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Inquinamento

Rifiuti di Roma, il Consiglio di Stato ribalta la sentenza del Tar

L’ennesimo atto amministrativo sull’annosa questione rifiuti di Roma è del Consiglio di Stato, che annulla il via libera ai lavori per l’inceneritore ad Albano Laziale (Rm) decretato dal Tar.

Con una mossa quasi inaspettata il Consiglio di Stato ha sospeso l’ordinanza del Tar del Lazio che il 29 marzo scorso aveva rigettato il ricorso presentato dall’amministrazione di Albano Laziale contro il nuovo cronoprogramma per la costruzione dell’inceneritore in località di Roncigliano, ad Albano Laziale, chiedendone l’annullamento.

Solo sabato scorso si era tenuta l’ennesima manifestazione per festeggiare la decisione del Tribunale amministrativo regionale e ribadire il no della cittadinanza, e degli enti locali, all’inceneritore di Albano: ora è tutto da rifare?

Sull’impianto è ormai una vera e propria guerra di carte bollate, cosa tipica nella Repubblica burocratica italiana: basti pensare che di quell’impianto di incenerimento si parla ormai dal 2007.

Solo nel 2013 abbiamo assistito al via libera della Regione Lazio all’impianto, l’ente ha il chiaro intento (almeno nelle precedenti gestioni) di entrare di forza nel business dei rifiuti proprio nella fase di incenerimento, ed alla successiva sospensiva dei lavori, decisa dal Tar.

Dopodichè, il 29 marzo, il Tar è tornato sulla sospensiva, dando il via libera ai lavori:

L’impianto non è in esercizio, dovendo ancora essere realizzato. Pertanto non è possibile riscontrare nessun pericolo per la salute pubblica nei provvedimenti in esercizio. […] L’inquinamento del sito non appare piu’ essere sussistente, come si desume dai risultati delle ulteriori analisi dell’Arpa Lazio contenuti nella nota 99288 del 19.12.2012.

Si legge nell’ordinanza del Tar. Oggi la bulimia burocratica, una sorta di follia amministrativa che ormai rende definitivamente la questione dell’inceneritore di Albano materia psichiatrica: il Consiglio di Stato azzera nuovamente tutto e blocca nuovamente i lavori perchè finché non sarà appurato con certezza che non vi è alcun rischio ambientale è tutto fermo.

Tutti, Regione, Tar, Consiglio di Stato, Comune di Albano, Asl, dicono la stessa cosa:

Non sappiamo se ci sarà un rischio per l’ambiente e la salute.

Ma nessuno sembra chiarire su cosa fare: le carte bollate certamente non aiuteranno.

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