Inquinamento: l’esercito di terracotta di Xi’an attaccato dallo smog

Nelle ultime settimane Ecoblog si è occupato a più riprese delle criticità generate dall’inquinamento atmosferico a Pechino e nelle più importanti città cinesi. Ora, dalle pagine del China Daily, arriva una denuncia shock: a rischio non ci sarebbero soltanto i polmoni degli abitanti delle metropoli ma persino l’esercito di terracotta di Xi’an uno, dei monumenti-simbolo della ultramillenaria cultura cinese.

La scoperta delle statue è avvenuta nel 1974 e, da allora, gli scavi di Xi’an, nella provincia dello Shaanxi, hanno riportato alla luce 500 statue poste accanto al tumulo del primo imperatore cinese Qin Shi Huang, sotto il cui regno venne costruita la Muraglia cinese. Attualmente le statue sono esposte sotto una mega-struttura coperta, ma gli scavi sono tutt’altro che finiti, visto che secondo le stime degli archeologi accanto alla tomba dell’imperatore potrebbero esservi fra le 6mila e le 10mila statue. 

Dopo aver resistito per oltre duemila anni, ora l’esercito di terracotta potrebbe doversi arrendere… allo smog. Gu Zhaolin, professore dell’Università Jiaotong di Xi’an, insieme a un gruppo di altri ha lavorato a un progetto di ricerca finanziato dal Ministero di Scienza e Tecnologia e finalizzato a proteggere le preziose statue (di cui alcuni esemplari sono stati esposti a Torino nel 2008 e a Milano nel 2010) dal decadimento provocato dall’inquinamento atmosferico della zona.

Avete presente quando si va nei supermercati e ci sono dei frigoriferi senza coperchio?

ha spiegato il professor Gu.

La ragione per cui la temperatura in quei frigoriferi è più bassa che fuori nonostante l'assenza di copertura è la presenza di una specie di tenda d'aria, che non si può vedere ma che esiste, per prevenire lo scambio di aria calda e fredda. Questa sorta di tenda è come una barriera, come se fosse un muro di vetro. Se venisse messa anche a protezione delle statue dei guerrieri di Xi'an potrebbe impedire fino al 90% degli agenti inquinanti di attaccare i reperti archeologici, preservandoli.

Via I Ansa

Foto © Getty Images

 

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