Giretto d’Italia 2013: al Nord Est la maglia rosa della ciclabilità

Bolzano, Schio e Venezia vincono il campionato della ciclabilità urbana. Nel 61% delle città monitorate 3 abitanti su 10 si muovono in bici

Venezia, Bolzano e Schio hanno vinto la terza edizione del Giretto d’Italia, il campionato nazionale della ciclabilità urbana organizzato dalle amministrazioni comunali insieme a LegambienteFiab e Città in bici in 23 comuni. A Bolzano e Schio più di 7 persone su 10 hanno usato la bicicletta per andare a scuola o al lavoro, e il numero assoluto di ciclisti rispetto alle due edizioni precedenti del Giretto è aumentato in ogni comune in gara, confermando la crescita costante di chi utilizza la bici per spostarsi all’interno delle città italiane.

La sfida si è svolta monitorando, nella mattina di ieri, la quantità dei mezzi a pedali e a motore nei check point allestiti in vari punti dei 23 comuni divisi in tre categorie: grandi (più di 200mila abitanti), medi (fra 80mila e 200mila abitanti) e piccoli (meno di 80mila abitanti). Il conteggio è stato effettuato in un arco di tempo di quattro ore e ha permesso di assegnare la leadership ai comuni con la percentuale più alta di ciclisti rispetto ai mezzi a motore.

Veniamo alle “magliette rosa”. Fra le città piccole si è imposta Schio con una percentuale a dir poco straordinaria dell’80,1% degli spostamenti, davanti a Pesaro, seconda come nel 2012 anche se con una live flessione (dal 63,3% al 59,4%). Bene anche Pordenone (54,3%), Pisa (50,5) e Carpi (34,2%), mentre a Saronno i ciclisti sono appena l’11,1%.

Nelle città medie primeggia Bolzano con il 75,1% degli spostamenti, poco al di sopra di Reggio Emilia (74,4%) e Padova (74,1%). Nelle città grandi la percentuale più alta è raggiunta nella terraferma di Venezia (33,5%), mentre al secondo posto si conferma Torino con il 28,9%.

Proprio riguardo a Torino, merita forse una riflessione la scelta dei punti di monitoraggio: la scelta di via Ormea angolo corso Marconi, di corso Regio Parco angolo Lungo Dora Savona e di corso Francia angolo via Principi d’Acaja invita a leggere i risultati con tutte le cautele del caso. È chiaro che ogni monitoraggio implica scelte e rinunce, ma è altrettanto evidente che se si valutano i passaggi su due piste ciclabili (corso Francia e Lungo Dora Savona) i dati sulla percentuale delle bici saranno maggiori rispetto a campionamenti random (via Ormea).

Sul sito del comune di Torino si legge che nella pista situata nel controviale di corso Francia i ciclisti hanno battuto gli automobilisti 390 a 370. Essendo una delle poche arterie che consentono di raggiungere il centro dalla parte ovest di Torino è chiaro che la pista ciclabile diventi un a sorta di “imbuto” scelto dai ciclisti per pedalare in maggiore sicurezza. Al contrario, gli automobilisti dovendo condividere in maniera compromissoria e a velocità ridotta il controviale, preferiscono viaggiare sul viale adiacente. Un rilevamento che voglia essere statisticamente rilevante non può non considerare i passaggi che avvengono su quella stessa arteria, nella stessa direzione. E i dati, quando precisi e attendibili e non “dopati” da prospettive di parte e soggettivismi, sono una base per iniziare a ragionare sulla pianificazione.

Via | Legambiente

Foto © Getty Images

 

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