Giornata mondiale degli oceani

giornata mondiale oceaniSi celebra oggi, 8 giugno, la Giornata mondiale degli oceani. Nata a Rio de Janeiro nel 1992 nel corso della Conferenza Internazionale su Ambiente e Sviluppo prevede una serie di eventi in tutto il mondo in collaborazione con scuole, università, acquari, musei al fine di rendere ognuno di noi consapevole della necessità di preservare gli oceani. In particolare, sono quattro gli obiettivi specifici che si propone: cambiare prospettiva su ciò che gli oceani rappresentano per l’umanità, conoscere la biodiverità delle profondità, cambiare le nostre abitudini quotidiane (ovviamente in senso più ecologico) e celebrare il legame che tanti uomini al mondo hanno con il mare.

In Italia non ho trovato la segnalazione di molte iniziative. Genova, sede del famosissimo acquario, non poteva ovviamente mancare. Qui, verso le 18 e presso l’Auditorium dell’Acquario, verranno presentati una serie di dati sulla situazione attuale degli oceani da parte del WWF. Le anticipazioni che ho trovato non sono molto incoraggianti: il 20% circa delle scogliere coralline è stato distrutto e un altro 20% è a forte rischio di degrado. Passando ad un appuntamento più “soft”, a Napoli spettacoli di teatro scientifico, mostre fotografiche, laboratori e attività didattiche di fisica e biologia marina sono i protagonisti della V edizione de La Primavera della Scienza.

La Commissione Europea ha oggi ricordato il ruolo vitale dei mari e degli oceani in Europa e ha riaffermato la volontà di ampliare la tutela dell'ambiente marino. "I mari e gli oceani - ha detto il commissario all'ambiente Stravros Dimas - sono fonte di vita per il nostro pianeta. Coprono oltre tre quarti della superficie terrestre e contengono il 90% della biosfera, senza dimenticare la loro funzione di distribuzione dell'energia della radiazione solare e di assorbimento del carbonio. L'inquinamento e la pesca aggressiva sono un anatema per il mare".

Alle belle parole delle istituzioni seguono le richieste delle associazioni. In occasione di questa giornata non si poteva non parlare di pesca sostenibile. Negli ultimi mesi tanti sono stati gli allarmi sul pericolo estinzione di alcune specie di pesce (principalmente commerciale) nei nostri mari. Legambiente insieme all’associazione ambientalista spagnola Ecologistas en Acciòn hanno ribadito il loro “no” alla pesca al tonno rosso. “Se non saranno attuate al più presto misure di controllo efficaci - spiega Sebastiano Venneri, responsabile qualità, territorio e mare di Legambiente - il rischio più serio è un gravissimo depauperamento della specie con preoccupanti conseguenze proprio per coloro che dal mare traggono profitto”. Il problema principale per la salvaguardia di questa specie ittica è la fissazione delle quote di pesca. Come avevamo già spiegato la Commissione internazionale per la conservazione del tonno in Atlantico e Mediterraneo ha fissato a 29.500 tonnellate pur sapendo che per evitare l’estinzione non si possano pescare più di 15.000 tonnellate. Ma non solo. Venneri parla anche del pericolo derivante dalle continue deroghe richieste dai paesi. Per le due associazioni è necessario anche che il calendario di chiusura della pesca, che la Commissione ha definito dal 1 luglio al 31 dicembre, venga rispettato senza proroghe e che applicare leggi più rigide e univoche a livello internazionale sulle taglie del pescato.

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