Gasdotto di Doñana: il Governo spagnolo si arrende, niente ampliamenti

La Giunta dell’Andalusia si è opposta alla costruzione di un gasdotto che avrebbe attraversato il parco europeo con la maggiore biodiversità

Alcune settimane fa Ecoblog si era occupato del progetto di costruzione di un gasdotto di 20 chilometri nel parco naturale di Doñana, un’opera che aveva sollevato non poche perplessità fra gli ecologisti a causa dei danni che avrebbe provocato alla riserva naturale con la maggiore biodiversità di tutta Europa. Ora dalla Spagna arriva la notizia della decisione tombale della giunta dell’Andalusia che, nonostante l’ok da parte del Ministero dell’Agricoltura, dell’Alimentazione e dell’Ambiente, ha deciso di fermare il progetto a causa dei dubbi connessi all’impatto ambientale dell’opera.

La giunta andalusa aveva le competenze e il potere esecutivo per fermare l’opera e ha deciso di opporsi alla decisione del governo centrale per salvaguardare l’ecosistema di un parco che è Patrimonio dell’Umanità.

Nel sottosuolo intorno a Doñana si estrae il gas da circa trent’anni, il progetto naufragato era quello di consolidare questa attività: le ambizioni della compagnia d’estrazione trasporto si sono però scontrate con l’opinione pubblica e con la giunta regionale che non si è dimenticata di come Doñana sia una risorsa all’interno di quel sistema turistico che fa dell’Andalusia una delle mete più ambite al mondo. Il progetto prevedeva l’aggiunta di 20 chilometri di gasdotto e cinque pozzi di estrazione in aggiunta ai 70 chilometri e ai 20 pozzi preesistenti. Un affare da 200 milioni di euro andato in fumo. Una volta tanto sembra aver prevalso il buon senso e una “visione” di medio-lungo termine, due doti che dovrebbero essere basilari in ogni pianificazione politica.

Via | El Pais

Foto © Getty Images

 

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