Slow Food Story: presto al cinema il doc sul movimento di Carlin Petrini

Esce al cinema il 30 maggio il documentario che racconta i primi 25 anni del movimento che ha cambiato per sempre la cultura del cibo nel nostro Paese

Si chiama Slow Food Story e uscirà nei cinema italiani il prossimo 30 maggio il documentario sul movimento fondato da Carlo (Carlin) Petrini. Chi segue i documentari a tematica ambientale sa bene come Petrini abbia prestato il volto a numerosi doc sull’agricoltura, sulla sostenibilità ambientale, sul cibo e sul consumo del suolo. Ma un doc sul movimento che ha conquistato i cinque continenti inventandosi Terra Madre, ovverosia un meeting sulla biodiversità gastronomico e sul rispetto a chi continua ad affondare le proprie mani nella terra, ancora mancava.

Il documentario diretto da Stefano Sardo era stato presentato al Festival di Berlino nella sezione fuori concorso dedicata a pellicole sul cibo (Kulinarischen Kino), a fine maggio sarà nei cinema italiani distribuito da Tucker Film in collaborazione con Indigo Film.

Il documentario parte dal 1986, dalla fondazione dell’ArciGola che di Slow Food è stato l’embrione. Il lancio della “chiocciolina” avviene nel 1989, a Parigi, con una filosofia resistenziale nei confronti del fast food. Un quarto di secolo dopo Slow Food è un organismo internazionale ramificato in 150 paesi. La storia di Slow Food nasce nelle trattorie della Langa e del Roero, è il racconto della scommessa di un gruppo di amici che intuisce la direzione monopolistica verso cui si sta muovendo la cultura del cibo e decide di lavorare nella direzione opposta, per valorizzare la diversità, l’eterogeneità.

Ho capito subito che volendo affrontare la storia di Slow Food avrei dovuto raccontare la vita di Petrini. In lui non c’è distanza tra privato e pubblico, Slow Food è tutta la sua vita. Petrini, con irruenza ‘ineducata’ e intellettualmente contagiosa, ha capito prima degli altri che sul cibo si giocava una delle partite decisive per il nostro futuro,

spiega il regista Stefano Sardo.

Qualcuno lo voleva persino ministro delle politiche agricole, ma questo dicastero che sarà strategico nei prossimi anni - quando dovremo recuperare l’agricoltura di prossimità, salvaguardare il suolo agricolo e le filiere corte – è diventato merce di scambio fra PD e PDL. Ma forse è meglio che Carlin Petrini resti a far politica da Bra. E anche questo documentario - prodotto da Indigo Film e Tico Film in associazione con Element Pictures con il contributo di Ministero per i Beni e le Attività culturali Direzione Generale per il Cinema con il sostegno di Piemonte Doc Film Fund Fondo Regionale per il documentario con il sostegno di Piano MEDIA della Comunità Europea con Bord Scannán na héireann/ The Irish Film Board – potrà essere un prezioso contributo per dimostrare che un'altra agricoltura e un altra alimentazione sono possibili.

Via | Comunicato Stampa

Foto © Getty Images

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