotto interno lordo, del 35% entro il 2030, invece di impegnarsi su un taglio assoluto delle emissioni.

Via | Askanews

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