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Rifiuti elettronici: i dati del Rapporto sociale di Ecolight

Ecolight, consorzio nazionale per la gestione dei rifiuti elettronici (RAEE), delle pile e degli accumulatori a fine vita, presenta il Rapporto sociale 2018: un anno di impegno al fianco delle aziende e in favore dell’ambiente.

Quasi 24 mila tonnellate di rifiuti elettronici sono stati raccolti da Ecolight nel 2018, con un tasso di recupero superiore al 97% e un impegno nell’Uno contro Uno che è valso 300 tonnellate, grazie alla possibilità per i consumatori di lasciare le piccole apparecchiature elettroniche non funzionanti nei negozi di grandi dimensioni (quelli con più di 400 mq di superficie di vendita dedicata al materiale elettronico) senza alcun obbligo di acquisto.

Sono cifre importanti, che emergono con chiarezza nel Rapporto sociale di Ecolight, dando la misura di quanto una buona pratica di economia circolare possa operare al servizio dell’ambiente. L’obiettivo è fare ancora meglio, ma per raggiungere l’eccellenza occorre il coinvolgimento di tutti. Sensibilizzazione e maggiori controlli possono giovare alla causa. Questa è la sfida per gli obiettivi europei lanciata da Ecolight, consorzio nazionale no profit e punto di riferimento per quasi 1800 aziende, impegnato da dieci anni nella gestione dei rifiuti elettronici, delle pile e degli accumulatori esausti.

Lo scorso anno sono stati confermati i risultati del 2017, ma indicando strade innovative per la raccolta della spazzatura hi-tech, soprattutto in vista degli obiettivi europei che proprio a fine 2019 alzeranno ancora l’asticella.

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Ecco le parole di Walter Camarda, presidente di Ecolight: “Il Rapporto sociale del consorzio è un documento che guarda al futuro, alle sfide che abbiamo davanti e prova a indicare delle soluzioni. La strada da percorrere è quella del coinvolgimento, così come ‘coinvolgere’ è il titolo che abbiamo voluto dare al nostro documento. Il pacchetto relativo all’economia circolare, che è stato vagliato dal Parlamento UE proprio nel 2018, non deve essere visto come un mero elenco di prescrizioni, ma un percorso da fare. Affinché la visione circolare possa trovare concretezza è indispensabile che ciascuno faccia il proprio compito fino in fondo“.

Nell’ottica dell’economia circolare, la sfida è duplice, in particolare in vista del target europeo previsto per il 2019. “Entro la fine di quest’anno – ricorda Giancarlo Dezio, direttore generale di EcolightDezio- l’Italia è chiamata a raccogliere il 65% delle apparecchiature immesse calcolato sulla media dei tre anni precedenti. Un obiettivo importante, visto che partiamo dal 40% registrato nel 2017. Ma è un obiettivo che si può raggiungere attraverso due strade: la prima, un potenziamento della raccolta, andando incontro ai cittadini, sensibilizzandoli sulla necessità di conferire in modo differenziato non solamente frigoriferi e forni, ma anche e soprattutto smartphone, frullatori e lampadine non più funzionanti; la seconda, un freno ai canali di raccolta paralleli. Si stima che almeno due terzi dei RAEE prodotti siano gestiti al di fuori del sistema, senza che vi sia un controllo sulla filiera, sul recupero e sul riciclo“.

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