Ilva: la legge torna alla Consulta, le commesse annullate, gli arresti confermati

Il Tribunale d'Appello ha sospeso il giudizio sul dissequestro dei prodotti Ilva, fermi da novembre sulle banchine del porto di Taranto, e sollevato eccezione di costituzionalità alla Consulta sulla legge 231 del 24 dicembre 2012, la cosiddetta legge “salva Ilva” sarebbe in contrasto con gli articoli 3, 24, 102, 104 e 112 della Costituzione: nello specifico nella parte in cui la legge

autorizza in ogni caso la società Ilva spa di Taranto alla commercializzazione dei prodotti finiti e semilavorati sequestrati il 26 novembre dello scorso anno

Secondo il collegio di magistrati l'articolo 3 della legge 231/12 necessita di essere vagliata preventivamente dalla Corte Costituzionale.

Si fa sempre più incerto il futuro per la città di Taranto, sia sotto l'aspetto ambientale che occupazionale, il dualismo con cui la città è stata per anni messa sotto scacco da Italsider prima e Ilva poi.

Si attende ora il pronunciamento del gip Patrizia Todisco sul dissequestro dei prodotti, che con ogni probabilità confermerà il giudizio d'appello, mantenendo la decisione di tenere bloccati coils e lamiere in attesa che si pronunci la Consulta.

L’Ilva ci ha detto chiaramente che senza il dissequestro dei prodotti, gli impianti dell’area a freddo non ripartono. Ci è stato anche detto che l'azienda ha bisogno di commercializzare le merci e necessità di fare cassa, altrimenti anche gli stipendi sono a rischio. Rispettiamo l’operato della magistratura ma la gente è fortemente preoccupata.

commentano dalla segreteria provinciale del sindacato Uil; effettivamente proprio ieri un ordine di 25mila tonnellate di tubi d'acciaio Ilva prodotti a Taranto (del complessivo valore di 25 milioni di dollari), commissionati per la costruzione di un oleodotto in Oklahoma, è stato annullato; secondo fonti ben informate la committente americana, non avendo ricevuto neanche la prima tranche del prodotto (le 9.500 tonnellate di tubi sotto sequestro nell’area portuale), l’ordine viene considerato annullato.

Tornando all'aspetto sanitario ed ambientale, Michele Conversano, direttore del Dipartimento di prevenzione della Asl di Taranto, in occasione della presentazione dei dati emersi da un biomonitoraggio su alcuni allevatori e su un campione di donne in età riproduttiva realizzato dall'Iss (Istituto Superiore di Sanità), ha spiegato che

esiste a Taranto, e in particolare nelle aree a ridosso della zona industriale, un problema di contaminazione della catena alimentare.

Il clima a Taranto è sempre più caldo, con i lavoratori sul piede di guerra in attesa di capire quale sarà il loro futuro lavorativo: oggi il ministro Corrado Clini sarà a Taranto per accelerare le opere previste dalla legge 231 e dal decreto da lui stesso firmato, e per presentare ufficialmente Alfio Pini come nuovo Commissario straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto.

Come annunciato dal direttore generale di Arpa Puglia Giorgio Assennato, tra 15 giorni l'ente sarà in grado di presentare una prima valutazione di danno sanitario sulla popolazione legata alle emissioni inquinanti dell’Ilva:

Vogliamo impedire morti e ammalati. Il vero problema di Taranto sono gli Ipa, gli Idrocarburi policiclici aromatici, e non certo la diossina

ha detto Assennato, scatenando le proteste degli ambientalisti, scettici sull'operato dell'Arpa (che certamente fino ad oggi non ha brillato nel suo ruolo).

Via | Ansa

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